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Recensione

74/100

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Pride Of Lions – Unbridled – Recensione

10 Luglio 2026 2 Commenti Yuri Picasso

genere: AOR
anno: 2026
etichetta: Frontiers

Tracklist:

1. Unbridled
2. Edge Of Forever
3. Don’t Waste A Wish On Me
4. 1000 Long Goodbyes
5. What The Whole World Needs To Know
6. I’ll Be Your Rock
7. Hell Or High Water
8. Ride The Lightning
9. Lose Like A Winner
10. I Can See In The Dark
11. I Can’t Let Go
12. A Mighty Noise

Formazione:

Toby Hitchcock: Vocals;
Jim Peterik: Vocals, Guitars, keyboards;
Ed Breckenfeld: Drums;
Mike Aquino: Guitars;
Bob Lizik: Bass

 

Ammetto di sentirmi emotivamente combattuto una volta ascoltato ed assimilato il nuovo lavoro dei Pride of Lions, ‘Unbridled’, disco numero 8 in studio: un album che cammina in bilico costante tra classe cristallina, marcata a più riprese in passato, e un’evidente, quasi fisiologica, staticità compositiva.
D’Istinto parto da una domanda (dal retrogusto amaro, negativo): il saccente in me suggerisce, era davvero necessario? Cosa può aggiungere un lavoro del genere alla gloriosa discografia dei Pride of Lions, o più in generale alla sterminata carriera di Peterik? C’era davvero il bisogno di pubblicare un album per confermare qualità e marchi di fabbrica di cui conoscevamo già, da anni, l’indiscussa bontà? Nei circa 100.000 upload giornalieri su Spotify, potremmo trovare risposta affermativa; alla peggio, a chi fa male in un mondo in cui la musica (a bassa qualità d’ascolto !) rimane gratuita e/o (co)scritta dall ‘IA? Al di la di queste riflessioni platoniche, La sensazione che si sia voluto timbrare il cartellino, confezionando un prodotto che farà felici i completisti ma che rischia di lasciare indifferenti alcuni stessi annessi al mondo del rock melodico, è presente.
Partiamo dai lati positivi, perché ce ne sono. Il disco è suonato e prodotto molto bene, moderno ma lontano da certi canoni freddi, per lo più derivanti dal nord Europa da anni oramai. La title track sprigiona energia decisa, aggressiva, adornata dall’unione vocale tra Toby Hitchcock e Jim Peterik; insieme reggono l’urto del tempo. Momenti di autentica ispirazione li apprezziamo nell’incidere rock dal sapore di rivalsa di “Edge of Forever”, uno dei tipici trademark della band; momento sempre presente e tanto atteso dai fan in ogni uscita PoL, in cui le melodie si stampano in testa al primo ascolto.
Alcuni lenti sono costruiti per resistere in futuro, pur prendendo in prestito soluzione note (il migliore rimane “Ride The Lighting” dal crescendo suggestivo ed incisivo, mentre “Don’t Waste a Wish On Me” poggia eccessivamente sulle capacità vocali di Toby). Da apprezzare la sinergia corale e la cura del dettaglio mostrata in “What the Whole World needs to Know” cantata a tonalità alta…altissima. Encomiabile per l’arrangiamento “1000 Long Goodbyes”, dal sapore di treno in corsa. “I Can See The Dark” mostra un lavoro stratificato alle chitarre e alle tastiere in grado di riempire il brano con dettagli piacevoli da riscoprire.
Il problema subentra quando si fa un passo indietro e si contestualizza ‘Unbridled’ nella discografia della band americana. DI canzoni quali “I’ll Be Your Rock”e “Loose like a Winner” ne dobbiamo apprezzare l’immediatezza, il refrain riuscito e diretto, il messaggio positivo di non perdere mai la speranza o accusarle di essere simili (alcuni passaggi identici) ad altre dello stesso repertorio dei PoL? Dietro la patina di una produzione impeccabile e di performance strumentali e vocali ineccepibili, di assoluto valore musicale, si percepisce in modo nitido l’inevitabile sensazione di deja-vu compositiva derivante dal lavoro inesauribile di Jim Peterik.
Il nuovo capitolo dei Pride of Lions è un buon album, meglio riuscito dell’ultimo ‘Dream Higher’, un passo indietro rispetto al più efficace ‘Lion Heart’. La qualità tecnica e l’esperienza intervengono quando l’ispirazione fa eccessivamente ricorso all’ispirazione stessa del passato. Prevedibile ma estremamente curato e di qualità.

© 2026, Yuri Picasso. All rights reserved.

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