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Recensione Gemma Sepolta

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Gemma Sepolta

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Loverboy – Lovin’ Every Minute Of It – Gemma Sepolta

19 Luglio 2026 2 Commenti Yuri Picasso

genere: AOR
anno: 1985
etichetta: Columbia
ristampe:

Tracklist:

01. Lovin' Every Minute of It
02. Steal The Thunder
03. Friday Night
04. This Could Be the Night
05. Too Much Too Soon
06. Lead a Double Life
07. Dangerous
08. Destination Heartbreak
09. Bullet In The Chamber

Formazione:

Mike Reno: Vocals;
Paul Dean: Guitars;
Doug Johnson: Keyboards;
Scott Smith: Bass;
Matt Frenette: Drums

 

‘Lovin’ Every Minute of It’ è uno di quei dischi ad oggi troppo poco menzionato, rimasto a qualunque latitudine estremamente ed erroneamente ‘di nicchia’, escludendo forse la natia Canada; melodie policromate, ritornelli costruiti per la radio e una produzione più robusta, in linea con la direzione del mercato discografico, rispetto ai lavori precedenti dei Loverboy. Pubblicato nel 1985 dalla Columbia Records, rappresenta il quarto album della band e segna anche il passaggio ai produttori Tom Allom e Paul Dean, con Allom noto soprattutto per il suo lavoro con gruppi hard rock e metal (Judas Priest, i Def Leppard dell’esordio, Krokus).

La title track è il cuore dell’album. Con la firma di Robert John “Mutt” Lange, una canzone progettata per conquistare l’ascoltatore al primo ascolto: riff incisivo, tastiere scintillanti e un ritornello irresistibile; uno dei maggiori successi del gruppo.

Subito dopo arriva ‘Steal the Thunder’, il lato ‘class’ della band. Le chitarre hanno più spazio e il pezzo trasmette una sensazione di energia da arena rock puro. È uno di quei brani che contribuiscono a dare carattere e a modellare lo stile nel suo insieme.

‘Friday Night’ suona come una ‘Working for the Weekend’ parte 2. Melodicamente pop e contagiosa, costruita attorno a un groove semplice ed efficace.

Altro grande momento con il lento ‘This Could Be the Night’, dove la band punta sull’eleganza, con una prova emotivamente sentita di Mike Reno. Molti fan la considerano superiore alla title track, e in effetti possiede quella dose di romanticismo tipico delle migliori produzioni AOR dell’epoca.

Tastiere new wave marchiano “Lead a Double Life” rendendo la scaletta e l’ascolto imprevedibile, senza allontanarsi dal proprio imprinting.

Ancora spazio per il singolo “Dangerous”, un mix riuscito tra Survivor e Bryan Adams, dominato da una linea di synth sontuosa e motivante (la prova vocale di Reno è immensa). Verso la fine del disco spicca ‘Destination Heartbreak’, una canzone che forse non viene citata spesso quando si parla dei Loverboy, ma che racchiude molte delle qualità dell’album: melodia notturna, arrangiamento curato, un equilibrio riuscito tra romanticismo e anthem da stadio. È uno di quei brani che crescono ascolto dopo ascolto e non stancano mai, anzi.

Nel complesso, Lovin’ Every Minute of It viene considerato il momento più rappresentativo del loro stile maturo e rimane alle orecchie del sottoscritto un manifesto perfetto per raccontare in musica cosa fossero quegli anni. Se è vero che all’epoca alcuni critici gli hanno rimproverato una certa adesione alle convenzioni del rock radiofonico del 1985, questa sua natura estremamente “anni Ottanta” costituisce oggi gran parte del suo fascino e dei suoi punti di forza.

Se amate l’AOR classico, i ritornelli giganteschi e quel tipo di rock melodico che sembra nato per essere ascoltato con il volume al massimo in automobile, questo album resta una delle uscite più solide della carriera dei Loverboy. Non contiene solo il grande singolo che gli dà il titolo: dietro c’è un lavoro stratificato e compatto, emotivamente travolgente, e ancora molto piacevole da riscoprire.

© 2026, Yuri Picasso. All rights reserved.

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