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27 Giugno 2026 1 Commento Luca Gatti
genere: AOR
anno: 2026
etichetta: Good Time Music
Tracklist:
Tracklist:
01. Dancing In The Rain
02. Turn Back Time
03. Maybe Tomorrow
04. Faith
05. Into The Light
06. Jennie In Love
07. High
08. Girl Goodbye
09. Don't Offend Me
10. Josephine
Formazione:
Ronnie Hagstedt – voce (tracce 1, 4, 5, 6, 8, 10)
Peder Lundgren – voce (tracce 2, 3, 7, 9)
Henrik Svedberg – voce (traccia 7), tastiere
Christer Green – chitarre, basso, tastiere
Morgan Lansford – basso
Mr. Easy – batteria
Ospiti:
Henrik Svedberg, Christer Green, Ronnie Hagstedt, Kicki Malm, Peder Lundgren, Terese Arturen, Anna Birgenius, Josefine Green, Stephan Dahlin, Morgan Lansford, Robin Green – cori
Ciao amici di MR, quale miglior distrazione sotto la calura nel recensirvi un bell’album d’esordio di una band svedese (bella fresca quindi) anzi surgelata, contando il lungo trascorso dei due fondatori Christer Green e Henrik Svedberg già in attività dai primi anni ’90: “Turn Back Time”, nome pretenzioso e dai chiari rimandi a quella decade di musica a noi congeniale come l’ossigeno.
Una bella copertina fatta con l’IA raffigurante con gioiosa astrazione una manciata di orologi: giusto non perdere tempo con queste ciance commerciali e concentrarsi sul mandare indietro il suono di queste benedette lancette. La loro millantata macchina del tempo pare essere il progetto d’esordio “Maybe Tomorrow” (scusate il cinismo del gioco di parole, ma “turn back time maybe tomorrow” lascia già presagire una certa perdita d’entusiasmo…).
A conclusione, apprezzabile il non troppo velato intento di dare smalto e taglio nostalgico a questo progetto di chiara ispirazione ’80; mio onesto parere è che il piglio pop scelto per brecciare i cuori di un pubblico il più trasversale possibile rischi di portare ad arrangiamenti che, più che giustificabili per un’industria musicale dell’epoca che aveva il compito oneroso di vendere, oggi in libero mercato risultano stereotipi un po’ stucchevoli per i devoti al genere.
Se ci si pensa, “pop” non è forse il compromesso musicale preteso dal music business di ogni determinata epoca? Ad una certa il gusto personale diventa questione di preconcetto e soggettività: rispetto quindi per un progetto dai lineamenti retrò e per chi in esso non ha lesinato energie ed entusiasmo.
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