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24 Luglio 2026 0 Commenti Samuele Mannini
Deko Entertainment accoglie con orgoglio nella propria squadra il polistrumentista, cantante, autore e produttore discografico Jeff Cannata.
Conosciuto nel mondo del melodic rock come la mente creativa dietro Arc Angel e il progetto solista Cannata, Jeff vanta una carriera leggendaria fatta di decenni di scrittura e musicalità di altissimo livello. Il debutto di Arc Angel del 1983, oggi acclamato dalla critica, e il lavoro solista di Jeff hanno conquistato negli anni un pubblico devoto tra gli appassionati di AOR e melodic rock in tutto il mondo.
Avremo presto dunque un nuovo, attesissimo disco firmato Cannata.

19 Luglio 2026 0 Commenti Massimiliano MaxAor Carli
Gli hard rockers americani No Love Lost presentano il nuovo brano Love Dies Hard, primo singolo estratto dal prossimo album, Killer Show, di cui presto verranno resi noti i dettagli.
18 Luglio 2026 3 Commenti Samuele Mannini

Che sia stato il grunge a spazzare via l’hair metal è una narrazione ormai consolidata, ma secondo il produttore Howard Benson le cose sono un po’ più complesse di così. In una recente intervista a Loudwire, Benson (che negli anni ha lavorato con My Chemical Romance, Hoobastank, Three Days Grace, Halestorm e Daughtry) ha ripercorso i cambiamenti dell’industria musicale dagli anni ’80 a oggi, offrendo una chiave di lettura raramente presa in considerazione sul declino della scena musicale dell’epoca.
Prima di diventare uno dei produttori più richiesti del rock moderno, Benson si affacciò alla scena hard rock losangelina alla fine degli anni ’80, producendo i debutti di Bang Tango (Psycho Cafe) e Pretty Boy Floyd (Leather Boyz With Electric Toyz), entrambi usciti nel 1989. Dischi accolti bene dal pubblico, ma che non raggiunsero mai il successo multiplatino delle band arrivate qualche anno prima.
Secondo Benson, la scena hair metal era nata quasi in coincidenza con l’esordio dei Guns N’Roses, attorno al 1986, e aveva raggiunto il proprio apice nel 1991, l’anno in cui esplosero i Nirvana. Un episodio del destino, ammette lui stesso: quando arrivò con Bang Tango, la scena era già in fase calante, anche se allora non era ancora evidente a chi ci lavorava dentro.
Nota storica: Appetite for Destruction dei Guns N’Roses uscì in realtà il 21 luglio 1987, non nel 1986. Si tratta probabilmente di un’imprecisione mnemonica di Benson nel collocare la nascita della scena.
Questa è senz’altro una ricostruzione interessante, ma che merita qualche precisazione storica. In realtà, a mio avviso, si tende a posticipare un po’ troppo la nascita del cosiddetto hair metal (etichetta che peraltro trovo orribile). I Guns N’Roses non sono certo spuntati dal nulla. Già prima band come Dokken, con Breaking the Chains del 1983, o Stryper, con Soldiers Under Command del 1985, seppur con sfumature diverse, avevano fatto la loro comparsa nei gusti degli amanti dell’hard rock. La presenza sempre più marcata di queste band nei cataloghi delle major lo dimostra chiaramente. Proprio per questo il termine hair metal, oltre a essere infelice, è anche fortemente riduttivo: rischia di far coincidere la nascita di un intero movimento con un singolo disco simbolo, minimizzando il ruolo culturale che quella scena aveva già costruito negli anni precedenti. È però il termine utilizzato da Benson nell’intervista e, per praticità, continuerò a usare anch’io.
Ma andiamo avanti, e vediamo dove Benson vuole andare a parare.
Il punto più interessante dell’intervista riguarda un fattore raramente citato nel racconto della caduta dell’hair metal: l’introduzione del sistema Nielsen SoundScan nel 1991. Prima di allora, i risultati commerciali riportati da Billboard si basavano su stime telefoniche ai negozi di dischi, un metodo facilmente manipolabile. Benson racconta come le case discografiche gonfiassero artificialmente i numeri, regalando copie ai negozi in cambio della dichiarazione di vendite più alte di quelle reali.
