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Recensione

80/100

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Stryper – Throne of Thorns – Recensione

25 Settembre 2026 Comment Iacopo Mezzano

genere: Christian Metal / Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Frontiers Music

Tracklist:

1. Throne of Thorns
2. Here In Your Heart
3. Falling
4. I’m Alright (I’m Okay)
5. Waiting For You
6. Carry The Flame
7. Hollywood
8. Beautifully Broken
9. Ashes To Roses
10. Alone Again
11. Shadowbreaker

Formazione:

Michael Sweet - Lead Vocals/Lead & Rhythm Guitar
Robert Sweet - Drums & Percussion
Oz Fox - Vocals/Lead and Rhythm Guitar
Perry Richardson - Vocals/Bass

 

Convinto soprattutto dalla eccellente prestazione dal vivo regalata ai tanti loro fans accorsi durante l’ultimo Frontiers Rock Festival, mi sono piacevolmente offerto di recensire Throne of Thorns, il diciottesimo album in studio della leggendaria christian metal band statunitense Stryper, in uscita il 25 settembre 2026 per Frontiers Music.

La band dei fratelli Sweet si era infatti mostrata in grande spolvero lungo l’intera durata del proprio set live, suonando forse la sua migliore prestazione tra quelle dedicate a questa kermesse, e mostrandosi compatta e coesa come non mai. Una vera e propria macchina da guerra metal melodica che si è abbattuta in quel di Trezzo, e che ora ritroviamo con pari efficacia e intensità tra le note di questo ottimo disco, tra canzoni potenti, dotate di un songwriting sempre vario e ispirato, ricche di arrangiamenti, di grandi refrain, di ottime armonie di chitarre. Un heavy metal efficace, sostenuto, catchy, nel quale la voce angelica, carismatica, acuta e mai invecchiata di Michael Sweet si amalgama alla perfezione con la sua chitarra e con quella del grande Oz Fox, davvero in forma smagliante nonostante i suoi passati problemi di salute, e con una sezione ritmica di grande intensità e spessore a cura di due icone come Perry Richardson al basso e Robert Sweet alla batteria.

Incapace di lasciare un attimo di respiro, il disco prende il suo avvio con la title track Throne of Thorns, un tipico inno metal scuola Stryper, fondato su un riuscito intreccio di chitarre e su un bellissimo lavoro corale nel suo refrain, che ci riporta con la mente e il cuore agli anni’80 del gruppo. Anche in Here In Your Heart sono le chitarre il primo strumento a saltare all’orecchio, con un riffing potentissimo che va a sfociare in un bell’assolo e che esalta il cantato di un Michael Sweet deciso e aggressivo come non mai. Riecco i cori, bellissimi, a farla da padroni e a gettare le fondamenta del songwriting di Falling, altra grande canzone al pari del già singolo I’m Alright (I’m Okay), un brano decisamente metal classico nelle sue parti strumentali, melodico fino al midollo per ciò che concerne le sue vocalità.

Al giro di boa, Waiting For You per prima rallenta l’avanzata rapida del platter, presentandosi come una riuscita mid-tempo melodic metal, semplice nella sua struttura ma efficace nel trasmettere le sue emozioni, specie nel suo gran ritornello, in cui nuovamente brilla il cantato di Sweet. Tra House of Lords e Ten, ma in chiave metal, Carry The Flame è un brano fuori dall’ordinario, molto riuscito nelle sue armonie e nel suo lavoro vocale corale, mentre Hollywood ha dalla sua un bel drumming, potente e avanzante, che ne esalta la struttura e la prestanza.

Avvicinandoci al finale, largo alla ottima Beautifully Broken, esaltante e compatta, esplosiva nel suo refrain, e ad Ashes To Roses, altro singolo e il brano più hard rock e melodico del lotto, decisamente ottantiano, meno energico ma non per questo non riuscitissimo. Riecco le chitarre metal classiche, in sintonia e dal sound quasi alla Judas Priest, nella rocciosa Alone Again (di cui è impossibile non segnalare il bellissimo solo), che lascia spazio al brano conclusivo della tracklist, la tiratissima Shadowbreaker, che cala il sipario con stile, e confermando tutte le qualità e le grandi energie del songwriting di questo ottimo album.

IN CONCLUSIONE

Passano gli anni, ma il metal cristiano degli Stryper non passa di moda. E soprattutto non cala di una virgola la sua efficacia melodica, strumentale, e compositiva.

Throne of Thorns è un altro tassello importante nella produzione discografica di questi americani, e forse una delle produzioni più complete tra le ultime della band. Per questo sono certo che sarà in grado di esaltare fin da subito i tantissimi fedeli fans del gruppo. Ora non resta che ascoltarlo… per credere.

© 2026, Iacopo Mezzano. All rights reserved.

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