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Recensione

85/100

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Alex Mari – Origins – Recensione

25 Ottobre 2026 4 Commenti Alberto Rozza

genere: Progressive Metal
anno: 2026
etichetta: Autoprodotto

Tracklist:

01. Back To The Origins Pt. 1
02. Letters From Hell
03. Resurrection
04. Aenigma
05. Ancestral Whispers
06. Let Our Dreams Be Free
07. True Illusion
08. Visions
09. Forgotten
10. I Am
11. Apocalypse
12. Back To The Origins Pt. 2
13. Sospiri Ancestrali (Bonus Track)

Formazione:

Alex Mari – Vocals, guitars, bass, keyboards, programming and arrangement
Paolo Caridi – drums
Gianluca Pisana – drums, vocals

Ospiti:

Igor Gallerani - keyboards
Valentina Piccinini – vocals
Leonardo “Big Leo” – vocals
Lisa Cavalieri D’Oro – vocals

Contatti:

Facebook: https://www.facebook.com/alexmarimusic/

 

Esordio solista per il noto cantante e polistrumentista ferrarese Alex Mari, già protagonista su queste pagine con i Night Pleasure Hotel e i Barock Project. Questa volta, attingendo anche al suo passato anni ’90/2000, ci trasporta sino alle radici della sua vocazione musicale con questo lavoro intitolato appunto “Origins”.

Dopo la breve intro strumentale “Back To The Origins Pt. 1”, entriamo nel vivo dell’ascolto con “Letters From Hell”, titanica, dalla musicalità e dalla vocalità complesse, coinvolgente in modo superbo: un ottimo inizio. Rimaniamo su livelli altissimi con “Resurrection”, intensa, gradevole e dalle trame musicali ben escogitate. Proseguiamo sulle tonanti note di “Aenigma”, che scatena una certa dose di emozioni nell’ascoltatore, con un bellissimo incastro tra voce e musica che la rende un ascolto prezioso.

Caliamo di intensità con la suadente “Ancestral Whispers”, buonissima prova di dinamica e di coralità, che con la sua delicatezza si getta nella successiva “Let Our Dreams Be Free”, canonica, non particolarmente frizzante, ma dal ritornello orecchiabile. “True Illusion” varca nuovi orizzonti all’interno del disco: divisa in “sezioni”, esplora le varietà vocali e strumentali degli artisti, toccando varie sensibilità e risultando un brano complesso e interessante. Proseguiamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda con “Visions”, molto Dream Theater, piacevolissima all’ascolto, con atmosfere ben costruite e una carica che monta secondo dopo secondo. “Forgotten” è un altro esempio del genere e dello stile che sta percorrendo Alex Mari, dalle influenze chiare e dal risultato ineccepibile.

Come già in parte scritto, le atmosfere sono fondamentali in questo lavoro: non fa eccezione “I Am”, globalmente immersiva, gagliarda e dalle ritmiche varie e poderose. Nonostante l’ascolto non sia semplice e, in un mondo di reel velocissimi, risulti anche lungo, questi brani non stancano e appassionano, così come la teatrale e titanica “Apocalypse”, ampia e sinfonica, sempre ad un altissimo livello qualitativo. Torna “Back To The Origins Pt. 2”, una ripresa strumentale godibile e di buona fattura, che apre le porte alla conclusiva bonus track “Sospiri Ancestrali”, versione in italiano di “Ancestral Whispers”, che mette la parola fine a un lavoro eseguito e registrato in modo raffinato, dagli spunti interessantissimi e decisamente gradevole per gli amanti del genere e non solo.

In chiusura, un solo rammarico, ma è di quelli che pesano per un inguaribile feticista del supporto fisico come il sottoscritto: “Origins” è disponibile soltanto in digitale. Lo so, sono io quello che ancora ama sfogliare i booklet e cercare il posto giusto sullo scaffale, ma un lavoro così curato, costruito con tanta pazienza e passione, avrebbe meritato di essere stretto tra le mani, ascoltato dall’inizio alla fine e, perché no, riposto insieme ad altri dischi di valore. Speriamo allora che l’interesse attorno a questo esordio sia sufficiente a convincere un etichetta discografica a dargli, prima o poi, anche la veste fisica che merita.

© 2026, Alberto Rozza. All rights reserved.

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