Crazy Lixx - Riot Avenue - Recensione
Crazy Lixx – Riot Avenue – Recensione
inserito 2 giorni fa

Artista: Crazy Lixx
Titolo: Riot Avenue
Genere: Hard Rock
Anno di uscita: 2012
Etichetta: Frontiers Records

Che la scena scandinava "ultimamente" (e neanche tanto) stia sfornando una grande quantità di giovani band in campo hard rock melodico è ormai alla vista di tutti. Abbiamo apprezzato moltissimo il grandioso ritorno di qualche anno fa dei "veterani" Treat, ma ci siamo anche sorpresi e divertiti con le nuove leve capaci di imporsi sul mercato con lavori freschi, moderni e ben costruiti come gli H.E.A.T., Work Of Art, Reckless Love, Crashdiet e Crazy Lixx. Proprio quest'ultimi, dopo un buon debutto come "Loud Minority" (2007) sono riusciti solo due anni più tardi a dare alla luce uno splendido album come "New Religion", prodotto e curato dalle sapienti mani di Chris Laney. Per la band di Danny Rexon adesso bisognava soltanto confermare tutto il proprio talento con questo terzo album, "Riot Avenue" che, ancor prima della sua uscita, porta dietro di sé notizie non proprio incoraggianti. Primo fra tutti la scelta da parte della band di autoprodursi (scelta purtroppo errata, a posteriori) chiudendo di fatto la collaborazione con Chris Laney che aveva così tanto condizionato il sound di New Religion", e in secondo luogo l'abbandono a fine registrazioni del disco da parte di Loke Rivano e Joey Cirera (rispettivamente bassista e batterista) per "divergenze artistiche". Se a questo aggiungiamo le dichiarazioni del singer Danny Rexon che annunciava un deciso cambio di sonorità e una maggiore presenza delle chitarre in questo nuovo album allora i dubbi si fanno sempre più grandi.

Non che le melodie ottantiane e quei ritornelli anthemici siano definitamente scomparsi, quanto piuttosto in "Riot Avenue" la band ha scelto di adottare un appeal molto più sleaze che si può ricondurre a band quali Motley Crue o Skid Row piuttosto che Def Leppard o Poison come nel precedente LP, con maggiore enfasi ai riff di chitarra, il tutto condito da una produzione meno "pompata" ma più grezza e asciutta. I collegamenti col passato sono comunque presenti nell'ottima opener "Whiskey Tango Foxtrot" e da poche altre tracce come la titletrack "Riot Avenue" e "Church Of Rock" con i suoi potenti cori. Meritano di essere menzionate altre buone tracce come "Sweet Bad & Beautiful", "Young Blood" (tiratissima e con un chorus straripante) o il singolo "In The Night" ma niente che si possa lontanamente avvicinare a canzoni come "Rock In A Hard Place" "21 Till I Die" o "My Medicine" nonostante la grande prestazione di Danny Rexon al microfono e di Andy Dawson alla chitarra, coadiuvato questa volta dal nuovo chitarrista Edd Liam. Per avere un lampo bisogna però aspettare "Only The Dead Know", unica ballad del disco posta tra l'altro in chiusura in cui gli echi di Skid Row si fanno sempre più intensi grazie all'ottima prova di Rexon su un vestito vocale che sarebbe stato indossato perfettamente da un Sebastian Bach di "Slave To The Grind" (1991).

IN CONCLUSIONE

Per chi come il sottoscritto si aspettava il tanto decantato terzo disco della conferma o della maturità da parte dei Crazy Lixx, o una sorta di prosecuzione di quel terreno già esplorato con "New Religion" allora troverà questo nuovo lavoro della band svedese un deciso passo falso. Un songwriting spesso poco esaltante, una produzione lacunosa e deficitaria che poco riesce ad esaltare brani comunque non eccellenti e una virata verso territori più sleaze sono indubbiamente i motivi che fanno di "Riot Avenue" un buon disco e nulla più. Ovviamente, tutti i fan di sonorità più street e glam saranno contenti di questa leggera virata da parte del gruppo svedese, che va premiato per la buona prestazione da parte di tutti i musicisti capaci comunque di creare un buon album di hard/sleaze rock.

