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Recensione

86/100

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Sinner – Boom Bang Goodbye – Recensione

30 Luglio 2026 1 Commento Denis Abello

genere: Hard Rock / Melodic Rock
anno: 2026
etichetta: Reigning Phoenix Music

Tracklist:

01. Dreams Can Come True (Renan Zonta)
02. Wait (Michael Bormann)
03. Leave It All Behind (Ronnie Romero)
04. All Night Long (Ronnie Romero)
05. Are You Ready (Björn "Speed" Strid)
06. Born To Run (Erik Mårtensson)
07. Hellbreaker (Ronnie Romero)
08. Turn The Page (Michael Sadler)
09. Road To Remember (Michael Bormann)
10. Under The Moonlight (Sascha Krebs)
11. Power (Magnus Karlsson)

Formazione:

Alex Scholpp – Main Guitars, Lead Guitars
Moritz Müller – Drums
Jim Müller – Lead Guitars
Lisa Müller - Keyboards
Magnus Karlsson – Lead Guitars (11)
Mathias “Don” Dieth – Lead Guitars (06)
Mat Sinner – Bass & Vocals

 

L’uscita di Boom Bang Goodbye rappresenta molto più del semplice ritorno dei Sinner. Per Mat Sinner questo disco ha inevitabilmente un significato particolare, non solo perché arriva dopo anni complicati segnati da seri problemi di salute, ma anche perché è stato annunciato come l’ultimo album nella storia della band. Se davvero sarà così, allora non si poteva immaginare un modo migliore per chiudere una carriera iniziata oltre quarant’anni fa e che ha contribuito a scrivere una pagina importante dell’hard rock teutonico.

… e la prima sorpresa arriva già dopo pochi minuti d’ascolto. Pur mantenendo intatto il DNA dei Sinner, Boom Bang Goodbye appare probabilmente come l’album più orientato al melodic rock che la band abbia pubblicato negli ultimi decenni, e ammetto che la cosa mi aggrada. L’aggressività dell’hard rock teutonico che ha caratterizzato molti lavori del passato lascia infatti maggiore spazio a melodie ricercate, ritornelli ampi e arrangiamenti più raffinati. Non significa che siano scomparsi i riff granitici o la consueta solidità ritmica, ma il baricentro si è spostato con decisione verso un approccio più melodico, rendendo il disco accessibile anche a chi frequenta abitualmente il mondo dell’AOR e del melodic rock.

Il viaggio prende il via con “Dreams Can Come True”, affidata alla voce di Renan Zonta, che apre il disco nel migliore dei modi. È una partenza sorprendentemente melodica, quasi a voler dichiarare immediatamente le intenzioni dell’album. Il ritornello conquista fin dal primo ascolto e la prestazione del cantante brasiliano trasmette energia e positività.

L’atmosfera cambia leggermente con “Wait”, dove Michael Bormann porta in dote tutta la propria esperienza nel melodic rock. La sua interpretazione è elegante e misurata e conferma Bormann come una delle più belle voci del panorama Melodic Rock, perfetta per una canzone che cresce poco alla volta fino a esplodere in un refrain di grande impatto.

Con “Leave It All Behind” entra in scena Ronnie Romero e l’album raggiunge uno dei suoi apici. La sua voce rende il brano intenso e coinvolgente e non stupisce che il pezzo sia stato scelto come uno dei singoli. “All Night Long”, sempre con Romero alla voce è probabilmente il momento più spensierato dell’intero album. Qui Romero si diverte e trascina l’ascoltatore in un autentico inno all’amicizia, alla musica e alle notti passate sotto un palco, uno di quei pezzi che sembrano nati per essere cantati da un pubblico intero.

L’energia sale con “Are You Ready”, impreziosita dalla presenza di Björn “Speed” Strid, che porta una vena più moderna e aggressiva pur restando perfettamente inserito nel contesto melodico del disco. Poco dopo arriva “Born To Run”, gran bel pezzo, grazie soprattutto all’interpretazione di Erik Mårtensson, capace come pochi di trasformare un grande ritornello in qualcosa che rimane in testa per giorni.

Il lato più duro dei Sinner emerge con “Hellbreaker”, ancora affidata a Ronnie Romero, che qui torna a graffiare con tutta la sua consueta personalità. È il brano che più si avvicina all’hard rock classico della band, pur mantenendo quella vena melodica che caratterizza l’intero lavoro.

Il clima cambia nuovamente con “Turn The Page”, dove la voce inconfondibile di Michael Sadler regala eleganza e raffinatezza a una composizione che parte intensa e malinconica per trasformarsi in un trascinante inno. Poco dopo Michael Bormann torna protagonista in “Road To Remember”, canzone assolutamente coinvolgente, costruita su una melodia capace di emozionare senza mai cadere nel prevedibile.

Le atmosfere si fanno decisamente più oscure in “Under The Moonlight”, interpretata da Sascha Krebs, che dona al pezzo un taglio quasi teatrale, mentre la chiusura viene affidata a Magnus Karlsson con “Power”. Oltre al consueto straordinario lavoro alla chitarra, Karlsson offre anche una convincente prestazione vocale, chiudendo il disco con un brano potente, epico, al limite del metal, ma perfettamente in linea con il significato celebrativo dell’intero progetto.

Se davvero Boom Bang Goodbye sarà l’ultimo capitolo della storia dei Sinner, allora Mat Sinner può guardare indietro con orgoglio. Non è un disco costruito sulla nostalgia, ma una celebrazione sincera di oltre quarant’anni di musica, amicizie e passione. La scelta di coinvolgere tanti grandi vocalist avrebbe potuto trasformarsi in un semplice esercizio celebrativo me invece al contrario, ogni ospite contribuisce a rafforzare l’identità dell’album, senza mai oscurare quella della band. Il risultato è probabilmente uno dei lavori più melodici mai pubblicati dai Sinner, ma anche uno dei più sentiti. Se questo sarà davvero l’addio della formazione tedesca, è un addio che lascia il sorriso e la consapevolezza di aver assistito alla degna conclusione di una gran bella carriera.

© 2026, Denis Abello. All rights reserved.

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