LOGIN UTENTE

Ricordami

Registrati a MelodicRock.it

Registrati gratuitamente a Melodicrock.it! Potrai commentare le news e le recensioni, metterti in contatto con gli altri utenti del sito e sfruttare tutte le potenzialità della tua area personale.

effettua il Login con il tuo utente e password oppure registrati al sito di Melodic Rock Italia!

Recensione Gemma Sepolta

Gemma Sepolta

Video

Pubblicità

Pendragon – Kowtow – Gemma Sepolta

13 Settembre 2026 0 Commenti Iacopo Mezzano

genere: Progressive AOR / Pop Rock
anno: 1988
etichetta: Toff Records
ristampe: 2012

Tracklist:

1. Saved By You 3:58
2. The Mask 4:01
3. Time for a Change 3:56
4. I Walk the Rope 4:17
5. 2 AM 4:14
6. Total Recall 7:00
7. The Haunting 10:40
8. Solid Heart 4:20
9. Kowtow 8:56

Formazione:

Nick Barrett - voce, chitarre
Peter Gee - basso
Clive Nolan - tastiere
Fudge Smith - batteria

Ospiti:

Julian Segal - sassofono

 

Con il loro secondo album in studio Kowtow, uscito nel 1988 come seguito del già ottimo esordio The Jewel del 1985, il gruppo britannico Pendragon entrò di diritto tra le più influenti realtà new progressive degli anni ’80 insieme a gruppi come Marillion, IQ, Pallas e Twelfth Night.

Più che concentrarsi sui frequenti cambi di ritmo tipici del genere, il rock progressivo di quegli anni cercava il più possibile di avvicinarsi al pop rock e all’AOR mainstream, nel tentativo di potersi garantire fama e passaggi radio e video nelle principali emittenti. Da qui, il quasi totale abbandono della composizione suite elaborata tipica degli anni’70 a vantaggio di una dimensione canzone, più esile e compatta, ricca ancora di cambi di tempo ma meno prolissa e ricercata, se non nel suo sfogo più arioso e melodico.

Ecco allora che la tracklist di questo disco, fatta eccezione per tre dei suoi nove brani, mantiene un minutaggio medio di soli quattro minuti, garantendosi così l’appeal dell’ascoltatore medio di quegli anni, e non solo dei più habitué al prog. Una canzone come l’opener Saved By You appare epica e pomp fin dalla sua prima nota, con un saccente uso di synth di Clive Nolan a combinarsi perfettamente con le chitarre e la voce del leader storico Nick Barrett. Il ritornello è accattivante, orecchiabile, il ritmo allegro, sostenuto, in un perfetto mix di ingredienti radiofonici che ritroviamo anche in The Mask, più atmosferica nel sound grazie al basso di Peter Gee in primissimo piano assieme alle tastiere, ma non meno di impatto all’ascolto grazie al suo refrain semplice, musicale, catchy.

Interessantissima anche Time for a Change, guidata dal frizzante ritmo della batteria di Fudge Smith e caratterizzata da tastiere epiche, che dominano il sound quasi in stile Asia, e che colorano tutta la base strumentale su cui muove la voce di Barrett. La ballad I Walk the Rope suona poi tra i pezzi più riusciti del lotto, per un elegante progressive AOR incantato, etereo, soave, avvalorato da un bellissimo ingresso di sassofono a cura di Julian Segal, che ritroviamo anche nell’incipit solitario della seguente 2 AM, una traccia notturna, silente, intima, sempre più emozionante con il passare dei minuti, mai banale e con forti rimandi allo stile dei migliori Dire Straits.

Ecco arrivare allora il progressive più classico con i sette minuti di Total Recall, un brano atmosferico, che esordisce colorandosi parte dopo parte, nota dopo nota, per poi trovare la sua strada in una composizione rock molto melodica e ariosa, aperta al cambio di ritmo ma con alla base ancora una idea di radiofonia e di ricerca costante della musicalità. La canzone più lunga ed elaborata, The Haunting, raggiunge ora quasi gli 11 minuti di durata, e si presenta come una suite progressive, ricca di cambi di tempo, che unisce segmenti atmosferici a ingressi di jazz, influenze classiche e vere e proprie esplosioni rock, il tutto con la solita attenzione melodica tipica di questo gruppo britannico.

Infine, la roboante e solida Solid Heart, dal tratto talvolta vicino alla new wave, apre le porte alla conclusiva title track Kowtow, che si divide tra momenti strumentali ricercati e classicheggianti come le migliori composizioni degli Yes, e altri passaggi musicali ariosi, che nuovamente si avvicinano al pop rock mainstream, con battiti di batteria e ingressi di synth che sanno da non molto lontano di AOR.

IN CONCLUSIONE

Non fatevi mai ingannare dalla dicitura progressive quando si parla di band britanniche di fine anni’80. Specie nei brani più brevi, ma anche nelle aperture melodiche e ariose, possiamo infatti trovare tante simmetrie con quel rock melodico e radiofonico che più ci piace.

In questo senso, Kowtow dei Pendragon è un vero capolavoro di incontro e scontro tra le due dimensioni musicali, quella progressive rock e quella pop rock. Per un disco indimenticabile del finire degli anni’80, una gemma sepolta tutta da riscoprire.

© 2026, Iacopo Mezzano. All rights reserved.

Ultimi Classici e Gemme Sepolte

Devi essere registrato e loggato sul sito per poter leggere o commentare gli Articoli

0
Would love your thoughts, please comment.x