Alla prossima Crazy Lixx...

TRACKLIST:

01. Whiskey Tango Foxtrot   *
02. Young Blood   *
03. Riot Avenue   *
04. Fire It Up
05. Downtown
06. In The Night
07. Church Of Rock
08. Heatseeker
09. Sweet, Bad & Beautiful  *
10. Be Gone
11. Only The Dead Know   *

* migliori canzoni

FORMAZIONE:

Danny Rexon – Voce e Chitarra
Andy Dawson – Chitarra e Cori
Edd Liam - Chitarra
Loke Rivano – Basso e Cori
Joey Cirera – Batteria e Cori

VIDEO:

httpv://youtu.be/U4swIO_nMcU

PER ACQUISTARE IL DISCO:

http://www.frontiers.it/album/5006/

LINK:

http://www.crazylixx.com/

Crazy Lixx – Riot Avenue – Recensione
Great White - Elation - Recensione
Great White – Elation – Recensione
inserito 6 giorni fa

Artista: Great White
Titolo: Elation
Genere: Hard Rock
Anno di uscita: 2012
Etichetta: Frontiers Records

Da sempre, ovvero fin dall'anno di fondazione 1981, il moniker Great White è sinonimo di musica di qualità, di un denso hard rock generato da una riuscita miscela di melodia e sfumature blues, ma soprattutto di successo. Un marchio che oggi ritorna con questo Elation, in uscita per Frontiers Records il 18 maggio, profondamente cambiato, specie dopo la triste vicenda legata all'allontamento forzato della storica voce Jack Russell, che in pratica ha portato il progetto a scindersi in due formazioni in totale guerra legale tra loro.

Bisogna purtroppo fin da subito dire che questi Great White, che poi sarebbero quelli da considerarsi ufficiali e capitanati dal chitarrista co-fondatore (proprio con Russell) Mark Kendall, sono quanto di più lontano si ci possa immaginare da tutto ciò che sopra abbiamo definito come rappresentativo e caratterizzante del progetto. E, specifichiamo subito anche questo, non per demerito del buon singer subentrante Terry Ilous, sulla cui resa vocale in fin dei conti nessuno avrà da obiettare.
Il problema di questa musica e di questo disco è la quasi totale mancanza di idee ed ispirazione, che porta a una piattezza d'ascolto quasi assoluta e a una sterilità emotiva che fa davvero paura. Se il progetto era già apparso vacillante con l'ultimo Rising, ora il pericolo di caduta è quantomeno tendente al concreto. Non che l'album sia poi propriamente brutto, non che sia mal suonato o altro, è solo che non esiste qui un pezzo che sia uno che va oltre al "beh si carino" e quindi alla stiracchiata sufficienza.

Così, può essere in qualche modo giudicato efficiente il lavoro fatto dall'opener (I’ve Got) Something For You, che per lo meno presenta un buon riffing e un approccio divertente, soprattutto sul ritornello. Si può parlare di bel pezzo per Heart of a Man, discretamente in vecchio stile e dal buon sound generale. Carine le slow tempo Hard To Say Goodbye e Love Is Enough, che hanno il merito di mettere in buona luce la bella voce di Ilous, ma che di contro neppure lontamente riescono ad avvicinarsi all'intensità emotiva di una The Angel Song. Apprezzabile il tentativo di Shotgun Willie’s o della ottava traccia Promise Land, ma tutto si chiude (come abbiamo già detto) intorno a un songwriting sufficiente e nulla più, che può regalare uno/due ma anche tre buoni ascolti, per poi finire per essere totalmente dimenticato.

IN CONCLUSIONE

Credo che sia importante per la band, se realmente ha deciso di continuare la sua carriera senza un frontman carismatico (e forse ad oggi anche per questo scomodo) come Jack Russell, trovare oggi una sua nuova identità d'insieme. Trovo sterile proseguire in questo modo e su questa strada, come allo stesso tempo posso capire che un chitarrista trentennale come Kendall non voglia variare di una virgola il suo stile. Però qualcosa s'ha da fare, almeno se l'intenzione è quella di mantere in vita con una certa gloria il nome Great White. Qui, purtroppo, da ricordare c'è ben poco e il rischio di alimentare critiche (o peggio ancora di creare due sbarramenti di fans) è quantomai concreto. Russell, Kendall, ritagliatevi del tempo per parlare.

