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Paolo Paganini

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 3 settimane fa

    BACKLASH – Intervista ad Andrea Frighi   Come scrivevamo nella nostra recensione (Qui il Link), il nome Backlash porta inevitabilmente la mente al secondo disco dei Bad English, ma […]

  • Rauer era perfetto anche come presenza questo almeno nei video semra molto impacciato

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 3 mesi, 2 settimane fa

    Creye – IV Aftermath – RecensioneIl disco che attendevo con più trepidazione quest’anno era sicuramente il nuovo capitolo dei talentuosi Creye. La band formatasi nel 2015 per vo […]

    • ma perche cambiare cantante ad ogni album?…un po di costanza signori….ahah…Rauer era eccellente come pure il figlio di Jidhed degli Alien…questo gia’ dai singoli si sente che ha meno spinta….

    • mi sembra un buon disco che potrebbe far piglio a qualche latitudine sulle nuove generazioni . 80/100

    • Mio giudizio: Mah!
      Il più debole della loro discografia: diversi spunti interessanti ma l’anonimo cantante toglie qualsiasi pathos all’intera struttura, lasciandola senza emozione e senza propulsione.

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 3 mesi, 2 settimane fa

    Degreed – Curtain Calls – RecensioneHo sempre avuto una grande ammirazione per i Degreed in quanto nel corso della loro ormai quindicinale carriera sono stati capaci di migliorarsi […]

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 4 mesi, 2 settimane fa

    Chez Kane – Reckless – RecensioneTorna la talentuosa singer britannica Chez Kane e lo fa dando alle stampe il suo terzo disco da studio che segue le orme sia dell’omonimo debutto d […]

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 5 mesi, 4 settimane fa

    Mayhem Mavericks – Mayhem Mavericks – RecensioneI bresciani Mayhem Mavericks nascono dalle ceneri degli Alchemy (autori di due album Never Too Late del 2016 e Dyadic del 2019) scioltisi per […]

    • Una bomba di disco !!!! Strepitoso, per me da 85/88 , mi e’ arrivato oggi e credo sarà ascoltato in loop per i prossimi giorni, non c’è un solo pezzo fuori posto tutto fila che e’ un piacere e si candida fra migliori dischi dell’anno. Il fatto che siano bresciani me li rende ancora più simpatici avendo vissuto per ben dodici anni a Brescia. Complimenti gran bel lavoro, forse venderanno due copie in croce ma questi meritano cazzo .

    • In ascolto, piacevolmente sorpreso dall’ascolto su apple music….ho ovviamente comprato il cd…ottimo il sound, classico e moderno allo stesso tempo. Bellissimi i due lenti. Poi sono bresciani come me

    • Gran bel disco, belle canzoni e ottimo tiro. Ho comprato il cd e mi sta piacendo molto

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 8 mesi fa

    Time Tripper – Time Tripper – RecensioneDietro al moniker Time Tripper si nasconde il talentuoso cantante e compositore franco-svedese Erik S. Björngard vincitore di alcuni premi CMA nel […]

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 9 mesi, 2 settimane fa

    Leah Martin Brown – Love & Other Crimes – RecensioneAlcuni dischi ti piacciono talmente tanto che recensirli è un piacere e diventano così tante le cose da dire che finisci per incartarti da solo s […]

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 9 mesi, 2 settimane fa

    Shiraz Lane – In Vertigo – RecensioneNuovo capitolo per i finlandesi Shiraz Lane, nati a Vantaa nel 2011 e tornati oggi nel roster Frontiers dopo un periodo trascorso nel panorama […]

    • Uno dei miei gruppo preferiti, penso meriterebbero maggior considerazione da parte degli amanti di queste sonorita’.
      Penso non abbiano sbagliato un disco, d’accordo con rece e voto.
      Mi ricordano un po i Southgang, forse per la voce dell’ottimo Hannes Kett.
      Il mio preferito era il secondo “carnival days”, anche questo si difende bene.
      Magari ce li rivediamo al Frontiers, mi piaqquero molto sia a Trezzo che a Bologna.

