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Kimball/Jamison – Kimball/Jamison – Recensione

05 Novembre 2011 4 Commenti Andrea Vizzari

genere: Melodic Rock
anno: 2011
etichetta: Frontiers Music

Fin dal suo primo annuncio, gli occhi di tutti gli Aor maniacs hanno cominciato a brillare commossi, inutile negarlo. Quando la Frontiers annunciò questo grandioso progetto in cui due dei più grandi e famosi vocalist nella musica rock (e dell’AOR, precisiamo) avrebbero cantato insieme dividendosi il microfono l’euforia era a mille. Bobby Kimball (Toto) e Jimi Jamison (Survivor), i vocalist sopra citati, non hanno certo bisogno di spiegazioni, per cui se i due nomi non vi dicono proprio nulla, in ginocchio sui ceci e poi di corsa a rimediare a questa grande lacuna. I primi dubbi però si sono palesati con la scelta di Mat Sinner come produttore e bassista (uno non proprio affine al rock melodico) e della band di accompagnamento formata da musicisti che girano spesso intorno ai vari progetti del bassista biondo: Alex Beyrodt (Primal Fear, Sinner) alla chitarra, Martin Schmidt (KISKE/SOMERVILLE) alla batteria, Jimmy Kresic (KISKE/SOMERVILLE) alle tastiere. Di certo non proprio le persone più adatte per dare alla luce un prodotto di puro AOR, ma per fortuna la schiera di songwriting chiamati a dare il loro contributo ha rialzato un po’ le aspettative generali: su tutti spiccano i nomi di Robert Säll (Work Of Art), prezzemolino Erik Martensson (WET, Toby Hitchcock…), Randy Goodrum (Steve Perry), Jim Peterik (Survivor, Pride Of Lions…).
Nonostante qualche piccola titubanza, le premesse per un grande disco ci sono tutte, per cui dopo la dovuta introduzione passiamo alle canzoni, punto cardine e dimostrazione perfetta della riuscita (o del fallimento) di un disco:
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The Magnificent – The Magnificent – Recensione

03 Novembre 2011 49 Commenti Iacopo Mezzano

genere: AOR
anno: 2011
etichetta: Frontiers Music

Toh, che novità, un altro progetto scandinavo…. si, l’ho pensato d’istinto leggendo la notizia che annunciava la fondazione di questa nuova realtà, lo ammetto. Ma vi dico già che ci ho messo poco a cambiare opinione..

Forse mi è bastato leggere il nome del gruppo, The Magnificent, per far si che il mio pensiero iniziasse a modificarsi. Perché? Beh, pensateci bene: se uno chiama una realtà musicale Il Magnifico dimostra quantomeno la giusta dose di sicurezza nei suoi mezzi e la certezza di avere qualcosa tra le mani. Non trovate? Dai, chi chiamerebbe così un progetto scialbo.. di certo nessuno che tenga cara la pelle, c’è sempre il rischio di finire come Lou Reed, tra minacce di morte e di linciaggio da parte dei fans dei Metallica, no?

A parte le battute (che per l’amor del cielo devono restare tali, solo i fans dei ‘tallica possono arrivare così in basso…) , leggere che il progetto nasce dall’unione di due icone della scena progressive metal scandinava, ovvero il cantante norvegese dei Circus Maximus Michael Eriksen e il chitarrista/produttore finlandese Torsti Spoof dei Leverage, era già adeguata garanzia. In più i due, con l’aiuto di musicisti come Rolf Pilve alla batteria, Sami Norbacka al basso e Jukka Karinen alle tastiere, annunciavano di offrire un album melodic rock fortemente influenzato da realtà come Brother Firetribe e Europe, oltre ai soliti Journey e Foreigner… Insomma, capirete che di fronte a queste premesse l’attesa per questa uscita non poteva far altro che schizzare su in alto fino alle stelle. Quindi eccomi qui, pronto a raccontarvi le mie impressioni su questa troneggiante uscita..

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Mecca – Undeniable – Recensione

02 Novembre 2011 4 Commenti Iacopo Mezzano

genere: AOR / Westcoast
anno: 2011
etichetta: Frontiers Records

Tornano dopo ben 9 anni dall’entusiasmante debutto i Mecca, band statunitense dedita al AOR di stampo westcoast, e lo fanno con questo Undeniable, disco che uscirà il 4 novembre 2011 nei mercati europei. 9 anni densi di difficoltà, 6 dei quali spesi proprio nella realizzazione di questo album, tra cambi di formazione, la morte di un amico comune (che poi era anche l’ingegnere studio per il disco) e tanti problemi per il frontman del progetto Joe Vana.

Insomma un vero e proprio calvario che ha necessitato di tempo per essere superato. E ora che finalmente abbiamo tra le mani questo atteso ritorno, come di consueto è tempo di giudizi..