TRACKLIST

01. (I’ve Got) Something For You *
02. Feelin’ So Much Better
03. Love Train
04. Heart Of A Man *
05. Hard To Say Goodbye *
06. Resolution
07. Shotgun Willie’s *
08. Promise Land *
09. Lowdown (Bonus Track)
10. Just For Tonight
11. Love Is Enough *
12. Complicated

* migliori canzoni

FORMAZIONE

Terry Ilous - voce
Mark Kendall - chitarre
Michael Lardie - chitarre
Scott Snyder - basso
Audie Desbrow - batteria

CONTATTI

http://www.frontiers.it/
http://www.greatwhiterocks.com/

PER ACQUISTARE IL DISCO

http://www.frontiers.it/album/5017/

Great White – Elation – Recensione
Fabrizio Uccellini – intervista
Fabrizio Uccellini – intervista
inserito 10 giorni fa

Abbiamo incontrato il batterista Fabrizio Uccellini (Wheels Of Fire, Rock School, Bobby Trap, Diumvana, Massimo Priviero, Exilia) con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere sulla sua carriera, su cosa vuol dire essere batterista di professione, ma abbiamo parlato anche di cover band e insegnamento oltre ad "estorcere" a Fabrizio alcune anteprime sul nuovo disco dei Wheels of Fire e sui suoi progetti futuri...

intervista a cura di Denis Abello

MR.it: Ciao Fabrizio e grazie per averci concesso questa intervista.
Fabrizio: Ciao Denis, grazie a te...

MR.it: Subito una domanda a bruciapelo... come mai tra tutti gli stumenti a disposizione hai deciso di diventare batterista?
Fabrizio: ma... penso che ogni musicista, quando per la prima volta ha preso in mano il proprio strumento abbia sentito che era un tutt'uno con lui.
Poi, comunque la cosa è molto soggettiva, io all'inizio mi ero fissato con la chitarra... ma non faceva per me...

MR.it: Ok, ora torniamo nei canoni "classici" di un'intervista seria... ;-) ci racconti qualcosa di te?
Fabrizio: allora, sono nato a Milano nel 1968 (mazza come son vecchio!), prima ancora di essere musicista sono un'appassionato ascoltatore di musica ed in special modo DI rock, NELLE SUE PIU' DISPARATE SFACCETTATURE (dall'a.o.r. più leggero, fino all'heavy più pesante,), ma non disdegno qualche cosa della nostra classica musica italiana.
Ho iniziato a suonare all'età di 12/13 anni per merito di mio cugino Simone, che aveva iniziato a suonare prima di me e che mi fece ascoltare "alive!" dei kiss e da allora.....rock'n roll!
Da li in poi ho fatto un iter artistico che credo più o meno abbiano fatto tutti, inizialmente gruppetti di amici, poi man mano con l'età si diventava più bravi e ci si mescolava tra i vari componenti di altre band sempre nel circuito milanese.
Nel Frattempo, studiavo musica di sera,e lavoravo di giorno... insomma mi sono fatto la classica "gavetta".

