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09 Luglio 2026 2 Commenti Yuri Picasso
genere: Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Frontiers
Tracklist:
Cry No More
All I Want
Open My Eyes
Tears Keep On Falling
Take Me To The Place
S.O.S.
Nothing Left For Me
Far Away
Valley Of Lost Souls
Written In The Stars
Heart Of Stone
Formazione:
Nathan James: Vocals;
Michael Sweet: Guitars;
Joel Hoekstra: Guitars;
Marco Mendoza: Bass;
Tommy Aldridge: Drums
Leggete la line up e avrete una review concisa, sintomatica ma straordinariamente indicativa di cosa state per ascoltare.
È da lì che nasce l’attenzione per le superband e la curiosità di sapere se le nostre aspettative troveranno una risposta affine.
In questo secondo capitolo degli Iconic, che segue di 4 anni il debutto, gli ingredienti rimangono gli stessi ma meglio focalizzati; perizia tecnica assoluta rifinita da una produzione moderna, esplosiva.
Prendete gli ultimi Stryper, il sound della sezione ritmica degli Whitesnake post 2008 e la straordinaria ugola di Nathan James (Inglorious, le lead vocals sono tutte a suo onore) con annessa una vena blues dosata sapientemente lungo la scaletta. E sono proprio le canzoni che trasudano questa natura sanguigna ed incorrotta a farmi apprezzare ‘II’.
La doppietta “Cry No More” e la seguente “All I Want” fungono da bignami del concetto sopra espresso, rappresentando anthem assimilabili dal primo ascolto, completati dalle chitarre della coppia Hoekstra Sweet e arricchiti dalla versatilità e drammaticità espressa da James. Sulla stessa scia, ma abbassata a mid tempo, “Tears Keep On Falling”: ripercorre ciò che Coverdale costruì in ‘Good To Be Bad’ e ‘Forevermore’, con efficacia.
“S.O.S.” spinge, trascina, vibra nel petto come un motore acceso a pieno regime, costruita su riff che esaltano senza trascendere. La padronanza della materia esce nell’hard blues notturno di “Far Away”: drammatico e viscerale, dove la malinconia si appoggia a un groove robusto e inesorabile. Come una notte lunga che non concede né tregua né fragilità.
Melodie ad ampio respiro su “Valley Of Lost Souls”, sospesa tra polvere e cielo aperto.
Al fianco di quanto riportato sopra troverete pezzi dal taglio spiccatamente Heavy, più freddi ma non per questo ‘brutti’, quali “Open My Eyes” (eccessivamente moderna al mio padiglione) o la prevedibile “Written In The Stars”.
Capitolo a parte per la chiusura di “Heart Of Stone”; con l’aggiunta di tastiere si cerca e raggiunge l’armonia vintage e permette all’anima ottantiana dei componenti di scintillare. A rendere il tutto più omogeneo sottolineo la giustificata mancanza di un lento. Troverete melodie accessibili e variazioni di tempo continue nei solchi di questa riuscita scaletta.
Un passo avanti e compatto rispetto al debutto sulla qualità del songwriting e, come scritto da Frontiers, evitando sorprese radicali, consolida l’identità del progetto: un hard rock classico pensato per chi ama sonorità retrò ma suonate con precisione moderna.
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