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01 Ottobre 2026 1 Commento Vittorio Mortara
genere: Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Kissin’ Dynamite Records
Tracklist:
1. Glory Days
2. I Salute You
3. Heart Attack
4. Night Is Calling
5. Out In The Rain
6. Love Me Hate Me
7. Lie For Me
8. I'll Be
9. Steel Of Swabia
10. Against The World
11. Nothing Breaks Like A Heart
12. Only The Good Die Young
13. Good In Goodbye
Formazione:
Hannes Braun - Voce
Ande Braun - Chitarre
Jim Müller - Chitarre
Steffen Haile - Basso
Sebastian Berg - Batteria
Questo Kissin’ Dynamite, come annunciato con largo anticipo, è l’ultimo album sul quale abbiamo il piacere di ascoltare la voce di Hannes Braun. Il biondo frontman ha deciso di rallentare un po’ per potersi dedicare a se stesso e ad altri aspetti della sua vita. Cosa resa impossibile dall’enorme impegno profuso con il gruppo tra studio e attività live. Si chiude quindi un’epoca per quella che, a mio avviso, è stata una delle band più dotate nel panorama dell’hard melodico tedesco in quanto a songwriting e capacità esecutive. La loro carriera si è evoluta dal classico metal teutonico di scuola Accept e Victory (ma ve li ricordate?!?!) a contaminazioni di hard melodico americano. Sempre capaci di scrivere canzoni facili da memorizzare ed in grado di generare alte quantità di adrenalina nell’ascoltatore. La triade “Ecstasy”, “Not the end of the road” e “Back with a bang” rappresenta l’apice assoluto di un certo genere, un po’ piacione e un po’ tamarro, che chi vi scrive ha sempre apprezzato parecchio.
Cosa aspettarci, dunque, da questo nuovo disco? Beh, già dalle circostanze in cui è stato dato alla luce, dall’ampio elenco degli ospiti coinvolti e dalla presenza di soli sei pezzi inediti inframmezzati da reinterpretazioni di canzoni tratte dai primissimi lavori, è facile immaginare una sorta di autotributo. Un testa/coda di quella che è stata la carriera dei ragazzi fino ad oggi. Ed è subito chiaro che “Glory days” riprende il filo dove lo avevano lasciato un paio di anni fa: costrutto semplice ma perfetto per coinvolgere chi ascolta, dal riff iniziale all’esplosione del ritornello. “I salute you” vede la collaborazione dei Saltatio Mortis, e si sente: cornamuse a profusione e ritmo da marcetta militare, mischiato all’attitudine arena rock dei padroni di casa. “Heart attack”, da “Steel of Swabia”, viene rivitalizzata dalla produzione più curata e da un Hannes che, oggi, è in grado di cantarla mille volte meglio di quando era uno sbarbatello del liceo. “Night is calling” dimostra quello che ho sempre sostenuto: gli ultimi Kissin’ sono una sorta di Desmond Child tedesco, in grado di scrivere sempre pezzi che appassionano e coinvolgono al primo ascolto grazie, soprattutto, a crescendo melodici che portano a chorus devastanti. Con la partecipazione degli Amaranthe e grazie alla voce di Elize Ryd, “Out in the rain” assume i connotati di una moderna semiballad gothic metal. Fedele all’originale risulta invece il mid tempo acceptiano “Love me hate me”. Grazioso il duetto di Hannes con la compagna Anna Brunner su “Lie for me”, sempre tratta dal debut album, ma che qui assume un’aria decisamente più allineata alle ultime produzioni. Il nuovo singolo “I’ll be” è un bell’esempio di hard melodico con la band che gira come un panzer tirato a lucido. Volevate un po’ di power? Eccovi la title track di “Steel of swabia” a spaccare di brutto con il muscolosissimo ospite Ralf Scheepers a fare da cacio sui maccheroni. E, sempre da quell’album, l’oscura ballad “Against the world” resa ancora più cupa dall’apporto degli archi delle Eklipse. La quintessenziale “Nothing breaks like a heart” a tratti mi ricorda certi D-A-D, ovviamente rilucidati e ricromati. C’è ancora spazio per “Only the good die young”, dove i semi di quello che sarebbe diventato il KD sound cominciavano a germogliare, e per la ballad di commiato dal titolo emblematico “Good in goodbye”, strappalacrime al punto giusto, nella quale un Hannes autobiografico dà ancora una volta il meglio di sé.
In sostanza, questo è il solito ottimo lavoro del quintetto di Svevia. I brani inediti si infilano nella scia di quanto composto negli ultimi anni e rendono evidente la “commercializzazione” e la maturazione della band nel confronto diretto con i vecchi pezzi, anche se riregistrati. Ovviamente la triade di lavori citata all’inizio rappresenta ancora il meglio che possiate ascoltare dei Kissin’. Questo album è rivolto a tutti i fan. La chiusura di un’era. Non ci resta che dire grazie ai Kissin’ per la bella musica regalataci fin qui e salutare Johannes Braun: uno dei migliori frontman che mi sia capitato di vedere negli ultimi 20 anni.
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