MR.it: Ci fai un resoconto della tua carriera dagli esordi fino ad oggi?
Fabrizio: fiuuuuu!!!! mettetevi comodi... sdraiatevi... e beh, quasi 44 anni sono tanti!
Scherzi a parte, come dicevo prima, sono sempre stato molto presente nella scena underground milanese heavy sin dai primi anni '80.
Il primo gruppo serio l'ho avuto circa nel'88, periodo nel quale conobbi STEFANO TESSARIN, RUGGERO ZANOLINI e DOMENICO PRANTERA,che facevano parte dei mitici VANADIUM.
All'epoca si erano presi una pausa dai Vanadium e loro tre avevano deciso di formare un progetto nuovo. Feci quindi il provino e mi presero... da li dopo vari cambi di formazione e genere siamo arrivati ad una formazione stabile che comprendeva SIRO BURCHIANI al basso e RONNIE ALBERTI (ex DRAMA, gruppo storico Hard Rock milanese di fine anni '80) alla voce.
Il gruppo si chiamava ICEBERG e ti dirò che con solo un demo tape e pochissimi live comunque la stampa dell'epoca sia italiana che estera parlava in modo molto positivo del progetto paragonandoci chi ai RAINBOW, chi ai TNT e chi ai Bonfire...
Dopo poco tempo, i VANADIUM decisero di riprendere la loro attività ed incisero il disco "nel cuore del caos".
Tengo a precisare che questa mia esperienza mi ha insegnato moltissimo. Ovviamente per me ritrovarsi a suonare dopo anni con gli stessi personaggi che da ragazzino andavo a vedere live su palchi all'epoca x me inarrivabili, che vedevo in tv e su riviste e di cui compravo i dischi è stato fantastico.
In special modo, non finirò mai di ringraziare STEFANO TESSARIN che mi ha insegnato ed ha contribuito a farmi diventare il batterista rock che oggi sono.
Ok... dopo questa piccola parentesi riprendiamo con la storia. Giunta al termine il progetto Iceberg sono stato chiamato dagli svizzeri GUNSHY, autori del disco "mayday", per collaborare sulla stesura dei brani del disco appena citato.
Dopodichè mi ha chiamato il gruppo EXILIA (ora diventato un gruppo new metal) nel quale già suonava il bassista SIRO BURCHIANI.
Ecco... è qui con loro che è iniziata la mia prima esperienza in una cover band, anche se ovviamente la finalità era sempre quella di progetto inedito.
Però ,nelle nostre serate facevamo tutte cover rock straniere a.o.r., ed in più ci sbattevamo dentro anche 2/3 pezzi nostri in italiano sempre a.o.r.
Da li a pochissimo siamo stati presi sotto contratto con la fonit cetra (rai), per la quale abbiamo registrato il disco d'esordio completamente in italiano, cosa mooolto diversa da ciò che oggi gli Exilia fanno. Sempre con loro feci un tour promozionale in diverse trasmissioni, come "30 ore x la vita" su canale 5, segnali di fumo su, se non ricordo male, telelombardia, roxy bar di Red Ronnie ecc. ecc.
Lo stesso anno, tutto il gruppo al completo ,venne chiamato da MASSIMO PRIVIERO per registrare l'album "NON MOLLARE" e partecipare ancora a diverse trasmissioni televisive e diversi live.
Nel fratempo ho anche collaborato per diverse produzioni New Age con il mio primo bassista e amico d'infanzia MARCO ALLEVI.
Ho mantenuto buoni rapporti con MASSIMO PRIVIERO per il quale ho inciso parte dei dischi "poetika" e "testimone" e inoltre in quel periodo ho registrato parte del disco dei WHITE ANGEL,(gruppo locale nel quale alla voce c'era OMAR ZONCADA, ora voce degli SKILL IN VEINS). Il gruppo purtroppo è ormai sciolto e ha all'attivo solo un master alla fine mai stampato con il quale proponeva un classic hard rock melodico molto bello.
Durante tutte queste cose sono stato richiamato da STEFANO TESSARIN per formare una cover band, giusto così, per divertirsi... ;-)
Infatti proponevamo cover dei Bad english, degli stessi Vanadium, ma anche Iron Maiden, Metalica, Dream evil, fino ad arrivare ai Blink 182, Green Day, Red Hot Chili Peppers, e infine spingersi fino a Jethro Tull, Janis Joplin, Uriah Hepp ecc. ecc.
Il gruppo si chiamava DIUMVANA (anagramma di VANADIUM) e come ti dicevo prima è nato per puro gioco.
Con l'entrata del frontman Andrea "Mitzi Dal Santo (NOIZE MACHINE) il gruppo ha torvato la sua stabilità e da li è stata un'escalation di successi come cover band. Pensa che all'epoca (si parla di fine anni '90) facevamo una media di 10/12 date al mese pagate benissimo!!!
Nel frattempo comunque sono diventato endorser UFIP.
Purtroppo dopo ben 15 anni e vari cambi di formazione il gruppo si scioglie... S. TESSARIN, R. ZANOLINI e M. SUZZANI (ora con me ai Wheel OF Fire) hanno formato i Rustless ed hanno inciso il primo disco.
Io e Andrea "Mitzi" Dal Santo invece abbiamo formato i BOBBY TRAP, gruppo cover di stampo sempre rock ma molto più vario.
Dopo vari cambi di formazione, oggi la line up è, oltre me e Mitzi, Marcello Suzzani (diumvana, wheels of fire) al basso, Tank Palamara (oxido, pino scotto, the lovecrave) alle chitarre e Antonio "Perkins"Scavuzzo (animali rari, millennium) alle tastiere.
Con gli stessi Bobby Trap abbiamo messo su uno spettacolo "semi teatrale" che si rifà al film "school of rock" con Jack Black, tant'è che il progetto si chiama "rock school".
Ed infine arriviamo ai Wheels of fire con i quali, dopo vari live, stiamo finendo di registrare il secondo album. Con gli stessi inoltre abbiamo deciso di fare un progetto tributo a BON JOVI sotto il nome di Runaway.
Mentre x quanto riguarda l'insegnamento è andato sempre pari passo con i vari progetti, ovvero iniziando con allievi privati fino ad arrivare a scuole come la RICORDI MUSIC SCHOOL DI MILANO e la MUSIK FACTORY di Magenta (Mi).
Questo è quanto... sempre se non dimentico nulla... :-)

