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07 Maggio 2017 5 Commenti Iacopo Mezzano

L’immagine dei Reckless Love live al Legend di Milano è stata pubblicata con il gentile consenso dell’autore: Tony Loca
Ci sono concerti che devono essere recensiti e commentati con particolare riguardo alla prova tecnica dei musicisiti on stage, alla loro bravura esecutiva, alla loro resa sonora piuttosto che visiva. Altri, come quello dei finlandesi Reckless Love al Legend Club di Milano, invece devono essere valutati per quello che sono, ovvero serate di festa da passare con gli amici sotto un palco a cantare canzoni in stile party / pop metal e quindi ricche di ritornelli, basi tamarre, e tanta tanta energia e divertimento di fondo.
Credo che perciò sia inutile sottolineare in senso spiccatamente negativo quello che già tutti sappiamo. I Reckless Love suonano per il 50% dal vivo, e per il restante 50% sovrastati da basi campionate (anche e soprattutto vocali), che permettono al carismatico frontman H. Olliver Twisted di esibirsi tranquillamente coperto da una marea tale di cori e controcori che.. via, gli acuti li può sempre fare anche tutti in playback, evitando così ogni sorta di fatica, errore o stonatura!
La data del 5 maggio 2017 a Milano, la prima di tre nella nostra Penisola, non ha perciò presentato un copione differente da quello che ci aspettavamo, tanto che persino i brillanti giochi di luce sul palco parevano costruiti ad arte per nascondere i possibili errori nella mimica del semi-playback del cantante.
Tralasciando questo fatto – e non prendendosela neppure troppo per la sola ora e un quarto scarsa di show (due o tre brani in più ci potevano stare, no?) – il concerto è stato all’insegna del più puro divertimento, con i quattro ragazzotti finnici capaci di tirare fuori dal cilindro un bel sound e una setlist davvero divertente e compatta, che pescava con intelligenza tra i loro maggiori successi, affiancandoli alle nuove (e più pop) canzoni, differenti ma comunque generalmente ben accolte dalle circa duecento anime del pubblico.
Saliti on stage tra le note di The Boys Are Back In Town dei Thin Lizzy, i Reckless Love scelgono Animal Attraction come traccia di apertura, lasciandola seguire da una So Happy I Could Die cantata e ballata da tutta la platea. Poi, in rapida sequenza, ecco le nuove We Are the Weekend e Monster, prima dell’eccellente prova dal vivo di una Beautiful Bomb che scalda definitivamente gli animi della gente, e di una Badass dal grande tiro. E’ poi momento di paroloni, e Edge of Our Dreams viene allora dedicata ai fans che – sono le parole del cantante – comprando cd, magliette e biglietti dei concerti mantegono anno dopo anno vivo il sogno di successo del gruppo, mentre Scandinavian Girls ha per obiettivo le ragazze italiane, che Olli definisce bellissime ed escluse dal testo solo per ragioni di metrica (bella questa..).
Il concerto riparte (in realtà con un’altro passo) al suono di una Born to Break Your Heart cantata a squarciagola da band, pubblico e credo persino da qualche passante nel marciapiede fuori il locale, per quanto è stata eseguita d’energia e volume. Poi l’inno Back To Paradise è l’intermezzo tra Pretty Boy Swagger e On The Radio, le canzoni che con Night On Fire mostrano il lato più ottantiano e patinato del gruppo. Infine, senza la solita farsa del bis richiesto dal pubblico, i Reckless Love salutano Milano con Dying To Live e la definitiva esplosione di grinta ed energia di Hot, che scalda definitvamente gli animi dei presenti fino alla standing ovation finale alla band, fatta sulle note dell’outro East Bound and Down (di Jerry Reed). Per una serata, in definitiva, piacevole e divertente, in pefetto stile party anni ’80s.