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Vain – Enough Rope – Recensione

24 Ottobre 2011 1 Commento Iacopo Mezzano

genere: Hard Rock
anno: 2011
etichetta: Music Buy Mail

 

Il 2011 vede tra le sue innumerevoli uscite e i suoi tanti ritorni anche quello degli storici Vain, formazione hard rock/glam metal formata nel 1986 dal carismatico frontman Davy Vain e forte di un più che glorioso album di debutto, No Respect, acclamato fin dalla sua pubblicazione da tutta la critica di settore.

Enough Rope, questo il titolo del nuovo album che uscirà questo 28 ottobre 2011 in tutta Europa, nasce 6 anni dopo l’ultimo (abbastanza deludente) lavoro On the Line e cerca, a detta degli stessi componenti della band, di riportare in luce l’energia del prezioso debutto. Di fronte ad un’attesa che si fa mano a mano sempre più palpabile, è tempo ora di giudizi..

LE CANZONI

Si parte subito con il giusto approccio con l’opener Greener, brano dalla base molto ritmata che fa da preciso sottofondo alla calda vocalità di Davy Vain che, con la sua timbrica inconfondibile, dirige il pezzo lungo le strofe fino al refrain, caratterizzato da un buon mix di coralità ed energia.
Sono invece le chitarre a farla da padrone in Triple X, con riff rapidi ed aggressivi dal bel suono anni’80 che non possono non emozionare chi ama questo genere. E anche gli assoli della seconda metà della canzone, rapidi, saettanti e tecnici, regalano grandi momenti e ben si combinano con la voce del frontman, anche qui davvero efficace.
L’atmosfera si fa calda, quasi bollente, sul terzo brano Hot Stage Lights ed è nuovamente Davy Vain a elevarsi sulle melodie, con il suo carico di sfrontata e pungente sensualità che traspare forte nota dopo nota, minuto dopo minuto.  Un pezzo molto convincente, a cui segue l’altrettanto ispirata Stray Kitten Burns, che ha dalla sua una grandissima musicalità, con melodie che solleticano immediatamente l’orecchio dell’ascoltatore, risultando certamente tra le migliori dell’intero lotto.
Piacevole è anche Cindy, con il basso di Mitchell abile a creare il groove e l’atmosfera che divampa ancora calda sul ritornello, con le chitarre acute ma maschie a gridare di sfondo per poi correre via rapide in un altro assolo molto riuscito. continua

Soul Seller – Back To Life – Recensione

22 Ottobre 2011 9 Commenti Denis Abello

genere: Melodic Rock
anno: 2011
etichetta: Avenue of Allies

Passione, questa è la prima parola che mi viene in mente se penso alla storia dietro a quasi tutte le band e gli artisti italiani che si gettano a capofitto in un genere come il melodic rock, l’hard rock o l’AOR.
In un panorama musicale come quello italiano assolutamente inadeguato artisti e band di grande qualità e valore stanno regalando negli ultimi anni vere proprie perle del genere e stanno rendendo sempre più viva e vivace la scena nazionale. Mi vengono in mente gruppi come Hungryheart, Edge of Forever, Whells of Fire o progetti come Lionville e Shining Line e questi solo per fare alcuni nomi.
In questa scia di rinascita del genere cercano adesso un loro posto anche i Soul Seller, nuovo gruppo nato dalla volontà di due fratelli di Torino (Santhià per la precizione) Dave (chitarra) a Mirko Zublena (basso) che dal 1999 tra demo e tanta gavetta cercano di raggiungere il loro sogno. Sogno che diventa a portata di mano con l’attuale incarnazione della band che vede in formazione oltre ai due fratelli Dave alla chitarra e Mirko al basso, la seconda chitarra di Cris Audisio, la batteria di Steve Bucci e la voce di Michael Carrata che consegnano ora nelle nostre mani questo loro debutto ufficiale Back To Life.

LE CANZONI

La splendida Wings of Freedom abbiamo già avuto modo di apprezzarla essendo il primo video e singolo a far da portabandiera per questo Back To Life. Grande melodia, ottima prima prova della band e la voce di Michael Carrata che si dimostra assolutamente sorprendente per il genere, pulita e cristallina.
Con ancora ben impresso in mente il primo pezzo veniamo travolti da Change Your Heart Tonight grazie a quel suo attacco che gioca tra batteria e chitarra e la voce suadente di Michael che ci introduce in questo nuovo viaggio melodico marchiato Soul Seller in cui si può annoverare anche il notevole solo di chitarra del primo ospite del disco, Danilo Bar.
Le tastiere in connubio con la voce di Michael che ci introducono con estrema eleganza in All I Can Promise bene mascherano quello che in realtà si rivelerà un pezzo dal ritmo sostenuto. Ancora una volta pollice su per i Soul Seller. continua

The Slam – Hit It! – Recensione

20 Ottobre 2011 1 Commento Iacopo Mezzano

genere: Hard Rock
anno: 2011
etichetta: Scarlet Records

 

Esordio con l’etichetta italiana Scarlet Records per i The Slam, realtà musicale hard rock canadese e capitanata dal cantante e chitarrista Serge Simic, musicista che si dichiara amante di gruppi quali Kiss, Black Sabbath, Boston, Rolling Stones, AC/DC e Led Zeppelin.

