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12 Giugno 2026 Comment Denis Abello
genere: Melodic Rock
anno: 2026
etichetta: Art of Melody Music (Burning Minds Music Group)
Tracklist:
Too Late
Can't Get Enough
If I Fall
Good Enough
We Live And Die For Rock 'N Roll'
No One Like You
Time We Won't Forget
Carry On
Save Me
One Heart, One Fire
Formazione:
Silvia Idoate – Voce
Jorge Olloqui – Chitarre
Carles Salse – Chitarre
David Zarzosa – Basso
Javi Herrero – Batteria
Con Phoenix, gli Xtasy sembrano aver trovato finalmente la quadratura del cerchio e aver trovato una loro identità nel panorama melodic rock attuale. Chiarito subito questo punto, il quarto album della formazione spagnola non rivoluziona il melodic hard rock, ma rappresenta probabilmente il punto più alto della loro carriera, grazie a una combinazione vincente di songwriting, produzione e maturità artistica.
Chi segue la band sin dagli esordi sa bene quanto il gruppo guidato da Silvia Idoate abbia sempre mostrato potenzialità importanti. Negli anni, però, mancava ancora quel disco capace di mettere insieme tutte le qualità emerse nei lavori precedenti. Phoenix riesce nell’impresa, presentando dieci brani compatti, immediati e costruiti attorno a melodie che entrano in testa fin dal primo ascolto. Il contributo di Erik Mårtensson si percepisce chiaramente, ma non si tratta di un semplice clone degli Eclipse. Gli Xtasy mantengono la propria anima, trovando un equilibrio credibile tra hard rock americano, melodic metal europeo e quella scuola scandinava che negli ultimi vent’anni ha ridefinito gli standard del genere.
L’apertura con “Too Late” è una dichiarazione d’intenti. Le tastiere introducono il brano con un’atmosfera quasi cinematografica prima che le chitarre prendano il sopravvento. È il classico opener che accende immediatamente il motore dell’album e prepara il terreno alla successiva “Can’t Get Enough”, probabilmente uno dei singoli più efficaci del disco. Qui gli Xtasy mettono sul tavolo tutte le loro carte migliori: melodia, energia e un ritornello che si stampa in testa dopo pochi secondi. La qualità resta elevata con “If I Fall”, una delle tracce più convincenti dell’intero lavoro. Silvia Idoate offre una prestazione vocale impeccabile, supportata da un arrangiamento dinamico e da un ritornello di quelli che fanno davvero la differenza. Subito dopo arriva “Good Enough”, che rallenta leggermente il ritmo e mostra il lato più riflessivo della band. È uno di quei pezzi che magari non colpiscono immediatamente, ma che acquistano spessore con gli ascolti.
Il cuore dell’album è rappresentato da “We Live And Die For Rock ‘N Roll”, autentico manifesto programmatico della band. Cori trascinanti, atmosfera festosa e una struttura costruita per funzionare alla perfezione dal vivo. È difficile immaginare un pubblico che non venga coinvolto da un brano del genere. La seconda metà del disco continua a mantenere alta l’attenzione. “No One Like You” punta tutto sull’immediatezza e sulla forza del ritornello, mentre “Time We Won’t Forget” prova a spostarsi verso territori leggermente più sofisticati, mostrando una scrittura meno scontata e qualche sfumatura che richiama il melodic metal europeo più elegante. Con “Carry On” si torna a spingere sull’acceleratore. È una canzone che sprigiona positività e che possiede un’energia contagiosa. Al contrario, “Save Me” rappresenta il momento più emozionale dell’intera tracklist. Le atmosfere si fanno più malinconiche e introspettive, permettendo a Silvia di mostrare tutta la propria sensibilità interpretativa. È il brano che più mi è rimasto nel cuore dopo il primo ascolto. La chiusura è affidata a “One Heart, One Fire”, perfetto riassunto di tutto ciò che gli Xtasy vogliono essere oggi: melodici, energici, positivi e capaci di scrivere ritornelli che funzionano. Un finale che lascia il sorriso e la voglia di ricominciare il disco dall’inizio.
Se proprio si vuole trovare un limite, Phoenix non offre particolari sorprese e non cerca di reinventare il melodic rock. Tuttavia, quando un album è scritto, suonato e prodotto con buona qualità, la mancanza di innovazione passa decisamente in secondo piano. Gli Xtasy hanno capito perfettamente quali sono i propri punti di forza e li sfruttano al meglio.
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