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Recensione

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Scheff Tolle Adriaens – Let’s Stop The World – Recensione

01 Luglio 2026 Comment Vittorio Mortara

genere: Melodic Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Pride & Joy

Tracklist:

1. Headstone On The Highway
2. Let’s Stop The World
3. How Do I Get Over
4. Walk Through The Fire
5. What Love’s Done To Us
6. Let’s Rise
7. Fly
8. Rain
9. Standing On The Edge Of The World

Formazione:

Darin Scheff - Voce, Basso, Tastiere, Batteria
Christian Tolle: Chitarre, Basso, Cori, Batteria
Morris Adriaens: Chitarre, Basso, Tastiere, Cori, Batteria

 

Se vi state chiedendo che disco sia questo “Let’s Stop the World”, la risposta è semplicissima. È l’ennesima “operazione nostalgia” messa in piedi, nello specifico, dal terzetto di dotati polistrumentisti e songwriters Darin Scheff (fratello di Jason Scheff, già bassista e cantante dei Chicago e oggi membro dei Generation Radio), Christian Tolle (CTP e Tiffany Kills) e Morris Adriaens. Gli ingredienti sono quelli classici: melodie hard ma orecchiabili ed assunto strumentale adeguato a proporre un’amalgama di Def Leppard, Kiss, Foreigner e, qua e là, Chicago. A rendere ancora più familiare l’operazione ci pensano gli ospiti coinvolti nelle session, con lo stesso Jason Scheff al basso sulla title track e un altro fratello Scheff, Lauren, che presta il suo caratteristico cinque corde a “Let’s Rise” e “Rain”: un vero affare di famiglia, insomma, che si respira lungo tutto il disco.

Le canzoni sono gradevoli, a cominciare dalle contaminazioni southern di “Headstone on the Highway”. Più consone alle nostre pagine risultano però le sornione melodie pop rock della title track, con il refrain in primo piano, o la suadente dolcezza del lento “How Do I Get Over You”. Chiuso il primo capitolo più leggerino, parte un terzetto di tracks hard rock in pieno stile anni 80 tra Kiss (“What Love’s Done to Us”) e Def Leppard (“Walk Through the Fire”, “Let’s Rise”). Il tris di canzoni poste in chiusura è, infine, AOR classicissimo, dalle belle intro tastierose e cori piacioni di foreigneriana o Chicaghiana memoria.

Ragazzi, è difficile giudicare un lavoro come questo. Ci troviamo fra le mani tre ottimi strumentisti, autori e produttori. I pezzi scorrono via facilmente ed i suoni non sono affatto male. Chi vi scrive ritiene che manchi altresì l’effetto wow… Essenzialmente per due motivi. Prima cosa, è del tutto assente il “pezzone” che alza di una spanna il livello di qualsiasi disco. Secondo, la voce del buon Darin non riesce a innestare quella marcia in più che certi pezzi necessiterebbero. Ad ogni modo ritengo “Let’s Stop the World” assolutamente degno di ascolto e gli appioppo la piena sufficienza.

© 2026, Vittorio Mortara. All rights reserved.

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