Mikael Erlandsson And Last Autumn’s Dream – Secret Treasure- Recensione

Poteva mai mancare l’annuale disco dei Last Autumn’s Dream? Quest’anno ci siamo andati molto vicini, la concomitanza del nuovo lavoro di Mikael Erlandsson, di Jamie Borger sempre più impegnato con i Treat, del bassista Nalle Pahlsson con il nuovo progetto Gathering Of Kings ha lasciato i LAD in disparte. Da qui la decisione di far uscire una serie di tracce rare e il rifacimento di due classici pezzi da Winter In Paradise. Non a caso il titolo del cd è Secret Treasures e viene pubblicato come Mikael Erlandsson And Last Autumn’s Dream. Data la scarsa vena creativa degli ultimi lavori, dopo aver letto che il lavoro era una serie di “Rare Tracks” e Bside mai pubblicate, ammetto che mi sono venuti i brividi … invece mi sono dovuto ricredere!!!! Un album che riporta in vita i LAD.

Si parte fortissimo con Eye Of The Hurricane ha il classico sound rock dei LAD con un bell’intro di chitarra e un ritornello che prende fin dal primo ascolto, si continua con Evil, con la voce rabbiosa di Erlandsson che apre le danze al riff molto ispirato. Interessante la ritmica e il ritornello con il sound più hard rock. Pain ritorna su binari più melodici per poi esplodere rabbiosa, potremmo definirla un mid tempo alla Erlandsson, aggressiva e potente ma sempre melodica, ma che ha bisogno di più ascolti per essere apprezzata totalmente. Solito buon riff. Si arriva alla ballad Have To Let You Go, che forse era la mancanza più grave degli ultimi lavori dei LAD. Pianoforte/voce per sfociare in un bel duetto chitarre tastiere seguite da un assolo dolcissimo e delicato, decisamente niente di epico, ma molto gradevole. Si continua con Why, che sprizza energia da tutti gli strumenti, stavolta il riff è tutto delle tastiere, con le chitarre a fare da tappeto, un’esplosione diretta del ritornello, ottimo lavoro. Break Another Heart si apre ancora con due chitarre che sprigionano melodia, un ritornello molto eightes con i cori e le tastiere, tipico di Erlandsson, un marchio di fabbrica ormai. La settima traccia Ok varia la formula con l’introduzione di trombe, tastiere e cori in primo piano nel ritornello, con un buon assolo e le parti di pianoforte da “stacco”; non manca mai la parte melodica ed il brano risulta convincente. Alice In The Wonderland è molto Beatles oriented, con il giro di basso e gli inserti di flauti e pianoforte, i cambi di tempo, il ritornello veramente bellissimo, accattivante, trascinante. Promossa! Le tracce “remix” dall’album Winter In Paradise sono Love Is The Answer e When She’s Gone che suonano la prima molto più hard rock con chitarre rocciose e il cantato più rauco, la seconda più moderna senza perdere il suo fascino, a questo punto sembrano fin di troppo data la qualità del resto dell’album. Nella versione Japan troviamo quattro bonus track , che sono nuove versioni di Brand New Life, Running, Up in Paradise e (Always Be) You And I, tutte tratte dal secondo lavoro “LAD II”.

IN CONCLUSIONE:
Se queste sono Bside o Rare Tracks, ben vengano! Le otto nuove tracce sono meglio degli ultimi stanchi lavori dei LAD e danno una ventata di freschezza al progetto. Bellissimo album, vario, prodotto e suonato a livelli che abbiamo trovato solo i primi lavori dei LAD. Un consiglio, dategli un ascolto prima di dare giudizi affrettati.