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Recensione Gemma Sepolta

Gemma Sepolta

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What If – What If – Gemma Sepolta

29 Agosto 2026 0 Commenti Iacopo Mezzano

genere: AOR / Pop Rock
anno: 1987
etichetta: RCA
ristampe: /

Tracklist:

1. What If
2. If This Is Love
3. Perfect World
4. One Look
5. Ride The Hurricane
6. She Rocked My World
7. Love Is A Fire
8. When Right Is Wrong
9. Turn And Walk Away

Formazione:

Tommy Funderburk - lead and backing vocals
Larry Williams - keyboards, sax
Bob Wilson - drums

Ospiti:

Bill Champlin (backing vocals)
Bob Carlisle (backing vocals)
Casey Young (synth programming)
Dann Huff (guitars)
Eric Persing (synth programming)
Jakko M. Jakszyk (guitars)
Larry Klein (bass)
Michael Landau (guitars)
Paulinho Da Costa (percussions)

 

I What If furono una formazione AOR/pop rock capitanata dal celebre cantante Tommy Funderburk (lo si ricorda, su tutti, per gli Airplay), e che nel 1987 diede alle stampe, tramite una label di tutto rispetto come la RCA, l’omonimo e interessantissimo album di debutto What If.

Un disco di altissimo livello tecnico, dotato di un songwriting e di una produzione maiuscole, ma che fu sfortunatamente l’unico acuto di una carriera che, come spesso accade per i gruppi di cui parliamo nella nostra collana delle gemme sepolte, non ebbe modo di decollare, portando al prematuro accantonamento del progetto da parte dei suoi interpreti.

Ma andiamo nel dettaglio. Larry Williams (alle tastiere e al sax) e Bob Wilson (batteria) completano una formazione trio che si avvale di un nutrito numero di musicisti ospiti (tra tutti, Bill Champlin ai cori, Dann Huff e Michael Landau alle chitarre) per completare il proprio pacchetto musicale, dando vita a un’arena rock di facile ascolto, ricco di grandi refrain e di melodie accattivanti che rimangono impresse fin dal primissimo ascolto.
Il singolo di apertura, l’omonimo What If, contiene già al suo interno tutti i migliori ingredienti di questo songwriting, con chitarre, tastiere e sax (abbinate a un bel drumming ritmato e frizzante) a dare via al brano con un grande attacco, che precede l’ingresso vocale di un Funderburk sugli scudi, intonatissimo e carismatico, e che troveremo in grande spolvero lungo tutto il minutaggio del disco. If This Is Love è un puro inno pop rock anni ’80, che carica le sue energie con il crescere del battito della sua batteria, fino a un ritornello da stadio, tutto da cantare, che ben si alterna a strofe melodiche e ricche di pathos. Perfect World suona come la prima ballad del lotto, e nelle sue strofe si mostra come un delicato brano, cremisi come un tramonto, che sa però esplodere di energie in un refrain perfetto, da antologia del genere.

L’attacco atmosferico e orientaleggiante di One Look si evolve verso un brano dal sound cristallino, dai grandi arrangiamenti, in linea con il sound delle migliori serie tv o film di azione degli 80s, mentre Ride The Hurricane accende l’anima più rock del combo, con una bella chitarra di apertura e un ritornello maschio e di grande impatto sonoro e corale. I synth la fanno poi ancora da padroni nella melodia pop rock di She Rocked My World, egregiamente interpretata dal cantante su una base rock carica di arrangiamenti di fino, e in Love Is A Fire, una traccia cinematografica decisamente riuscita e lontana dall’ordinario, per come sa intrecciare con innato gusto le sue melodie con i differenti strumenti. E infine, spazio a una nuova power ballad a titolo When Right Is Wrong, un lento melodico con pregiate atmosfere soffuse e un ritornello potente ed avvolgente, fino al commiato di Turn And Walk Away, altra composizione melodic rock riuscita e di facile impatto, forte di un bel ritmo e di ottime parti strumentali, che la rendono un’altra potenziale grande hit di questo grande album.

IN CONCLUSIONE

Trovo davvero inspiegabile come un bellissimo album come questo esordio dei What If, ricco come è di grandi singoli e delle grandi prove dei suoi strumentisti, non sia riuscito ad avere maggiore fama nel suo fertile anno di uscita.

Resta alla storia un disco pregiato, dal songwriting magistrale, cantato in modo perfetto da Tommy Funderburk, e che vi invito ad ascoltare, per fare poi vostro. Avrà di certo uno spazio speciale nelle vostre collezioni!

© 2026, Iacopo Mezzano. All rights reserved.

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