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 9 mesi, 3 settimane fa

    H.E.A.T. – WELCOME TO THE FUTURE TOUR 2025 – Live Report   E’ una calda serata di ottobre quella che ci accoglie a Milano per la tappa italiana del Welcome To The Future Tour degli svedesi H.E.A.T. Ar […]

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 10 mesi, 4 settimane fa

    The Switch – No Way Out – RecensioneLa premiata ditta dei fratelli Martin torna alla ribalta dopo il successo riscosso a fine 2023 con l’album Feel The Heat dei Nitrate. Allora dietro i […]

    • Strano nessuno ha ancora ascoltato sta mina di disco???
      Possiamo parlare all’infinito della enorme quantità di progetti/gruppi/dischi che ci sta sommergendo da un po’ di anni ma ogni tanto nel mare magnum si pesca ancora qualcosa di veramente valido .
      Sia chiaro , qui non c’è nulla di nuovo , come in quasi tutto ciò che esce o e uscito sul mercato ma c’è “solo” del fottutissimo AOR così dannatamente immobile e nostalgico ma ancora maledettamente efficace .
      Emozionante.

    • ascoltato distrattamente e sembra valido….ascolterò meglio

    • Finalmente un album non cantato da Strandell, e già questo è un plus.
      Poi, dietro al lavoro, ci sono i due gemelli Martin, che sono una garanzia di – quanto meno – una certa maestria melodica (Nitrate e Vega sono lì a dimostrarlo, più i tanti altri lavori per gli HoL o per Issa).
      Alla fine si rivelava un buon/ottimo album di AOR con forti richiami anni 80/90, e questo è un bene, che si ascolta con gusto e piacere.
      Sicuramente promosso: meritato e giusto l’88 dato dal recensore.

    • Disco che sta girando nell’autoradio da giorni… bella voce, ci sono i pezzi ed è pure ben suonato… niente di nuovo come diceva Mark ma al momento è già tanta roba così!

    • Disco che sulla carta mi è sembrato potesse avere delle potenzialità enormi, ma le prime anticipazioni non mi entusiasmarono…
      Ora è ufficialmente in ascolto.

    • Da non amante dell’AOR dico: bello bello!!!

    • L’algoritmo di spotify me li ripropone in auto .
      Ha ragione , sto disco ha dei pezzi davvero belli, la voce del cantante , potente e pulita esalta non poco.

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 1 anno fa

    BRYAN ADAMS – ROLL WITH THE POUNCHERS TOUR 2025 È una splendida quanto miracolosa serata di piena estate incastonata in un weekend di autentico diluvio quella che accoglie il rocker canadese per la […]

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 1 anno fa

    Eternal Idol – Behind A Vision – RecensioneGli Eternal Idol furono fondati nel 2016 per volontà del chitarrista Nick Savio e del cantante Fabio Lione, i quali ne pubblicarono nello stesso anno […]

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 1 mese fa

    Nicklas Sonne – Electric Dreams – RecensioneNicklas Sonne… chi era costui? Questa potrebbe essere una domanda lecita che verrebbe spontaneo porsi di fronte a questo disco ma leggendo la b […]

    • Forse questo e’ il secondo disco che pubblica , il primo titolo resonance.
      Cmq ho tanta invidia (sana) per questi personaggi che cantano e suonano tutto , beati loro!!!!! Ad ogni modo il lavoro in questione e’ puro esercizio di stile , si riconoscono gli stili usati per ogni song , ben fatto, ottimamente suonato e cantato ma finisce lì.

    • catand replied 1 anno fa

      Sembra quasi che Sonne abbia voluto omaggiare i suoi gruppi preferiti, tra cui oserei dire i Nickelback su tutti, scrivendo e cantando un potpourri musicale, una mescolanza di generi con diversi passaggi piacevoli (Epic song, Electric Dream, Always With Us) con altri, per il mio gusto, da dimenticare (Helldivers Anthem), rischiando però alla fine di non avere alcuna identità e personalità.
      In conclusione, niente di trascendentale: un disco da due, tre ascolti, saltando alcuni brani, e che finirà presto nel dimenticatoio.