Con l’arrivo di SoundScan, che rilevava le vendite reali tramite la scansione dei codici a barre alle casse, le classifiche cambiarono all’improvviso. Emersero artisti fino ad allora sottovalutati (Benson cita l’exploit inatteso di Garth Brooks), mentre le hair band, credute ai vertici delle classifiche, si scoprirono già scivolate verso il basso. Secondo il produttore, le case discografiche smisero praticamente da un giorno all’altro di puntare su quel tipo di gruppi, proprio mentre l’ascesa dei Nirvana stava già ridisegnando il panorama rock.
Nota storica: il primo numero uno della classifica Billboard 200 calcolata con il nuovo sistema SoundScan (1 giugno 1991) fu in realtà Out of Time dei R.E.M. Garth Brooks arrivò al vertice solo alcuni mesi dopo, a settembre 1991, con Ropin’ the Wind. Il ricordo di Benson comprime quindi la tempistica reale, anche se il punto sostanziale, ossia che SoundScan rivelò generi come il country molto più venduti di quanto si credesse, è storicamente accurato.
Questa parte dell’intervista mostra un’angolazione diversa da cui guardare i fatti, offre quantomeno uno spunto che va nella direzione di una riflessione che porto avanti da tempo (vorrei sottolineare però che è solo una mia teoria: frutto di un’osservazione della realtà, non facilmente dimostrabile con i dati alla mano), secondo cui le case discografiche hanno spesso e volentieri cercato di orientare i gusti del pubblico, gonfiando e dando rilevanza a certi generi rispetto ad altri. Che tentassero di gonfiare i dati di vendita di qualcosa rispetto a qualcos’altro mi pare plausibile, ma che non sapessero affatto cosa vendeva o non vendeva mi pare strano. Ne sono prova le famose copie forate (le cosiddette “cut-out”) di vinili e cd che si trovavano nei negozi di dischi dell’epoca: il disco forato non era altro che un invenduto che la casa discografica autorizzava alla vendita a pochi soldi, previa punzonatura della copertina proprio per riconoscerlo. Erano proprio quei dischi invenduti che i negozi, col vecchio sistema di rilevazione telefonico, avrebbero potuto gonfiare falsamente. Mi pare quindi difficile credere che le etichette non avessero alcuna percezione di cosa funzionasse davvero.
Probabilmente, però, il nuovo sistema di rilevazione, offrendo un punto di vista più oggettivo sui dati di vendita, contribuì a orientare le future scelte di investimento delle major, che iniziarono a puntare su generi la cui nicchia si stava evidentemente allargando in termini di vendite reali. Questo spiegherebbe anche come, tra il 1991 e il 1992, molte etichette major abbiano messo sotto contratto nuove band hair metal in maniera ‘infinitesimale’ rispetto a prima, e senza neanche sostenerle adeguatamente: promozione ridotta al minimo, cataloghi da smaltire, risorse ormai dirottate su altri generi in ascesa. Una sorta di salviamo il salvabile, mentre l’attenzione vera delle etichette era già altrove.
Nella seconda parte dell’intervista, Benson parla della sua etichetta Judge & Jury Records, fondata nel 2021 insieme al batterista dei Three Days Grace Neil Sanderson. L’obiettivo dichiarato è offrire agli artisti condizioni più eque rispetto al passato, quando i budget di produzione erano imponenti (anche 300.000-400.000 dollari a disco, con cene di produzione che potevano costare fino a 30.000 dollari) ma il controllo creativo restava quasi interamente nelle mani delle case discografiche. Oggi, secondo Benson, un artista della sua etichetta può realizzare un intero album con lo stesso budget che un tempo veniva speso in cene, dividendo poi i profitti alla pari con l’etichetta.
Benson si dice sostanzialmente sollevato che quell’epoca sia finita, perché a suo avviso ha riportato al centro la sostanza delle canzoni rispetto al perfezionismo tecnico fine a se stesso.
Questa parte è la più personale, e probabilmente anche la meno interessante per i nostri lettori. Per noi mortali che giudichiamo dall’esterno del music biz è estremamente difficile da verificare, e forse anche poco significativa da valutare, perché le dinamiche di oggi sono anni luce distanti da quelle di quarant’anni fa, così come lo sono i volumi di affari. È quindi ovvio che non possa esserci proporzionalità: i volumi che un disco dei Guns N’Roses muoveva alla fine degli anni ’80 richiederebbero oggi le vendite sommate di duecento band, e nemmeno delle più piccole. Mi pare quindi ovvio che la sua etichetta debba stare al passo coi tempi.
