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Recensione

80/100

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Mad Max – Stories Of Destiny – Recensione

12 Settembre 2026 1 Commento Yuri Picasso

genere: Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Reigning Phoenix Music

Tracklist:

01. Silver
02. Weapons Of Love
03. Keep You Alive
04. Far Behind
05. Piece Of Candy (2026 Version)
06. 'Til The End Of Time
07. Bullet
08. Mad Gone Blind
09. She Was Mine
10. Wings Of Freedom
11. Dulces Falsos

Formazione:

Alan Clark: vocals
Jürgen Breforth: guitars
Dethy Borchardt: guitars
Fabian Watermann: bass
Axel Kruse: drums

Ospiti:

Andreas Baesler: vocals guest (duetto in "Piece of Candy" e in "Dulces Falsos")

 

Band che ho sempre stimato e sempre farò. Quarantacinque anni di carriera non sono uno scherzo, soprattutto nel rock. I Mad Max arrivano a questo traguardo con Stories Of Destiny, un album che suona ciò che è stato ed è tuttora: partendo dal legame con una tradizione differenziata nella propria proposta e mai troppo elogiata, data erroneamente per scontata, queste storie del destino parlano la lingua del Hard Rock Melodico. È nel dna della band, dal come back Night Of White Rock (2006), riprendere lo stile dei dischi degli 80’s, un po’ Dokken un po’ hard Teutonico, e miscelarlo con gusto con impercettibili soluzioni moderne.

Parlando del rapporto col passato, il neoentrato singer inglese Alan Clark divide il microfono con l’originario Andreas Baesler in Piece of Candy (proposta anche in spagnolo), ottimo mid tempo deciso e aggressivo quanto basta; Jürgen Breforth, mastermind, chitarrista fondatore ed unico membro presente in ogni uscita discografica, pesca nel proprio archivio recuperando due brani del 1991 come Weapons Of Love, pezzo dalla linea vocale aorizzata che osserva la musica d’oltreoceano dell’epoca, e Til The End Of Time, artisticamente più legata ai primi anni della band e dotata di un grande refrain. Silver apriva il disco con eleganza, Keep You Alive alza il livello delle chitarre e restituisce la tipica grinta. Far Behind è un altro episodio riuscito, più melodico e atmosferico. She Was Mine riecheggia i migliori Praying Mantis ricordando che gli assoli hanno un senso nel 2026 se inseriti nel contesto giusto e non per capriccio. Verso il finale troviamo il lento d’atmosfera Wings of Freedom, rassicurante e sentito nell’interpretazione della band.

Il risultato è più che piacevole, sincero e in linea con le ultime uscite di una band sottovalutata alle nostre latitudini. I Mad Max fanno quello che sanno fare, e lo fanno ancora bene.

© 2026, Yuri Picasso. All rights reserved.

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