18 Febbraio 2017 0 Commenti Denis Abello
Il foto report della serata di Eric Martin + Michele Luppi, entrambi in acustico, di giovedì 9 febbraio 2017 al Blue Rose Club di Bresso (MI)
Report fotografico a cura di Monica Manghi
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08 Febbraio 2017 10 Commenti Iacopo Mezzano
Non chiedetemi quale strana malattia mentale mi spinga a presentarmi ai cancelli – sempre e comunque – ore e ore prima dell’inizio di ogni concerto a cui partecipo.
Non lo so, sarà che l’attesa è essa stessa il piacere, come disse Gotthold Ephraim Lessing (ma ora lo recita anche una nota pubblicità televisiva), o sarà una qualche sorta di masochismo che si impossessa di me ogni volta che ho un biglietto in mano, fatto sta che anche in questa occasione mi metto in coda al freddo davanti al locale Fabrique di Milano alle ore 15 in punto. Esattamente sei ore prima che gli statunitensi The Pretty Reckless inizino anche solo lontanamente a pensare di mettere piede sul palco della venue milanese.
La cosa buffa è che non è che sono né primo, né uno dei primi, a mettermi in fila. No, perchè là fuori trovo già almeno una cinquantina di adolescenti – e per adolescenti intendo soprattutto ragazze dai 15 ai 18 anni, o poco più, accompagnate dai loro fidanzatini o dai loro genitori, e tutte truccate come la loro beniamina Taylor Momsen (la giovane leader del gruppo in questione, per chi non lo sapesse) – che fremono di eccitazione in coda lungo le transenne poste davanti all’ingresso. Roba che, per un gruppo hard rock, non vedevo davvero da diverso tempo.
Anzi, che forse non avevo visto mai.
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25 Gennaio 2017 0 Commenti Denis Abello
Il foto report della serata dei Danger Zone di sabato 21 gennaio 2017 all’Alchemica Club di Bologna.
Report fotografico a cura di Monica Manghi
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19 Ottobre 2016 0 Commenti Matteo Trevisini
…si srotola il tappeto rosso… ladies and gentlemen… benvenuti alla premiere europea del Greatest Hits Tour 2016 del serpente bianco di Mr. David Coverdale: data numero uno nella capitale slovena.
20 Settembre 2016 3 Commenti Iacopo Mezzano
Per la terza volta nell’arco di soli quattro anni gli statunitensi Y&T si esibiscono in Italia sfruttando l’incantevole location del Lago di Como. Dopo due concerti a Bellagio nel 2012 e nel 2013, Dave Meniketti e soci mettono così piede sulle sponde del Lario come headliners del Lezzeno Rock, evento organizzato nel comune omonimo di Lezzeno e alla sua prima edizione in data 16 settembre 2016.
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17 Settembre 2016 0 Commenti Matteo Trevisini
Una piacevole peculiarità dei concerti estivi è certamente quella di ritrovarsi, il più delle volte, in “locations” attraenti ed insolite invece dei soliti clubs o palazzetti. Questa volta tocca al binomio Castello di Udine e Steve Vai.
Dalla splendida Loggia del Lionello, lasciandosi sulla destra la torre dell’Orologio, uno dei simboli più conosciuti della città friulana, si comincia la salita al castello sulla cima del colle che sovrasta il centro storico. Il caldo soffocante e umido non aiuta, anche se il sole inizia a calare colorando di rosso fuoco i tetti di “Udìn”. L’entrata alla spianata che dà sulla facciata posteriore del castello è situata tra la chiesa di Santa Maria ed il castello stesso…
posto veramente suggestivo, soprattutto alle luci del tramonto: la città ai nostri piedi, il panorama che porta lo sguardo fino alla campagna friulana e la bianca facciata del castello con il palco davanti alla sua scalinata…il logo “Vai” a far bella mostra di se un po’ ovunque…
19 Luglio 2016 1 Commento Iacopo Mezzano
C’è qualcosa di magico nell’aria ogni volta che il palco de l’Arena Del Mare di Genova apre i battenti al grande rock internazionale. Sarà la bellezza del luogo, con il palco posto a due metri da una banchina del porto sfiorata dalle gigantesche navi da crociera, con la brezza a rinfrescare la pelle assolata della gente mentre il tramonto e poi la notte colorano immagini d’artista negli occhi degli spettatori. Sarà l’amore innato che ho per la mia città, o sarà un insieme di fattori alla fine sconosciuti, non lo so. Resta il fatto che, ogni anno, riesco a godere qui e solo qui di emozioni musicali uniche nel loro genere.