E se lui non ha nostalgia, io ne ho molta. Sia per la ricchezza della scena musicale di allora, sia per un’epoca che ha segnato il rock in maniera definitiva, tanto che ne parliamo ancora oggi. Che ognuno quindi si tenga i suoi punti di vista: alla fine va bene così.
Fonte: Bryan Rolli, “Interview – Did Grunge REALLY Kill Hair Metal? Veteran Rock Producer Howard Benson Weighs In”, Loudwire, 17 luglio 2026. Articolo originale e copyright: Loudwire
17 Luglio 2026 0 Commenti Massimiliano MaxAor Carli
Provenienti dal Midwest americano, i Crimson Love hanno pubblicato qualche settimana fa via Horton Records il loro full-length di debutto intitolato Lost Cause.
I ragazzi di Tulsa propongono un groovy sound fortemente ispirato a formazioni come L.A. Guns, Mötley Crüe, Van Halen, Mr. Big e simili, per un rock’n’roll in Eighties-style energico e diretto.
Lost Cause è un debut vario ed interessante per questa nuova giovane band, alla quale dovete dare quanto meno una opportunità di ascolto.
I Crimson Love sono Hector Jimenez (voce), Conner Cline (chitarra), Coop Bryant (chitarra), Gunnar Kimball (basso) e Cameron Schollenbarger (batteria).
TRACKLIST
01. Through Your Lies
02. Unfazed
03. Come Spend The Night
04. Pay For My Love
05. L.A. (Save Me)
06. Shoot To Kill
07. Lost Cause
08. Quick And Easy
09. Better Place
10. Run Up The Racks
17 Luglio 2026 0 Commenti Massimiliano MaxAor Carli
John Corabi (The Scream, Mötley Crüe, Union) – che ha fatto parte dei The Dead Daisies dal 2015 al 2019 e poi di nuovo dal 2023 al 2026 – ha rivelato di essere di nuovo un solista.
Il cantante ha condiviso la seguente dichiarazione sui social media: “Quindi, giusto per chiarire… Non mi unisco ai Quiet Riot. Non torno ai Crüe… Non è stata una decisione consensuale lasciare la band di cui facevo parte fino a poco tempo fa…ma posso anche dire che è una NUOVA opportunità, un NUOVO capitolo e, scusate il gioco di parole… È UN NUOVO GIORNO!!!!!!”.
15 Luglio 2026 0 Commenti Samuele Mannini
Frontiers Music Srl è orgogliosa di accogliere nella propria famiglia gli Shogun Mojo, la nuova potente collaborazione che unisce il leggendario chitarrista dei Kiss Tommy Thayer e l’apprezzato cantautore Dan Reed, affiancati dal bassista Bengan Jonasson e dal batterista Robert Mehmet Ikiz.
Un mix di rock and roll, funk, fusion e dell’energia grezza del rock anni ’70: il debutto degli Shogun Mojo si preannuncia come una celebrazione audace e travolgente della musica, della vita e della libertà creativa.
“Collaborare con il mio caro amico Dan Reed a questo progetto è stata un’esperienza stimolante e gratificante dall’inizio alla fine,” racconta Thayer. “Volevamo creare qualcosa di potente e originale, e credo davvero che ci siamo riusciti.”
Reed aggiunge: “Scrivere questo album insieme mi ha ricordato perché mi sono innamorato della scrittura di canzoni da adolescente: per il puro divertimento di farlo.”
Coprodotto e registrato da Geoff Tyson e mixato da Rob Daiker, l’album di debutto promette un livello musicale di altissima qualità, un’intesa fuori dal comune e un sound moderno con radici profonde nel rock senza tempo.
15 Luglio 2026 0 Commenti Massimiliano MaxAor Carli
FnA Records ha pubblicato le registrazioni dei JAX, gruppo hard rock dei primi anni Novanta, precedentemente rimasterizzate e rilasciate dall’etichetta con il titolo di Half-Cocked & Fully Loaded, ora rinominate Live The Life You Love con una nuova grafica.