MR.it: Se così su due piedi dovessi scegliere il momento "migliore" e "peggiore" della tua carriera?
Fabrizio: bah... vediamo.. .ma a livello artistico ma anche economico sicuramente gli anni con la cover band DIUMVANA sono stati un bel periodo, poi ovvio che ogni inizio progetto è un bellissimo momento. Il peggiore, se poi cosi vogliamo chiamarlo, ma non per il lato progetti o musica ma in quanto a situazione mondiale di mercato e di conseguenza di vendita cd,live ecc. ecc., purtroppo è questo.

MR.it: Prima ti abbiamo chiesto come mai hai deciso di diventare batterista, ora ti chiediamo quanto è difficile diventare batterista?
Fabrizio: La difficoltà nel diventare batterista la considero una cosa soggettiva in quanto se a una persona piace fare una determinata cosa, e se per riuscire in questa cosa deve studiare, farsi il mazzo ecc. ecc. in un modo o nell'altro se ci crede riesce.

MR.it: Quanto secondo te è importante una buona formazione per imparare a suonare la batteria? Sappiamo che tu stesso tieni dei corsi, ci spieghi come funziona un tuo corso e a chi è rivolto?
Fabrizio: La formazione è FONDAMENTALE, soprattutto se si è alle prime armi dove si ha bisogno di apprendere un'impostazione corretta da una figura nella quale ci si possa identificare e prendere come esempio.
Per quanto riguarda i miei corsi in sintesi comprendono teoria, rudimenti, studio applicato all'ascolto dei brani, il doppio pedale, l'accordatura,la batteria in studio di registrazione,la batteria live, l'evoluzione della batteria rock dagli anni '70 ad oggi (analizzando stili, suoni, batteristi ecc.) ed il corso "baby drum" studiato apposta x bambini.I corsi sono aperti a tutti, dai bambini per cui ho studiato un metodo chiamandolo "baby drum" che gli insegna a suonare facendoli giocare fino ad arrivare ai ragazzi già avanti di livello che vogliono specializzarsi nel genere.
Insegno sia privatamente presso MLK STUDIOS (via Pianel 28 Milano in zona Bicocca/Niguada) che presso 2 scuole, la MUSIK FACTORY di Magenta (Mi),e la RICORDI MUSIC SCHOOL fondazione nuova musica, per adesso solo nella sede di Settimo Milanese (Mi)... per chi volesse maggiori info mi può contattare al 3921196632 ;-)

MR.it: Passiamo all'argomento "Live". Quanto è importante per un artista ed in particolare per te suonare dal vivo?
Fabrizio: MOOOOLTO IMPORTANTE! Ti rispondo con una frase di un amico di molti anni fà: "noi musicisti siamo paragonabili a dei pittori che dipingendo tele hanno bisogno ad un certo punto di esporle".