A fronte di queste influenze, il disco, mixato a Los Angeles da Fabrizio Grossi (Steve Vai, Alice Cooper), non poteva che finire nel nostro mirino.. ecco quindi le nostre impressioni a riguardo.

LE CANZONI

Wild Ride apre in ottima maniera il disco, presentando fin da subito un riffing carico e roccioso che fa da preciso accompagnamento alla voce di Simic, che si rivela essere dotata di una bella timbrica ed energia, ben sprigionata sul bel ritornello immediato e senza fronzoli. Nota di merito anche all’assolo, molto tecnico.
Little Angel vede la partecipazione vocale di mr. Glenn Huges, in una prestazione che è inutile dire precisa e ammaliante.  La buona riuscita del brano non è però certamente merito solo di The Voice, con i The Slam ottimi accompagnatori della tessitura vocale di un componimento semplice, non eccessivamente forzato, ma ben strutturato.
Bad Blood presenta fin da subito un grande impatto sonoro, con chitarre in primissimo piano e basso e batteria a reggere la corda, con il cantato arricchito di effetti sulle strofe ma totalmente clean sul ritornello, molto melodico e trascinante. continua

Lizhard – Lizhard – Recensione

20 Ottobre 2011 4 Commenti Denis Abello

genere: Hard Rock
anno: 2008
etichetta: Perris Records

Facciamo un salto nel non troppo lontano 2008, anche se a livello di hard e melodic rock italiano sembra passata un’eternità, e ripeschiamo l’esordio dei nostrani Lizhard in vista della loro prossima partecipazione al primo Rockfest di Madrid.
Dicevamo che sembra passata un’eternità da quel 2008 che vede i natali di questo album. Si era ancora ben lontani dall’intravedere una scena italiana del genere con caratteristiche ben definite e ormai riconosciute come negli ultimi due anni, ma le cose iniziavano comunque a muoversi.

I Lizhard quindi si trovano a dover affrontare un panorama se possibile ancora più ostico di quello attuale ma dopo anni di gavetta come cover band e un EP (in italiano) decidono comunque che è arrivato il momento di mettersi in gioco seriamente ed il risultato è questo primo album che comunque, ancor prima di partire con l’ascolto segna già un suo punto a favore… quanti guardando la copertina non vorrebbero essere una delle lucertole?
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Newman – Under Southern Skies – Recensione

18 Ottobre 2011 1 Commento Iacopo Mezzano

genere: Melodic Rock
anno: 2011
etichetta: AOR Heaven

In un 2011 così denso di uscite discografiche di qualità, non poteva assolutamente mancare un nuovo capitolo dei Newman, progetto interamente capitanato dall’artista inglese Steve Newman, che dal ’97 ad oggi è sempre stato in grado di sfornare dischi di grande qualità, basti ascoltare l’ultimo The Art of Balance (2010).

Under Southern Skies, questo il titolo dell’album uscito per AOR Heaven a fine settembre, si trova quindi nella importante posizione di confermare quanto di buono fatto nell’ormai ben oltre ultra decennale carriera di questo musicista. Vediamolo assieme..

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Night Ranger – Somewhere in California – Recensione

14 Ottobre 2011 4 Commenti Iacopo Mezzano

genere: Melodic Hard Rock
anno: 2011
etichetta: Frontiers Music

Davvero credevate ce ne fossimo dimenticati? Beh, mai disperare, prima o poi ci accorgiamo se c’è sfuggito qualcosa, specie se è un uscita importante come questa. 😉

Infatti il ritorno alle scene degli storici Night Ranger con Somewhere in California, dopo 4 anni di silenzio discografico, è qualcosa da far tremare le pareti. Tanto più che la Frontiers Records aveva deciso di far uscire il disco a metà giugno, giusto prima della strabiliante data milanese con Foreigner e Journey.

Ma ditemi, vi mancavano i Night Ranger? Credo che la risposta sia all’unisono: si, molto. Una band unica per energia, attitudine e qualità, serviva riassaporarla. Perciò il ben tornati ai Night Ranger deve essere d’obbligo, come d’obbligo deve essere la massima attenzione per questa uscita. Vediamola assieme..

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Chickenfoot – III – Recensione

13 Ottobre 2011 3 Commenti Andrea Vizzari

genere: Hard Rock
anno: 2011
etichetta: earMUSIC/Edel

A distanza di due anni dall’ottimo omonimo debutto tornano i Chickenfoot con questo nuovo album dal titolo “III”. Precisiamo per i meno attenti, che si tratta del loro secondo album e che il titolo è frutto della (tanta) ironia che il gruppo mostra fin dalla sua nascita. Prodotto da Mike Fraser (Metallica, Aerosmith), il disco ha il compito di dimostrare quanto di buono fatto nel debutto dai quattro super musicisti che, prendendosi poco sul serio e pensando solamente a divertirsi (e divertire aggiungerei), continuano a proporre il loro sound fortemente debitore a quell’hard rock prettamente anni ’70 ma con una produzione al passo coi tempi.
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