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02 Agosto 2026 Comment Stefano Gottardi
genere: Hard Rock N' Roll/Punk Rock
anno: 2026
etichetta: earMusic
Tracklist:
1. Anything But You
2. At War With Myself feat. Danko Jones
3. Memory
4. See You On The Other Side feat. Snake Sabo
5. Bridges feat. Steve Conte
6. Jet Black Universe feat. Nuno Bettencourt
7. Big Stick feat. Corey Taylor
8. Pretty Hell
9. Rock And Roll Star feat. Scotti Hill
10. Devil In The White
11. Walk Away feat. Damon Johnson
Formazione:
Rachel Bolan - Voce, chitarra, basso
Rob Hammersmith - Batteria
Ospiti:
Danko Jones – Voce
Steve Conte - Voce
Corey Taylor – Voce
Nuno Bettencourt – Chitarra
Damon Johnson – Chitarra
Dave “Snake” Sabo – Chitarra
Scotti Hill - Chitarra
Contatti:
L’artwork dell’opera prima di Rachel Bolan, Gargoyle Of The Garden State, lo immortala seduto su una poltrona rossa, circondato da oggetti vintage, libri, lampade e dettagli che richiamano un’estetica stradaiola e un po’ decadente. Il mood è teatrale e vagamente oscuro, e sembra offrire uno sguardo diretto sul suo mondo creativo. E anche a 62 anni, l’immancabile catenella al naso è un marchio di fabbrica che mette subito a proprio agio i fan degli Skid Row, gruppo di cui è uno dei fondatori.
I crediti dell’album vantano una lista di ospiti – che Rachel tiene a precisare essere tutti suoi amici – davvero invidiabile: oltre ai bandmate Dave “Snake” Sabo, Scotti Hill e Rob Hammersmith, sono della partita anche Corey Taylor (Slipknot), Nuno Bettencourt (Extreme), Danko Jones, Steve Conte (Michael Monroe, New York Dolls, Company Of Wolves) e Damon Johnson (Thin Lizzy, Lynyrd Skynyrd, Black Star Riders, Brother Cane). Per la prima volta su un full‑length, Bolan si occupa di quasi tutte le voci, suona ogni linea di basso e buona parte delle chitarre, confermandosi il protagonista assoluto del progetto.
A livello musicale, il disco percorre territori prettamente rock and roll, con massicce dosi di punk rock, qualche spruzzata di alternative e un tocco di blues sporco e minimale. I testi parlano d’amore, di vita vissuta e sono molto personali e talvolta incazzati. Il mood è quello da club fumoso dello Strip dei tempi d’oro: attitudine da marciapiede, sudore a fiumi e nessun fronzolo. Tra i riferimenti più evidenti ci sono Hanoi Rocks, Backyard Babies, Social Distortion e Ramones, mentre degli Skid Row si ode qualche eco del periodo Solinger. Tutto senza mai suonare come un semplice collage di influenze.
Canzoni come la selvaggia “Anything But You”, la travolgente “At War With Myself” (in coppia con Danko Jones), la più intima “Memory”, l’ultra-catchy “Big Stick” (cantata da Corey Taylor) e la rivisitazione di “Rock And Roll Star” degli Oasis toccano alcuni dei momenti più alti. Qualche passaggio magari convince un po’ meno, ma non intacca il quadro generale che resta di pregevole caratura.
IN CONCLUSIONE
Gargoyle Of The Garden State ci mostra Rachel Bolan per quello che è sempre stato: un rocker di strada istintivo e sincero, capace di trasformare il proprio retaggio musicale in un linguaggio personale e ruvido. Un album che vive di immediatezza e carattere più che di pulizia e produzioni patinate.
Il CD in nostro possesso è un digipack con un booklet di dodici pagine che include tutti i testi: un’edizione fisica che non può mancare sugli scaffali di collezionisti e fan di lunga data degli Skid Row.
© 2026, Stefano Gottardi. All rights reserved.
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