Quest’anno tocca ai leggendari Deep Purple, accompagnati dagli special guest Toseland, ritagliarsi un posto nel mio cuore grazie a un concerto, strepitoso, suonato alle 21 e qualcosa di una scomoda notte lavorativa di luglio (un martedì), ma seguito da un record di spettatori (per l’evento) che ad occhio superava sicuramente le due-tremila presenze. Così Ian Gillan, Steve Morse, Don Airey, Roger Glover e Ian Paice hanno potuto festeggiare con il pubblico genovese un’altra grande tappa della loro storia, accolti con il grande calore che solo le grandi formazioni che hanno fatto la storia del nostro genere sanno ricevere dai propri fans. Merito questo certamente loro, perchè sono stati in grado di mantenersi integri nel tempo (nonostante gli, ahimè, dovuti cambi di formazione che tutti noi conosciamo, e l’invecchiamento che colpisce prima o poi un po’ tutti) e a tutti gli effetti uniti come band, dando a tutti l’impressione che sul palco si divertano ancora come dei ragazzini e che lof acciano prima per passione, e solo poi per denaro.
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26 Giugno 2016 3 Commenti Iacopo Mezzano
Erano davvero tante le facce conosciute che il 29 maggio si sono riunite ai bordi del palco del Legend Club di Milano per assitere alla nuova gloriosa calata italiana degli Hardline di Johnny Gioeli. L’evento, organizzato nell’ambito della manifestazione di musica dal vivo denominata Rock in Park (che ogni anno, per un mese intero, tinge Milano di rock di altissima qualità), ha visto presentarsi una buona cornice di pubblico, festosa e colorata, per dare il giusto tributo ai propri beniamini americani, giunti in Italia con la super formazione composta da Gioeli alla voce, Alessandro Del Vecchio alle tastiere, Josh Ramos alle chitarre, Anna Portalupi al basso e l’inedito Matthias Montgomery alla batteria.
09 Maggio 2016 35 Commenti Denis Abello

I Talisman salutano e tra gli applausi scendono dal palco, si alzano i riflettori sul LIVE CLUB ed il Frontiers Rock Festival si chiude…
… assolutamente NO! Il FRONTIERS ROCK FESTIVAl, evento unico in Italia ormai giunto alla terza edizione, ha insegnato che non si chiude quando l’ultima band scende dal palco, anzi li inizia solo la serie di lunghi abbracci e saluti, la lista di aneddoti mentre ci si ritrova ancora tutti (fans, artisti, addetti ai lavori) per l’ultima rimpatriata nel bar dell’hotel a raccontarsi com’è andata, a ridere e scherzare sperando di ritrovarsi ancora li l’anno successivo.
Poi, e questo forse è quello che più di tutto ha saputo rendere unico questo incredibile evento, è che ormai è diventato parte della vita di ogni Italiano (ma anche e soprattutto di molti stranieri) che ama l’AOR, il Melodic Rock e l’Hard Rock e la sua forza è di avere il suo punto focale nei tre giorni (compresa la serata acustica) dell’evento ma una “durata umana” che praticamente va da un anno all’altro… un ciclo che ormai da tre anni tiene gli amanti di questa musica legati da uno stesso filo chiamato Frontiers Rock Festival…
… ma parliamo di questa terza edizione!