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13 Ottobre 2011 3 Commenti Iacopo Mezzano
genere: Hard Rock
anno: 2011
etichetta: Universal Music
1975. L’incubo di Alice Cooper, maestro dello shock rock e tra gli artisti più geniali della scena rock globale, esce nei negozi e da li non vi uscirà più, capolavoro di maestosa intensità e gusto scenico, tutt’oggi considerato tra i capolavori di questo progetto.
2011. Più di 35 anni dopo Alice Cooper decide di fare un passo indietro (dopo alcune uscite recenti per altro molto buone) e presentare un nuovo incubo del suo personaggio, ambientato ai giorni nostri. Il disco, a titolo Welcome 2 My Nightmare e pubblicato per la Universal Music, proprio per come è stato presentato vuole quindi essere a tutti gli effetti un secondo capitolo di Welcome to my Nightmare, tanto che il cantante ha voluto ricreare in tutto e per tutto il clima della passata uscita attraverso l’ingaggio di quasi tutti gli stessi musicisti e dello stesso staff di produzione presenti nel ’75. Vediamo con quali risultati..
11 Ottobre 2011 0 Commenti Iacopo Mezzano
genere: Melodic Hard Rock
anno: 2011
etichetta: AOR Heaven
Ritornano alle scene gli svedesi Grand Design dopo l’onesto album di debutto Time Elevation pubblicato nel 2009, e lo fanno con questo Idolizer che uscirà nei negozi il 28 ottobre 2011 per AOR Heaven.
Un gradito ritorno per una band che con il suo esordio aveva colpito gli appassionati, senza però sbancare definitivamente la scena. Vediamo ora se e quanto con questo secondo capitolo i Grand Design siano stati in grado di migliorarsi e maturare..
10 Ottobre 2011 0 Commenti Denis Abello
genere: AOR
anno: 2011
etichetta: Autoprodotto
La storia dei Daylight Robbery inizia come quella di tante band di hard e melodic rock nostrane… anni e anni a far la gavetta portando in scena cover degli storici del genere e poi finalmente arriva la voglia di provare a mettersi in gioco con i propri pezzi. Da qui ad arrivare però a realizzare un vero e proprio full lenght la strada è lunga, ma soprattutto dura.
I Daylight Robbery, quintetto inglese nato aBirmingham e capitanato dal leader e voce della cover band Rock$tar, Tony Nicholl,con tanta passione ci sono però finalmente riusciti.
Il loro sound viene descritto come un heavy Aor e dopo i primi positivi riscontri ottenuti su varie testate, tra cui Classic Rock Aor Magazine, e aver aperto per gli Uriah Heep e gli Arabia arriva per loro il momento di approdare anche alle nostre italiche orecchie.
08 Ottobre 2011 0 Commenti Andrea Vizzari
genere: Hard Rock
anno: 2011
etichetta: AFM Records
Lunga e silenziosa la carriera dei Sinner. Formati nel 1982 in quel di Stoccarda per volontà del mastermind Mat Sinner, che ricopriva e ricopre tutt’ora anche il ruolo di cantante/bassista, la band ha saputo attraversare indenne ben 3 decenni mantenendo intatto lo spirito del rock diretto e senza fronzoli, pur senza affermandosi come realtà musicale di successo. Dopo un periodo in cui la proposta musicale era devota ad un power metal piuttosto classico, il gruppo teutonico sembra tornato negli ultimi a quello che era il sound e il genere proposto agli albori della sua nascita: un hard ‘n heavy solido con chiare influenze Thin Lizzy, eterna ed importante ispirazione per il biondo Mat. Trovando probabilmente nei Primal Fear (fondati insieme Ralf Scheepers nel 1998) la sua personale valvola di sfogo nel power, e dilettandosi in vari lavori di produzione/mixing/songwriting negli ultimi anni (Kiske/Somerville, Kimball/Jamison ecc.), Mat Sinner risveglia la sua band sfornando “One Bullet Left” con una formazione praticamente inedita: nuovi arrivi sono il signor Andre Helgers (Rage) dietro le pelli, Alex Beyrodt (Primal Fear, Voodoo Circle), amico e compagno dello stesso Mat in diverse band ed Alex Scholpp (Tarja). Contando anche Christof Leim, già presente negli ultimi precedenti lavori, il numero di chitarristi sale a ben 3 elementi. Scopriamo subito se questa particolare scelta si sia rivelata vincente nel sound complessivo del nuovo disco:
continua
05 Ottobre 2011 6 Commenti Iacopo Mezzano
genere: Hard Rock
anno: 2011
etichetta: Nuclear Blast
A Lugano quel giorno di luglio volevo, dovevo, esserci. Non avevo mai visto live i Gotthard prima di allora e quella data, a non più di 5/6 ore da casa, mi sembrava l’evento perfetto per la mia prima volta di fronte a questa band. Poi, come purtroppo spesso accade, per un motivo e per l’altro si crerarono una serie di circostanze (specie economiche in quanto qualche giorno dopo avrei visto Gary Moore (RIP) live a Genova, nella mia città, per poi partire per il Wacken Open Air tedesco) che mi portarono ad accantonare l’idea e la possibilità di materializzarmi in Svizzera. Rimasi a casa con un bel po’ di rammarico ma fiducioso del fatto che intanto prima o poi in Italia i Gotthard sarebbero ripassati e li sarei andati a vedere allora a quell’evento.