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 3 mesi fa

    Degreed – The Leftover Vol. 1 – RecensioneÈ primavera, tempo di ripartire e di fare pulizia in cantina nella speranza di trovare qualcosa di dimenticato sotto la polvere che valga la pena di […]

    • Effettivamente una release del genere non ha molto senso in un mercato iper inflazionato di uscite.
      Cmq seppure canzoni “ripescate” c’è del buon materiale come l iniziale “If It Wasn’t For Me”

    • ma….vanno di moda gli EP????…..non capisco perche’ pubblicare tale formato….puo’ andar bene se hai almeno 4 canzoni eccezzionali da proporre altrimenti non hanno senso….questo vale anche per quello dei brother firetribe e tutti gli altri!

    • un appunto, leftover significa semplicemente “avanzi”, in genere di un pranzo o cena non scarti o materiale di risulta, qui metaforicamente avanzi dei precedenti album.

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 3 mesi fa

    Outlasted – Universal Human Desire – RecensioneDalle fredde lande norvegesi arrivano gli Outlasted band nata nel 2010 per volontà del chitarrista Terje Fløyli e del tastierista Odd-Børge Hansen. Il […]

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 3 mesi fa

    H.E.A.T. – Welcome to the Future – RecensioneUna delle uscite più attese di questo 2025 era sicuramente il nuovo disco degli svedesi H.E.A.T. band capofila del recente movimento melodic rock […]

    • Mmhh…io sono completamente in disaccordo con la recensione , in special modo con la frase “Per sgombrare il campo da ogni dubbio diciamo fin da subito che quest’ultimo lavoro riporta il gruppo alle origini, abbinando le sonorità dei primi due album ad una smodata quantità di “maragliaggine” in pieno stile eighties” , questo disco ha le stesse identiche sonorita’ del disco precedente , stessi identici suoni usati da Dalone , dell’Aor del primo disco non c’e’ traccia, ne’ del suono “boombastic” del secondo .
      Il disco comunque e’ molto molto bello , personalmente acquistato a scatola chiusa per supportare tutte le varie band del settore (anche se preferisco il precedente che aveva hit piu’ “marcate”),loo stesso Welcome to the future non raggiunge lontanamente la qualita’ che aveva H.e.a.t. II .

      • dipende.. il pezzo CallMyName è assolutamente ’80 (la vedrei bene fatta dai NESTOR tornati anche loro in modo deludente però con il nuovo singolo).. d’accordo con te che sono più melodic-metal che Aor i recenti HEAT !

    • D’accordo con marcoss , io qui del primo disco non sento nulla, poi ormai anche questi si sono standardizzati,su determinati parametri , un po’ come tutta la scena scandinava, manca da tempo l’effetto wow diciamo, ad ogni modo si ascolta con piacere , lo prenderò per completare ma non e’ un disco da 90 ……almeno per me .

      • ciao, i NESTOR sono l’eccezione l’unica band veramente ’80 ! ..anche se il nuovo singolo delude assai

    • Io non l’ho ancora capito questo disco…mi servono altri ascolti.

    • Non sbagliano un colpo e a mio parere si confermano come la migliore band degli ultimi vent’anni nel genere. Disco molto ruffiano, tra le mie songs preferite The End, Rock Bottom, Disaster e Call My Name.

      • CallMyName è eccezionale molto Eighties ma il resto è il “solito” melodic-metal molto “caciarone” e urlato secondo me. i NESTOR molto meglio..finchè durano 😉

    • quanti punti di vista diversi.
      io sono in disaccordo con tutti quanti 🙂 .
      da una parte sento il tentativo di recuperare qualcosa dei primi due dischi, placato dalla standardizzazione nelle scelte dei suoni e degli arrangiamenti alla quale si sono incapsulati da un paio di dischi.
      cio nonostante alcune canzoni mi piacciono rimanendo lontane dall’effetto wow dei primi due dischi . un disco da 7,5 meritato non di più

    • Per me un disco più che positivo, anche se forse non da 90.
      Un album “di maniera”? Certo, alla loro maniera, alla maniera degli Heat di Leckremo.
      Solido anche senza troppe novità, con pochi bassi e qualche alto (Children Of The Storm a me piace tanto), tutto scorre liscio e rockeggiante come nei loro precedenti album – Into the Great Unknown a parte – e si lascia ascoltare con piacere.