MR.it: Suoni in diversi gruppi, alcuni propongono cover e altri pezzi propri... c'è stato un gran parlare ultimamente di cover band che per molti "rubano" lo spazio a chi propone pezzi originali. Tu che hai i piedi in tutte e due le scarpe ;-), come la vedi in proposito?
Fabrizio: Ma sai Denis, qui è il classico "cane che si morde la coda". Ovvio che a tutti piacerebbe fare solo pezzi propri, avere un contratto discografico che ti dia magari un fisso al mese e avere spazi per suonare i propri pezzi o anche una tour di spalla a qualche big ben pagato...
Qualcuno ci è riuscito, credo però che nella stragrande maggioranza non sia cosi....
Per cui, qui in italia (ma comunque credo tutto il mondo sia paese) per adesso, ma non so ancora per quanto, andranno cover... chi ci vuol campare deve fare anche quello.
Nota bene che te lo dice uno che ha sempre lavorato da operaio fino a qualche anno fà ed andava i venerdi/sabato a suonare, prove di sera,insegnamento serale ecc. ecc. per cui
condivido ciò che dice PINO SCOTTO della situazione italiana musicale, ma allo stesso tempo non condanno assolutamente chi fa cover o tributi, anzi secondo me ci sarebbe posto per tutto.
Solo che ,come al solito,qui in italia son tutti dei caproni,che appena qualche cosa funziona.....escono 1000000 di cloni dello stesso,ed è questo l'errore.
Sono convinto inoltre che la perseveranza e l'integrità di una band,che sia su un genere piuttosto che un'altro o più semplicemente nelle cover alla fine paghi. Poi comunque non dimentichiamo che gli attori in teatro quando recitano Pirandello, Shakespeare o i vari musical, in un certo senso fanno cover. :-)
Altro paragone la musica classica: che dire delle orchestre che suonano le varie sinfonie di beethoven,verdi,puccini ecc. ecc.?

MR.it: arriviamo ad un argomento che a noi di MR.it sta particolarmente a cuore, i Wheels Of Fire, l'incredibile gruppo nato dalla volontà di Dave Rox Barbieri (voce). Come è nata la tua collaborazione con loro?
Fabrizio: La collaborazione con Dave è nata in quanto, appena finite le registrazioni di "hollywood rocks" non credo esistesse un vero e proprio gruppo, ad escluzione di STEFANO ZENI (chitarra) che ha partecipato alla composizione e stesura dei brani con Dave.
Tant'è che originariamente il disco doveva uscire come disco solista di Dave chiamandosi "Dave Rox" o "Dave Rox Band".
Al momento della firma del contratto con la Avenue of Allies la stessa ha esposto a Dave la ferma volontà di avere un vero e proprio gruppo e non solo turnisti con la conseguenza di dare al progetto un nome.
Per cui sono stato contattato da Dave che con Stefano hanno "provinato" me alla batteria e MARCELLO SUZZANI al basso e dopo varie audizioni ci hanno dato conferma della loro decisione positiva nei nostri confronti. Cosi è nata la collaborazione che ormai da un'annetto va avanti e che spero vada avanti ancora x un bel pò...

MR.it: Dobbiamo aspettarci qualche novità prossimamente dai WoF? ;-)
Fabrizio: beh, sicuramente la novità più grande riguarda il secondo disco!
Un disco più "maturo"... da gruppo... anche se il metodo di lavoro rispetto al primo non è cambiato più di tanto in quanto chi scrive tutto sono Dave e Stefano ma noi abbiamo avuto molto spazio per idee di arrangiamento ecc. ecc.
Poi ovviamente le parti ognuno di noi se le è adattate e modificate al suo modo di suonare.
Ci saranno probabilmente ospiti di spessore, sia nazionali che internazionali, e speriamo di fare più live .
A tal proposito speriamo inoltre di trovare un'agenzia di booking estera con la quale collaborare per dei live in europa... anzi, faccio un appello alle varie agenzie!!! :-)

