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09 Ottobre 2026 Comment Iacopo Mezzano
genere: Progressive Rock / Power Pop
anno: 2026
etichetta: Cherry Red Records
Tracklist:
01. Hello, Hello
02. Trauma
03. King Of Karma
04. Wonderland
05. Love And Loss (duet with Emmi)
06. I Wish I’d Known
07. Do You Remember?
08. Juliet (duet with Marc Almond)
09. Lake Of Memories
10. Wherever You Are Now
Formazione:
Chris Braide – Lead vocals
Geoff Downes – Keyboards, Backing vocals
Dave Bainbridge – Guitars
Ash Soan, Tim Weller – Drums
Andy Hodge – Bass
Ospiti:
Marc Almond, Emmi – Lead vocals
David Longdon – Flute
Barney Ashton-Bullock – Narration
Joe Catcheside, Elijah Braide, Sascha Braide – Backing vocals
Ritorna finalmente la Downes Braide Association, ovvero il super duo progressive rock moderno formato da Geoff Downes (Yes/Asia) e dal produttore di successi pop Chris Braide, con il loro nuovo e sesto album in studio, intitolato Trauma, e appena pubblicato in questo ottobre 2026 dalla label Cherry Red Records.
La solita grande intesa compositiva tra i due leader del gruppo porta a un disco magnifico, ricco di ottimi momenti lirici e musicali. Il tema comune dei brani sono le nostalgie, i ricordi, le ferite interiori, e la musica è un prog rock all’apparenza semplice, accessibile, ma di ragionato incontro tra anni settanta e anni ottanta, ricercato anche all’interno del suo sound più moderno e contemporaneo. C’è una continua attenzione alla melodia, al ritornello, al passaggio orecchiabile, e le atmosfere e gli arrangiamenti avvolgono le nostre orecchie come una calda carezza.
Tutto facile, direte voi, se dalla vostra avete un genio autoriale come Downes, ma l’apporto (non solo vocale) dato da Braide è anche in questa registrazione fondamentale nell’attualizzazione moderna, e più pop, di queste canzoni. Lo dimostra immediatamente la gustosa opener Hello, Hello, che prende l’avvio mettendo sotto i riflettori i synth prog di Downes per poi raggiungere il culmine in un ritornello catchy, che affonda le sue radici nella musica più moderna e commerciale. Il chitarrista Dave Bainbridge è qui bravissimo a mantenere saldo nel rock l’insieme musicale con i suoi bei ingressi strumentali, mentre viene quasi messo in disparte (almeno fino all’assolo finale) nella title track Trauma, che è una produzione ben più delicata e intima, soffusa, ma soprattutto progressive secondo definizione, con i suoi cambi di ritmo e atmosfera continui, improvvisi, geniali. E’ la colonna che regge l’intero disco, ed è poesia in musica.
King Of Karma è una composizione riuscita, forte del tipico sound della D.B.A., allegra e solare, strutturata in un motivetto dal testo positivo che si evolve tra melodie che paiono un gioco di bimbo, a tratti quasi una cantilena. Wonderland, scelta come singolo e video del disco (la potete ascoltare a lato pagina), è il brano più pop progressive del lotto, e una canzone profonda nella tematica, ma leggera all’ascolto: E’ immediatamente orecchiabile, di quelle che piacciono già a primo impatto.
Largo poi a Love And Loss, una canzone più lineare delle precedenti, ma che ha dalla sua un incontro vocale riuscito e appassionante tra Braide e la emergente cantante di musica elettronica Emmi. La voce delicata della performer si incontra perfettamente con quella del cantante, e il risultato è un brano emozionante e dal bel gusto melodico. I Wish I’d Known è ancora in dimensione canzone, ma meno cangiante e progressive nelle sue sole aperture ariose, e Do You Remember? suona intima, solitaria, nostalgica, avvalorata dal ricco tappeto di suoni di Downes che, anche quando sembrerebbe più in disparte, firma e imprime nella musica un tocco indimenticabile, epico e pomp, riconoscibilissimo.
Si avvicina il finale, ed ecco un nuovo duetto in Juliet, questa volta con la partecipazione di Marc Almond, voce dei leggendari maestri inglesi del pop elettronico Soft Cell. Nasce da qui una composizione breve, toccante, commovente specie quando Almond sembra quasi rivolgersi nelle liriche a David Ball, la sua metà musicale morta improvvisamente un anno fa. Brividi, che si uniscono direttamente alla seguente Lake Of Memories, una magistrale suite di quattordici e più minuti sul tema dei ricordi che si muove con gusto progressivo tra differenti momenti, suoni, atmosfere, incollando l’ascoltatore ad ogni sua nota, ad ogni suo passaggio.
Il sipario si chiude con Wherever You Are Now, un ultimo commiato davvero strappalacrime, catarsi di un album via via sempre più intenso e toccante, che ci riunisce tutti con le nostre perdite personali, in un cerchio mano nella mano, lasciando il cuore in mano e le emozioni a fuoriuscire nitide da ogni singola nota, vocale e strumentale che sia.
IN CONCLUSIONE
Con la Downes Braide Association si va ancora una volta sul sicuro, e Trauma è un disco solido e molto ispirato, emozionante nelle sue note e nella tematica che ne fa da filo conduttore.
E’ progressive, è moderno. E’ power pop anni ottanta, oppure prog anni settanta. Ha un Downes sempre sugli scudi, inconfondibile e leggendario, e un Braide molto partecipe nelle liriche, intime, e nel cantato sensibile che ne consegue. Per me: un serio candidato a disco dell’anno.
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