    • Album molto discusso, vedo…

      Aggiungo del mio: per me si tratta di un album possente. I pezzi non sono mai stati così rocciosi come questa volta, probabilmente.
      Questa caratteristica va forse a discapito della immediatezza e della facile fruibilità presso i puristi della melodia.
      Ciò nonostante, le melodie ci sono tutte, ed in molti punti – concordo con chi lo ha sostenuto prima di me – ci sono molte assonanze con i primi due album.
      Ma è evidente l’esperienza acquisita nel corso degli ultimi album con produzioni più pompose e ruffiane.

      In alcuni momenti si vola letteralmente.

      91/100

    • Manca completamente l’AOR dei primi dischi, il sound è quello classico intrapreso ormai dai precedenti due album… detto questo però i brani funzionano, Leckremo è meno melodico e più urlato ma per me resta un gran bel sentire e la band fa il suo… ammetto che anche a me manca l’effetto WOW ma le canzoni girano da un paio di giorni nell’autoradio e si canticchiano volentieri… un buon 87 a parer mio se lo portano a casa senza problemi!

    • Da quando e’ tornato Lekremo mi piaccion di meno.
      Sui primi due lo avevo appezzato (specie l’esordio).
      Attitudine meno aor e piu’ metal anche dal vivo a Ferrara di spalla agli Extreme.
      75 per me.

    • Gimmy replied 1 anno fa

      Peccato manchi un lento di livello…e magari anche un mid tempo…rimane comunque un lavoro sopra la media, anche se standardizzato.

    • …..e’ uno di quei dischi che sapendo gia’ com’e’ non lo ascolti molto…i pezzi sono belli eh, ma forse necessita un variare lo stile?….o variare il sound?….ricordo che molte volte l’hanno fatto gli HEAT di Erik….forse vorrebbe fatto un ulteriore step verso qualcosa di diverso?…ma….

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 3 mesi fa

    Art Nation – The Ascendance – RecensioneNati nel 2014 il trio svedese composto dal prezzemolino dell’hard rock contemporaneo Alexander Strandell alla voce, Christoffer Borg alle chitarre e R […]

    • Nella 2 giorni del Frontiers forse la band che mi ha deluso di più insieme ai(presunti) Bonfire.
      i primi 2 album mi sono piaciuti, poi hanno virato in una direzione musicale che francamente non mi piace
      “need u to understand” era ed è una grande canzone…. ma pure io ho bisogno di capire perche hanno cambiato genere.
      tra i singoli lanciati, “A New Beginning” è il mio preferito.

      • Concordo pienamente.
        I primi due album mi erano piaciuti tantissimo: poi dopo non li ho più capiti.
        Di questo album ho ascoltato un paio di pezzi, ma sono rimasto allibito ed ho interrotto la riproduzione.
        Conto di recuperarlo non appena avrò smaltito album che ritengo meritino maggiormente la mia attenzione.

    • Gli Art Nation con questo disco diventano infine cloni dei Beast in Black ed in misura minore dei Battle Beast e forse le cose migliori che presentano sono proprio le tracce più kitsch, tipo Unstoppable e Runaway, mentre quelle canzoni che dovrebbero rappresentarli per ciò che li abbiamo conosciuti e apprezzati fin da Revolution e Liberation, sono le cose meno riuscite.

      Strandell, IMHO, dovrebbe prendersi una pausa: troppi progetti e troppo ravvicinati fanno sembrare tutto ciò che canta, con mestiere e bravura senza dubbio, un già sentito, con il rischio di annoiare e tediare gli amanti del genere.

    • Qui prima o poi scoppia tutto, escono dischi veramente troppo simili , se poi ci canta su lo stesso cantante la frittata e’ fatta. Faccio fatica a distinguere un gruppo dall’ altro almeno per quanto riguarda la scena scandinava e ci metto dentro anche gli heat anche se il nuovo mi sta piacendo. Dice bene il recensore che la sensazione di copia e incolla e’ palese e oltremodo fastidiosa aggiungerei.

    • Dal vivo al Frontiers li ho trovati pesanti per i miei gusti e ho finito per non comprare il cd.
      Su disco sono gradevoli , invece, Halo e’ la mia preferita.