MR.it: ...e per quanto ti riguarda? Cosa dobbiamo aspettarci prossimamente?
Fabrizio: Per quanto mi riguarda, oltre ai vari live in giro per l'italia con BOBBY TRAP/ROCK SCHOOL, presto andrò live con il BON JOVI TRIBUTE e spero anche con i WHEELS OF FIRE.
Oltre a questo ho in cantiere un quartetto molto particolare, tra il blues ed il folk, con MARCO ALLEVI (violino verticale), ROBERTO TESTINI (noto chitarrista blues) E SIRO BURCHIANI (basso).
Poi Clinic in varie scuole sul groove rock/blues/funk con SIRO BURCHIANI e Clinic sull'Hard Rock e la sua evoluzione negli anni, sempre con SIRO BURCHIANI (bassista insegnante della nota scuola MILANESE C.P.M.) e con LUCA BALLABIO (chitarrista dei Mister No/Feast ed in più insegnante della nota scuola MILANESE C.P.M.).
Infine ho in progetto, ma ancora molto in cantiere, un disco strumentale. Per adesso è solo un'idea, il disco sarebbe poi usato per Clinic del chitarrista del Wheels Of Fire STEFANO ZENI.

MR.it: non ci resta che ringraziarti per il tempo che hai dedicato a noi di MelodicRock.it e hai nostri lettori e lasciarti lo spazio per concludere come meglio credi! ;-)
Fabrizio: Grazie a te ed a tutto lo staff di MR.it... e che dire ancora... seguitemi sul mio sito (www.fabriziouccellini.com) o su facebook (https://www.facebook.com/fabrizio.uccellini)... e soprattutto ROCK ON!!!

Fabrizio Uccellini – intervista
George Lynch - Legacy - Recensione
George Lynch – Legacy – Recensione
inserito 10 giorni fa

Artista: George Lynch
Titolo: Legacy
Genere: Hard Rock
Anno di uscita: 2012
Etichetta: RatPack Records

Il primo maggio la RatPack Records ha dato alle stampe un nuovo EP interamente strumentale del celebre chitarrista George Lynch (Dokken, Lynch Mob), a titolo Legacy.

Il disco mette perfettamente in mostra tutta la tecnica di questo musicista (che nel genere, si sa, alle corde ha pochi eguali), poggiando solido su un ottima produzione e su un sound strettamente hard rock e in linea con quanto espresso fino ad oggi da Lynch nei suoi differenti progetti. I brani si evolvono densi di energia tra riff selvaggi e rocciosi e assoli rapidi e melodici, dove è ovviamente la sola chitarra a farla da padrona, nonostante siano da sottolineare anche gli ottimi lavori degli accompagnatori, sempre all'altezza delle composizioni.

Andando brevemente a parlare delle quattro canzoni inserite nell'EP, Blood Drive ricorda fortemente alcune uscite discografiche di un virtuoso quale Joe Satriani, mostrando una chitarra rapida e tortuosa, ma assolutamente melodica. Circulo Del Fuego è invece una perfetta summa dello stile chitarristico di Lynch, al pari di Invoid che pare addirittura estratta direttamente da un capolavoro quale Tooth & Nail. Chiude The Road Ahead, probabilmente il miglior brano del disco, una sorta di ballata che mette in luce tutta la sensibilità artistica del chitarrista e la sua capacità di avvolgere l'ascoltatore con le note prodotte dalla sua chitarra.

IN CONCLUSIONE

Legacy è un must have per gli amanti dello stile chitarristico di George Lynch, e i quattro brani qui contenuti sono un bel gustoso antipasto del futuro musicale di Lynch e delle sue prossime possibilità artistiche. Un EP che racchiude in se tutto quello che volevamo sentire dal musicista americano e che ci mostra un George ispirato come non mai.
Beh, ora non ci resta altro da fare che ordinare ed attendere la portata principale, no?

TRACKLIST

01. Blood Drive
02. Circulo Del Fuego
03. Invoid
04. The Road Ahead

* migliori canzoni

FORMAZIONE

George Lynch - chitarra

CONTATTI

http://www.ratpakrecordsamerica.com/enter.cfm
http://georgelynch.com/wordpress/

PER ACQUISTARE IL DISCO

http://www.ratpakrecordsamerica.com/georgelynch

George Lynch – Legacy – Recensione
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Ratt: reunion con Juan Croucier?

juan_croucierPoco dopo la dipartita nel mese di marzo da parte di Robbie Crane, si sono susseguiti vari rumors che vedevano il ritorno dello storico bassista dei Ratt, Juan Croucier, unirsi alla band (almeno per la data del M3 Rock Festival).

