Great White – Elation – Recensione

Elation

Voto:★★★★★★☆☆☆☆ 

Artista: Great White
Titolo: Elation
Genere: Hard Rock
Anno di uscita: 2012
Etichetta: Frontiers Records

Da sempre, ovvero fin dall’anno di fondazione 1981, il moniker Great White è sinonimo di musica di qualità, di un denso hard rock generato da una riuscita miscela di melodia e sfumature blues, ma soprattutto di successo. Un marchio che oggi ritorna con questo Elation, in uscita per Frontiers Records il 18 maggio, profondamente cambiato, specie dopo la triste vicenda legata all’allontamento forzato della storica voce Jack Russell, che in pratica ha portato il progetto a scindersi in due formazioni in totale guerra legale tra loro.

Bisogna purtroppo fin da subito dire che questi Great White, che poi sarebbero quelli da considerarsi ufficiali e capitanati dal chitarrista co-fondatore (proprio con Russell) Mark Kendall, sono quanto di più lontano si ci possa immaginare da tutto ciò che sopra abbiamo definito come rappresentativo e caratterizzante del progetto. E, specifichiamo subito anche questo, non per demerito del buon singer subentrante Terry Ilous, sulla cui resa vocale in fin dei conti nessuno avrà da obiettare.
Il problema di questa musica e di questo disco è la quasi totale mancanza di idee ed ispirazione, che porta a una piattezza d’ascolto quasi assoluta e a una sterilità emotiva che fa davvero paura. Se il progetto era già apparso vacillante con l’ultimo Rising, ora il pericolo di caduta è quantomeno tendente al concreto. Non che l’album sia poi propriamente brutto, non che sia mal suonato o altro, è solo che non esiste qui un pezzo che sia uno che va oltre al “beh si carino” e quindi alla stiracchiata sufficienza.

Così, può essere in qualche modo giudicato efficiente il lavoro fatto dall’opener (I’ve Got) Something For You, che per lo meno presenta un buon riffing e un approccio divertente, soprattutto sul ritornello. Si può parlare di bel pezzo per Heart of a Man, discretamente in vecchio stile e dal buon sound generale. Carine le slow tempo Hard To Say Goodbye e Love Is Enough, che hanno il merito di mettere in buona luce la bella voce di Ilous, ma che di contro neppure lontamente riescono ad avvicinarsi all’intensità emotiva di una The Angel Song. Apprezzabile il tentativo di Shotgun Willie’s o della ottava traccia Promise Land, ma tutto si chiude (come abbiamo già detto) intorno a un songwriting sufficiente e nulla più, che può regalare uno/due ma anche tre buoni ascolti, per poi finire per essere totalmente dimenticato.

IN CONCLUSIONE

Credo che sia importante per la band, se realmente ha deciso di continuare la sua carriera senza un frontman carismatico (e forse ad oggi anche per questo scomodo) come Jack Russell, trovare oggi una sua nuova identità d’insieme. Trovo sterile proseguire in questo modo e su questa strada, come allo stesso tempo posso capire che un chitarrista trentennale come Kendall non voglia variare di una virgola il suo stile. Però qualcosa s’ha da fare, almeno se l’intenzione è quella di mantere in vita con una certa gloria il nome Great White. Qui, purtroppo, da ricordare c’è ben poco e il rischio di alimentare critiche (o peggio ancora di creare due sbarramenti di fans) è quantomai concreto. Russell, Kendall, ritagliatevi del tempo per parlare.

TRACKLIST

01. (I’ve Got) Something For You *
02. Feelin’ So Much Better
03. Love Train
04. Heart Of A Man *
05. Hard To Say Goodbye *
06. Resolution
07. Shotgun Willie’s *
08. Promise Land *
09. Lowdown (Bonus Track)
10. Just For Tonight
11. Love Is Enough *
12. Complicated

* migliori canzoni

FORMAZIONE

Terry Ilous – voce
Mark Kendall – chitarre
Michael Lardie – chitarre
Scott Snyder – basso
Audie Desbrow – batteria

CONTATTI

http://www.frontiers.it/
http://www.greatwhiterocks.com/

PER ACQUISTARE IL DISCO

http://www.frontiers.it/album/5017/

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Questo articolo è stato pubblicato in recensioni
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7 Commenti

  1. Capitan Andy
    Pubblicato 14/05/2012 alle 13:16 | Link Permanente

    ….esatto e’ importantissimo arrivare a pianificare le divergenze perche’ non esisteranno i great white senza russell e kendall insieme!!!!

  2. Pubblicato 15/05/2012 alle 00:57 | Link Permanente

    per me anche da 5…delusionissima…disco senza fiamma, scialbo, monotono…

  3. Pubblicato 21/05/2012 alle 19:12 | Link Permanente

    5 – 6 ?? mi trovo in disaccordo….non sarà un grande album ma contiene dei bei pezzi….. Hard to say goodbye su tutte!!

  4. Pubblicato 21/05/2012 alle 20:20 | Link Permanente

    boh si, quella.. e poi? ;)

  5. Pubblicato 21/05/2012 alle 21:02 | Link Permanente

    Heart of a man, Love Train,shotgun Willie’s!!!

  6. angelorock
    Pubblicato 04/06/2012 alle 02:40 | Link Permanente

    basta non se ne puo piu ormai la frontiers pur di fare uscire le 3 novita ogni mese immette sul mercato ormai diventato undrground per li genere proposto dischi inascoltabile come questo great white andate in pensione

  7. giampaolo
    Pubblicato 05/06/2012 alle 22:02 | Link Permanente

    purtroppo i dissapori e le tensioni all’interno della band esplosi con il primo scioglimento agli inizi del 2000 sono riemersi nel tempo e sono riesplosi; è triste dirlo ma se i Great White si sono riformati negli anni 2000 lo devono soprattutto al disgraziato disastro in cui persero la vita 101 persone; infatti dopo tale evento problematiche legali fiscali ed assicurative hanno portato alla famosa rientry nella formazione classica e nella pubblicazione degli album back to the rhythm e rising; le scarse vendite però non hanno agevolato le tensioni interne e la malattia di Jack ha fatto il resto; capisco che problemi economici e legali portano a mantenere il nome Great White in vita ma secondo me il capitolo Great White avrebbe dovuto chiudersi con l’uscita dalla band di Jack e Kendall avrebbe dovuto chiamare il gruppo con altro nome; questo album non sarebbe malaccio se il nome che porta non fosse Great White; coloro che seguono i G.W. da tempo si aspettavano senz’altro qualcosa d’altro e certamente non si riconosceranno nella voce di Ilous!

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