La ristampa include 3 bonus track extra, ovvero brani registrati di recente dal cantante Thom Jack da solista, musicalmente diversi dall’hard rock melodico dei nastri originali del 1991-92, con sonorità più orientate al classic rock.
Attivi nella seconda metà degli anni Ottanta, i JAX – originari di New York – registrarono un album in Germania con la produzione di Erwin Musper (Def Leppard, Bon Jovi) e furono quasi pubblicati dalla CBS. Venne infatti siglato un importante accordo con la CBS tedesca per una pubblicazione mondiale, con tanto di tour e promozioni in tutto il globo, ma ci fu un piccolo imprevisto: i proprietari della CBS di New York si infuriarono perché la CBS Germania aveva messo sotto contratto una band del loro stato d’origine, soffiandogliela da sotto il naso, iniziando così una serie di lotte intestine che alla fine fecero incredibilmente saltare il contratto discografico e le grandi speranze del gruppo.
In seguito, i JAX pubblicarono privatamente le canzoni solo su cassetta. Questo album contiene quella musica più brani extra che la band registrò all’epoca ma che non pubblicò mai.
Per fan di RATT, Poison, Twisted Sister e simili.
TRACKLIST
01. Givin’ My Heart
02. Hot, So Hot
03. Danger Zone
04. I’m Not Sorry
05. Your Mama Don’t Hafta Know
06. Teenage Nervous Breakdown
07. Heads Will Roll
08. Live The Life You Love
09. Just Gotta Know
10. You’re A Nasty Bit O’Business
11. Iron Curtain Of Love
12. Catfight In A Cathouse
13. The Way You Loved Me Yesterday
14. Broken-Hearted
15. Half-Cocked & Fully Loaded
2026 Reissue Extras:
16. Don’t Let Them Get Ya Down (Thom Jack Solo Track)
17. Shine On My Halo (Thom Jack Solo Track)
18-. Wish I Could Believe (Thom Jack Solo Track)
15 Luglio 2026 0 Commenti Massimiliano MaxAor Carli
Roxx Records ha pubblicato alcune settimane fa in sordina Defenders Of The Cross, disco di debutto dei cult christian rockers D.O.X., presentato per la prima volta su CD in occasione del suo 40° anniversario e in versione deluxe jewel case, che include un libretto completo di 8 pagine con i testi, una grafica e un layout rinnovati a cura di Scott Waters di NLTM Graphics, più una nuovissima rimasterizzazione ad opera di Rob Colwell di Bombworks Sound.
Limitata a sole 500 copie in tutto il mondo, questa attesissima ristampa offre finalmente ai fan l’opportunità di ascoltare uno degli AOR album più sottovalutati degli anni Ottanta nel formato che ha sempre meritato.
Una delle prime uscite del catalogo dell’etichetta discografica cristiana Frontline Records fu proprio il debut dei D.O.X., una melodic hard rock band simile ad Idle Cure e Whiteheart. I ragazzi debuttarono con quella che sarebbe stata l’unica pubblicazione della band con Frontline, seguita nel 1989 da un secondo lavoro rilasciato in modo indipendente.
Originariamente pubblicato nel 1986, D.O.X. (Defenders Of The Cross) offriva un sound melodico che si inseriva perfettamente nello stile di band come Idle Cure, Whiteheart e primi Petra, pur ritagliandosi una propria identità con ritornelli accattivanti, testi profondi e una raffinata maestria musicale. Sebbene il gruppo avrebbe poi pubblicato Through The Fire nel 1989, questo primo capitolo rimane l’album più ricercato e misterioso dei DO.X.: un vero tesoro underground dell’epoca d’oro del rock cristiano.
Ciò che rende questo full-length ancora più speciale è il coinvolgimento del leggendario produttore Terry Scott Taylor, che ha curato gli arrangiamenti e la produzione durante uno dei periodi più intensi e creativi della sua carriera. Taylor ha anche contribuito alla composizione dei brani, aiutando a plasmare il carattere melodico e artistico distintivo dell’album.
All’epoca della sua uscita originale, Frontline pubblicò il disco solo in vinile e cassetta, poiché i compact disc erano ancora agli albori. Decenni dopo, molti fan credevano che questo album non avrebbe mai ricevuto una vera e propria pubblicazione in CD, almeno sino ad ora.