Ebbene, proprio in occasione del già citato festival tenuto nella città di Columbia (nel Maryland) lo scorso 12 Maggio il gruppo statunitense di Stephen Pearcy si è esibito con John Croucier al basso per la prima volta a distanza di ben 20 anni da quando nel 1992 la band si prese un periodo di pausa.

Non è ancora chiaro se questa collaborazione con la band sia ormai permanente, tuttavia Pearcy ha rivelato via Twitter che presto verranno aggiunte altre date con Croucier nel ruolo ufficiale di bassista.

L’attuale line-up dei Ratt è la seguente: Stephen Pearcy, Warren DeMartini, Bobby Blotzer, Juan Croucier e Carlos Cavazo.

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Lynch Mob: in arrivo una nuova raccolta

lynchmobrevolutionIl prossimo 19 giugno l’etichetta Deadline Music/Cleopatra Records pubblicherà una raccolta, divisa in tre dischi audio e video, dei Lynch Mob, intitolata “REvolution: Deluxe Collection”.

L’opera contiene l’album “REvolution”, con nuove versioni dei classici “Tooth And Nail”, “Breaking The Chains”, “Wicked Sensation” e altri, oltre alle performance dal vivo filmate durante il tour a supporto dell’album del 2005, mixate in 5.1.

Di seguito la tracklist dei tre dischi:

Disc 1: REvolution
01. Tooth And Nail
02. Tangled In The Web
03. All I Want
04. Kiss Of Death
05. She’s Evil But She’s Mine
06. Relax
07. Cold Is The Heart
08. Breaking The Chains
09. When Darkness Calls
10. River Of Love
11. Wicked Sensation
12. Paris Is Burning
13. The Secret

Disc 2: REvolution Live! CD
01. Intro
02. Paris Is Burning
03. Dance Of The Dogs
04. Tangled In The Web
05. All I Want
06. Kiss Of Death
07. She’s Evil But She’s Mine
08. Cold Is The Heart
09. When Darkness Calls
10. River Of Love
11. Rain
12. Hell Child
13. Breaking The Chains
14. Wicked Sensation
15. Tooth And Nail

Disc 3: REvolution Live! DVD
01. Paris Is Burning
02. Dance Of The Dogs
03. Tangled In The Web
04. All I Want
05. Kiss Of Death
06. She’s Evil But She’s Mine
07. Cold Is The Heart
08. When Darkness Calls
09. River Of Love
10. Hell Child
11. Breaking The Chains
12. Wicked Sensation
13. Tooth And Nail
14. Rain (bonus track)

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Eden’s Curse: firmano con Rock N Growl Management

curse2012-Comunicato stampa Rock N Growl Promotion-

Gli Eden’s Curse hanno appena firmato un contratto con la tedesca Rock N Growl Management. La band è attualmente al lavoro per ultimare la scrittura del loro quarto disco, di cui potete sentire un’anteprima proprio qui sotto…

www.facebook.com/edenscurseofficial
www.EdensCurse.com

www.rockngrowl.com

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Van Halen: posticipate 30 date live. Nuova lite?

van halen 2011I Van Halen hanno annunciato di aver posticipato ben 30 date del loro tour. Più precisamente, la band continuerà a esibirsi fino al 26 giugno, poi tutto il resto è da valutare visto che gli appuntamenti successivi sono stati eliminati senza spiegazioni dal sito ufficiale, e quindi anche dalla prevendita.

E, mentre su vnhd.com viene precisato che le date non sono state annullate ma solo rimandate a data da destinarsi, come sempre in questi casi fermentano le supposizioni che vogliono Eddie Van Halen nuovamente in (seria) lite con David Lee Roth. Saranno solo voci?

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Hardline – Fever Dreams (video ufficiale)

Fever Dreams, primo singolo e primo video tratto dal nuovo lavoro Danger Zone (in uscita oggi per Frontiers Records) che vede la rinnovata formazione degli Hardline all’opera… neanche da dire, ma superba la prova vocale di Johnny Gioeli!

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