Steve Lee per me era semplicemente ”la voce”, senza lasciare intendere se fosse la voce dei Gotthard o la voce del rock in generale. Ricordo ancora il 5 ottobre 2010 come se fosse ieri, anzi, ieri mi sembra perchè non riesco a concepire come possa già essere passato un anno. Diversamente da oggi, 5 ottobre 2011 e giorno in cui scrivo, era già una fresca giornata autunnale ed ero stato fuori casa fino a sera per seguire lezioni all’università. Ricordo che mentre accendevo il pc guardavo allibito fuori dalla finestra un tramonto bellissimo, molto più luminoso del solito, così entusiasmante che lo fotografai.
Rientrato dal terrazzo da cui avevo scattato la foto, il pc era acceso e, come al solito, aprii per prima cosa Facebook. Una mia amica aveva pubblicato un link, che appariva in primo piano sulla mia bacheca. Recitava: Steve Lee morto negli USA. Un unico brivido fortissimo, non ci potevo credere. Quando, leggendo diverse news, ne ebbi la certezza, di fronte a questo tramonto piansi, non lo nego.
Ancora oggi penso che un po’ dello spirito lucente e dorato di Steve alleggiasse nell’aria quella sera, come se il tempo, il cielo, volessero tributargli un addio con i loro colori. Lacrima dopo lacrima, secondo dopo secondo, il sole poi piano tramontò, spegnendosi, eclissandosi per lasciare posto all’intimo freddo della notte.. nel mio cuore, egoista, una certezza. Non avrei mai più visto live i veri Gotthard. Non avrei mai conosciuto uno dei miei idoli, Steve Lee.
Mi scuso per questo incipit di articolo davvero fuori dai canoni e molto personale, ma avevo bisogno di condividere con voi le mie emozioni, riaffiorate forti di fronte a questo disco che ora mi appresterò a raccontarvi, ovvero Homegrown: Alive in Lugano, ultimo tributo dei Gotthard al loro amato Steve prima di voltare pagina e ricominciare una nuova carriera. Pubblicato dalla Nuclear Blast, il disco vuole essere a tutti gli effetti un tributo a Steve Lee, riportando alla luce una serata speciale per i Gotthard nella loro Lugano, che fu poi una delle ultime esibizioni del cantante. Un tributo alla figura, alla vita, al carisma, all’amore per la musica e per i suoi fans di un sempreterno Steve Lee.
04 Ottobre 2011 5 Commenti Iacopo Mezzano
genere: Melodic Hard Rock
anno: 2011
etichetta: Escape Music
Un disco nato dal silenzio. Nessun proclamo in pompa magna ma un solo e semplice annuncio che dichiarava l’uscita di questo album per il 7 ottobre 2011 sotto Escape Music. Nessun titolo a effetto, ma un solo e semplice Shy, shy come Shy è il nome di questa storica band inglese, apparsa sulle scene nei primi anni ’80 proponendo un nuovo tipo di hard rock e AOR (vedi gli album fondamentali Once bitten Twice Shy e Excess All Areas). Neppure l’artwork vuole essere appariscente, ma è nero come la pece con il logo della band che si vede quasi male.. Eppure i motivi per proclamare c’erano, con la nuova formazione, con il ritorno in studio dopo 6 anni.. Ma niente, l’urlo l’abbiamo fatto d’istinto e sulla fiducia solo noi fans, quasi che gli Shy (come il loro nome comanda) sono stati timidi, essenziali, e abbiano pensato più alla sostanza e ai fatti che alle parole.