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 4 mesi fa

    Gotthard – Stereo Crush – RecensioneDopo “millemila” anni mi ritrovo con grande stupore a recensire il nuovo disco degli elvetici Gotthard, un’istituzione in campo hard rock a livel […]

    • Ero prevenuto ai massimi livelli sul nuovo gotthard , devo ammettere invece che forse è il miglior disco dall’era Lee, suoni top , Nick non sarà un fenomeno ma ha una timbrica che mi piace e le sue linee vocali sono sempre perfette, insomma un buon ritorno decisamente. Mi assesto dopo quattro ascolti ad un 77/100. Ora attendo Leoni coi CORELEONI(SIGH!!).

    • È piaciuto anche a me.
      E concordo con Mark quando dice che probabilmente si tratta della migliore pubblicazione dell’era post-Lee.

      80/100 meritatissimo

    • il piu’ bello dell’ era post steve lee a mio parere rimane firebirth….questo come i precedenti lo trovo bello a meta’….i pezzi moderni non mi sembrano riusciti e solo rusty rose mi convince…boom boom e Ai&i invece sono le peggiori songs mai scritte dai gotthard!!!….fortuna a salvare un po il tutto ci pensano le beatlesiane liverpool….l’ottima cover drive my car e la carina burning bridges….un plauso all’ ottima shake shake con il bel connubbio strofa ritornello….su tutte poi rimane il singolone thunder che rende bene!

    • credibile ed ispirato.
      lo metto un gradino sotto firebirth e ben sopra la mediocrità degli ultimi 3

    • Io sono sempre un poco atipico nelle mie valutazioni, adoravo Steve ma soprattutto da Lipservice in poi…con Nick il cambio si è sentito, ma tutto sommato mi sono sempre piaciuti i loro lavori (forse Silver il meno riuscito), questo è decisamente il migliore della nuova era, la peggiore Boom Boom, per il resto tanti grandi pezzi con menzione per Shake shake, Liverpool e Life.

  • Paolo Paganini ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 4 mesi fa

    Blended Brew – Roll The Dice – RecensionePremessa doverosa: fino a poco tempo fa non conoscevo i Blended Brew, e proprio per questo mi sono avvicinato con grande curiosità al loro nuovo […]

    • Ma che meraviglia di album è questo?! Non li conoscevo proprio!!!

      E poi gran figata avere la recensione proprio il giorno della pubblicazione del disco!

      • noi cerchiamo sempre di essere puntuali con le recensioni dei dischi nel giorno della release, qualche volta non ci riusciamo perché gli impegni sono tanti e le uscite spesso si accavallano, ma a forza di rompere gli zebedei ai redattori siamo riusciti ad essere discretamente puntuali :-), poi cerco sempre di andare a scovare le cose anche dalle etichette minori per trovare qualcosa di potenzialmente interessante, fortunatamente qualche etichetta ci fa arrivare i promo e possiamo dunque svolgere la nostra attività di divulgazione, mentre per altre etichette sta diventando un incubo che ci fa spesso meditare se sia o no il caso di continuare a tirare avanti la baracca, per ora cmq stringiamo le chiappe , moltiplichiamo lo sbattimento e tiriamo avanti….-)

        • Secondo me sarebbe un errore madornale mollare, Samuele.
          Il sito è un punto di riferimento assoluto per gli appassionati del genere…e poi siamo noi che parliamo dei dischi e lo facciamo ad alti livelli.
          E raramente ci siamo sbagliati nelle nostre valutazioni collettive: siamo noi che siamo il termometro del successo di una pubblicazione. Ed etichette come Frontiers lo sanno benissimo…e sono sicuro che ci leggono con grande attenzione ed interesse.

          • ci proviamo e si, qualcuno ci segue ed anche se in silenzio, ascolta :-), ma per tanti gruppi di cui ci piacerebbe parlare sono sbattimenti e vane ricerche per trovare i promo dei cd da recensire. Diversi li compriamo di tasca nostra per poterne parlare, e tralasciando perdere il fatto economico, a me personalmente, scoccia fare le recensioni in ritardo biblico perché il cd va trovato, ordinato, spedito e naturalmente pluriascoltato prima di scriverne. Alle volte sembra che ci debbano fare un piacere a mandarci qualche mp3 e invece il piacere glielo faremmo noi parlando del disco :-)… insomma la lotta continua anche se i mulini a vento avanzano…

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