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Osukaru – Tall Tales – Recensione

12 Settembre 2026 3 Commenti Giulio Burato

genere: Melodic Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Pride & Joy Music

Tracklist:

1. Exceeder
2. Wendigo
3. Blood On The Rocks
4. The Outer Side Within
5. Ronin
6. Who Do You Love
7. Split
8. Only Moments Left
9. When It's Over
10. C'est Dans Ta Tête

Formazione:

Frederik Warner: vocals, guitar
Oz Hawe Pettersson: guitars, backing vocals
Marcus Zorath: bass, backing vocals
C.D: drums, percussions

 

Gli Osukaru, band di Göteborg guidata da Oz Hawe Petersson, giungono al loro settimo lavoro in studio con Tall Tales, pubblicato quasi cinque anni dopo Starbound (qui la nostra recensione). Un album che prosegue il percorso evolutivo del gruppo verso sonorità più dure e robuste, allontanandosi progressivamente dalle radici AOR che caratterizzavano le prime uscite discografiche.

La produzione, uno dei punti di forza della release, restituisce un suono potente e moderno. Il lavoro è stato curato da Petersson e Werner, con il mixaggio affidato a Svein Jensen e il mastering a Mats Eriksson mentre l’artwork, in chiaro stile anime giapponese, è stato realizzato da Petersson insieme a Eliza Sica.

Tall Tales è uscito a fine agosto per Pride & Joy Music e si compone di dieci brani. L’iniziale Exceeder e la potente Ronin esemplificano al meglio la nuova veste musicale della band, grazie a riff robusti e cori talvolta ridondanti.
L’intro e l’outro all’armonica, in stile Tangier, caratterizzano Wendigo che, insieme alla successiva Blood on the Rocks, conferma la capacità del gruppo di coniugare potenza e validi spunti melodici.

Emergono richiami ai Def Leppard nella contagiosa The Outer Side Within, brano che riporta in superficie l’anima AOR della formazione. Se Who Do You Love punta sull’immediatezza grazie a un ritornello memorabile e a una sezione ritmica incalzante, Split propone invece un hard rock più sfrontato e moderno.
Interessante anche il trittico conclusivo, caratterizzato da sfumature che richiamano band come Dokken, Hurricane e primissimi Winger. Dalla bluesy Only Moments Left all’emotiva When It’s Over, fino a C’est Dans Ta Tête: un brano dal titolo francese ma dall’anima che richiama Back for the Attack di George Lynch e soci.

IN CONCLUSIONE

Gli Osukaru non rinnegano le proprie radici, ma le fanno evolvere con maggiore carattere e personalità. Il risultato è un album compatto, energico e convincente, capace di coniugare efficacemente l’eredità melodica del passato con un approccio più muscolare e contemporaneo.

© 2026, Giulio Burato. All rights reserved.

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