Della formazione originaria formata da Tony Mills (voce), Steve Harris (chitarre), Paddy McKenna (tastiere), Mark Badrick (basso) e Alan Kelly (batteria) resta il solo Steve Harris, il quale da buon leader ha riconfermato Roy Davis (basso), Joe Basketts (tastiere) e Bob Richards (batteria) e ingaggiato un nuovo cantante, Lee Small, singer dalle indubbie qualità. Ma bando alla ciance, anche noi come gli Shy andiamo ai fatti e pigiamo play sul nostro lettore. Che lo show abbia inizio..
28 Settembre 2011 2 Commenti Iacopo Mezzano
genere: Hard Rock
anno: 2011
etichetta: SPV/Steamhammer Records
Il cerchio è chiuso. Dopo aver scambiato due chiacchere con i componenti della band (qui l’articolo con la nostra intervista), è giunto per noi il momento di recensire questo ultimo lavoro dei Glyder, realtà hard rock irlandese attiva dal 2004 che per questo quarto album della sua carriera si presenta con una formazione fortemente rinnovata dopo l’uscita del cantante-bassista Tony Cullen e del batterista Davy Ryan, sostituiti da Jackie Robinson, Graham McClatchie e Des McEvoy.
Questo Backroad to Byzantium, in uscita per SPV/Steamhammer Records il 10 ottobre, segna quindi un punto focale per la carriera dei Glyder, in un anno denso di cambiamenti che, come vedremo, si riperquotono anche nel sound del gruppo, che appare in gran parte differente da quello presentato nelle precedenti occasioni. Ma bando alle ciance ora, pigiamo sul tasto play, e ascoltiamo questo disco..
27 Settembre 2011 1 Commento Denis Abello
genere: Hard Rock
anno: 2011
etichetta: Tanzan Music
Basta uno sguardo alla copertina e una veloce lettura del titolo, Black World, per capire che qualcosa è cambiato negli Homerun, gruppo italianissimo che si è fatto conoscere con il buon debutto Don’t Stop del 2008. La trasformazione degli Homerun comincia però ancor prima che dalla musica dall’interno del gruppo, troviamo infatti in formazione i nuovi elementi Paolo Luoni (basso), William Battiston (batteria) e Valerio Castiglioni (chitarra) che si affiancano a Matteo Albarelli (voce), Walter Borrelli (tastiere) e Andrea Ringoli (chitarra).
Lasciati da parte i dorati lidi di Don’t Stop gli Homerun sembra quindi che vogliano dimostrare con questo nuovo lavoro la loro rinnovata aggressività e forza che si dovrebbero tradurre per le nostre orecchie in un sound più duro e compatto.
Preparatevi quindi ad una sferzata di Hard Rock made in Italy…
20 Settembre 2011 16 Commenti Iacopo Mezzano
genere: Hard Rock
anno: 2011
etichetta: Frontiers Music
Si è parlato moltissimo di questo disco. Credo sia normale, vuoi perchè Sebastian Bach è un personaggio che volenti o nolenti fa parlare, vuoi per i continui discorsi su possibili reunion degli Skid Row che non trovano mai fondamento ma solo secche smentite, e vuoi perchè molti bistrattavano a priori quest’uscita, credendola “la solita mossa commerciale di un artista (quasi) finito”.
Ora, a una settimana dalla sua uscita (27 settembre per Frontiers Records), per questo Kicking & Screaming è tempo di verdetti. Vediamolo assieme..
19 Settembre 2011 14 Commenti Iacopo Mezzano
genere: Melodic Rock
anno: 2011
etichetta: Frontiers Records
Mancano pochi giorni e uscirà nei negozi l’attesissimo nuovo album degli House of Lords, band storica del genere AOR, oggi capitanata dal solo James Christian e che dal 1987 ad oggi ha sfornato ben 7 album (tanti se si conta la lunga pausa dal 1993 al 2000), 8 se si conta questo Big Money, in uscita il 23 settembre per la Frontiers Records.
Sulla carta, un’altra portata principale per questo appetitoso 2011 dal menu ricchissimo di prelibatezze. Ma nulla è detto fino all’assaggio e quindi ora, forchetta alla mano, ci apprestiamo a gustare quello che lo chef Christian ci ha saputo servire.