TRACKLIST
01. The Hungering Dark / Light Ship
02. Aim For The Heart
03. Lighthouse
04. Zero To None
05. Feel The Fire
06. Lonely Without You
07. (In My) Dream Of Heaven
08. Guiding My Way
09. Morningstar
D.O.X.:
Mark De La Bretonne – Vocals and piano
Rick Lane – Guitar
Jeff Foster – Bass
Robert Foster – Drums
15 Luglio 2026 0 Commenti Massimiliano MaxAor Carli
L’hard rock melodico torna con passione e determinazione con Rise Above It All di Jorge Canan.
Noto per essere stato il frontman di Raze e Toy Cannon e per aver condiviso il palco con artisti del calibro di Poison, Skid Row, Zebra, Extreme e altri, Canan offre una performance vocale imponente, forgiata da anni di esperienza live nel mondo del rock.
Ricco di melodie avvincenti, ritornelli da stadio e alimentato da fede, perseveranza e redenzione, Rise Above It All segna un nuovo audace capitolo per Jorge. Supportato da sette musicisti di studio di livello mondiale, questo esplosivo album del 2026 offre la potenza del classico hard rock melodico con un messaggio ispiratore che colpisce tanto quanto la musica stessa.
TRACKLIST
01. Rise Above It All
02. Fire In My Heart
03. Through It All
04. Breaking Chains
05. You Won It All
06. Second Chance At Sunrise
07. Walk With You
08. You Shattered The Night
09. Brand New Start
10. Rescued
11. Time Is Now
12. 1Hold My Ground
13. Turn Us Back
14. Wake Us Up
12 Luglio 2026 0 Commenti Massimiliano MaxAor Carli
Sono passati due anni da quando i Night Laser – band glam’n’sleaze metal di Amburgo – hanno compiuto un salto di qualità artistico con l’uscita del loro quarto album, Call Me What You Want, ed i tour europei al fianco di Axel Rudi Pell. Guardando indietro, questi eventi importanti si sono rivelati catalizzatori creativi con risultati brillanti: il loro ultimo lavoro, Rats In The Cradle, disponibile in CD, doppio LP e in formato digitale su Steamhammer/Open dal 25 Settembre 2026, presenta la costante evoluzione del consolidato sound dei Night Laser. O, come dice il cantante Benno Hankers: “I Night Laser sono diventati la band che abbiamo sempre voluto essere. Abbiamo tolto il freno a mano e acceso il turbo. Questo è il nostro album più eclettico fino ad oggi e trasuda rock, metal, blues, funk e, soprattutto, amicizia e divertimento!”.
Rats In The Cradle è stato prodotto e arrangiato da Eike Freese (Deep Purple, Saga, tra gli altri), un elemento chiave del team che ha contribuito al successo del gruppo: “In questo nuovo album, abbiamo lavorato insieme più a stretto contatto che mai”, aggiungono Rob e Benno Hankers, il chitarrista Felipe Zapata Martinez ed il batterista Ingemar Oswald, che hanno ricevuto un supporto attivo durante la pre-produzione dal bassista dei Gamma Ray, Dirk Schlächter. Hankers: “Ogni brano porta la nostra firma individuale ed è il risultato di giorni e notti trascorsi in sala prove. Ognuno di noi ha contribuito con un pezzo della propria anima al nostro ultimo album!”.
È questo senso di appartenenza che i fan potranno apprezzare dal vivo sul palco nei prossimi mesi, quando i Night Laser intraprenderanno il loro tour, ancora una volta al fianco di Axel Rudi Pell, tra gli altri.
Il singolo di debutto Heart Of The Desert Rose è una ballata blues rock che celebra la bellezza e la grazia nella loro forma più pura. Forza, amore, coraggio, speranza…non smettete mai di ballare! Con Johnny Gioeli (Axel Rudi Pell, Hardline) alla voce, la band dedica questa canzone a tutte quelle donne che non si arrendono mai, che vanno sempre avanti e che illuminano il mondo con la loro luce.
TRACKLIST
S.T.F.U.
Make You Mine
Defenders (feat. Sebastian Zierof)
Blueberry Gin (feat. Sascha Paeth)
Heart Of The Desert Rose (feat. Johnny Gioeli)
Rats In The Cradle
Into The West
19CR490
Get Out (feat. Lars Rettkowitz)
Goddess Of The Sky
You And Me