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04 Luglio 2026 0 Commenti Yuri Picasso
genere: AOR
anno: 1986
etichetta: Columbia
ristampe:
Tracklist:
Girl Can't Help It
Positive Touch
Suzanne
Be Good to Yourself
Once You Love Somebody
Happy To Give
Raised on Radio
I'll Be Alright Without You
It Could Have Been You
The Eyes of a Woman
Why Can't This Night Go on Forever
Formazione:
Steve Perry: Vocals;
Neal Schon: Guitars;
Jonathan Cain: Keyboards;
Randy Jackson + Bob Glaub: Bass;
Larry Londin + Steve Smith: Drums
Sera d’inizio estate, sono le 20:00 e c’è ancora una buona e suggestiva luce dal terrazzino di casa. Passo vicino a una parte della collezione di dischi, scelgo un qualcosa di adatto ai colori e alle emozioni che questi momenti mi suggeriscono, e una volta seduto sulla poltrona, inizio a scrivere…
1986: i Journey arrivano a ‘Raised on Radio’ portandosi sulle spalle un passato quasi ingombrante. Dopo aver conquistato il mondo con album monumentali come ‘Escape’ e ‘Frontiers’, l’universo musicale e la band stessa si trovano in una fase di cambiamento, quest’ultima sospesa tra la voglia di evolversi e il peso delle aspettative. È un momento delicato, ma affascinante: invece di ripetere una formula vincente, i Journey scelgono di inseguire un suono più levigato, più adulto, più vicino all’anima melodica di Steve Perry visti gli ottimi riscontri ottenuti dal lavoro solista ‘Street Talk’ di due anni prima.
L’apertura con “Girl Can’t Help It” è irresistibile: melodia immediata, ritornello luminoso e quella capacità tutta Journey di trasformare una canzone pop rock in qualcosa che resta in testa per giorni. “Positive Touch” prosegue con energia e classe, mostrando una band che sa ancora scrivere hook memorabili senza perdere eleganza.
Poi arriva “Suzanne”, uno dei gioielli nascosti dell’intera discografia del gruppo. Ha un fascino cinematografico, con Perry che canta come se ogni parola fosse vissuta sulla propria pelle. Non stupisce che ancora oggi sia tra i brani più amati dai fan più affezionati.
“Be Good to Yourself” rappresenta il lato più solare e trascinante del disco: ottimismo, ritmo e una carica positiva che sembra fatta apposta per le radio dell’epoca. “Once You Love Somebody” introduce sfumature soul e R&B che rendono l’album sorprendentemente vario, mentre “Happy to Give” mette in mostra tutta la sensibilità melodica della band.
La title track “Raised on Radio” è una dichiarazione d’amore verso la musica stessa, un brano che celebra quel legame quasi romantico tra ascoltatore e onde radio. “I’ll Be Alright Without You” è invece una delle ballate più raffinate mai interpretate da Perry: malinconica, elegante e incredibilmente sincera. Il finale con la doppietta “The Eyes of a Woman” e “Why Can’t This Night Go On Forever” lascia una scia emotiva intensa, chiudendo il viaggio con dolcezza e nostalgia.
Col senno di poi, ‘Raised on Radio’ appare quasi come l’ultimo grande capitolo dell’età classica dei Journey. Dopo il tour del 1986, le tensioni interne e l’uscita di Steve Perry portarono a una lunga pausa, rendendo questo disco una sorta di fotografia dell’istante prima del cambiamento definitivo.
Eppure il suo lascito è rimasto intatto. Oggi lo si può ascoltare come un album di transizione, un passaggio quasi obbligato, certo, ma anche come un’opera coraggiosa che ha saputo fondere arena rock, pop sofisticato e soul in modo personale. Non possiede l’impatto storico di ‘Escape’, ma custodisce alcune delle interpretazioni vocali più intense di Perry e mostra una band capace di reinventarsi senza rinunciare alla propria identità. A quarant’anni di distanza, continua a essere rivalutato da molti appassionati come un capitolo sottostimato ma preziosissimo della storia dei Journey e dell’AOR americano.
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