Registrati gratuitamente a Melodicrock.it! Potrai commentare le news e le recensioni, metterti in contatto con gli altri utenti del sito e sfruttare tutte le potenzialità della tua area personale.
effettua il Login con il tuo utente e password oppure registrati al sito di Melodic Rock Italia!
30 Giugno 2026 2 Commenti Denis Abello
genere: Hard Rock / Alternative Rock
anno: 2026
etichetta: Indipendente
Tracklist:
1. Here And Now
2. Everything
3. Shame
4. The Loser
5. Push It
6. Ginger Doll
7. Somehow Someday
8. The Echo
9. Let Yourself Go
Formazione:
Marco BUCCI: voce solista e cori
Daniele TRISSATI: chitarre, basso nella traccia 9
Simone N’DIAYE: basso
Manuel MOSCARITOLO: batteria e percussioni
Mattia FAGIOLO: cori aggiuntivi nelle tracce 2, 6, 9
So cos’è la prima cosa che vi chiederete ascoltando questo Jackpot a firma Trideli… perché è la stessa cosa che mi sono chiesto anch’io… ma questi… da dove ca@@o arrivano??? Ecco… io alla fine una risposta l’ho trovata! Seguitemi gente che ora vi spiego, perché dietro la sorpresa iniziale c’è un disco che merita di essere ascoltato con attenzione.
I Trideli sono una band tutta Italiana e arrivano direttamente dalla nostra Amata Capitale, Roma! Daniele Trissati (chitarra), Marco Bucci (voce), Manuel Moscaritolo (batteria) e Simone N’Diaye (basso) sono i nomi che si celano dietro questo moniker… ma… ne manca uno! Già, infatti per chi segue MelodicRock.it non risulterà nuovo il nome, e soprattutto la qualità, di chi ha lavorato dietro le quinte come produttore e songwriter, ovvero Mr. Mike Della Bella!
A chiudere le note introduttive un sound potente ma pulito, valorizzato ulteriormente dal mix di Ronny Lahti in Svezia e dal mastering di Svante Forsbäck in Finlandia. Il risultato è un disco che suona internazionale senza perdere personalità.
Ad aprire il disco ci pensa “Here And Now”, e bastano pochi secondi per capire dove vogliono andare a parare i TRIDELI. Il basso di Simone N’Diaye costruisce un groove coinvolgente che diventa la vera spina dorsale del pezzo, mentre il ritornello, sorretto da un riff efficace, entra subito in testa. È un biglietto da visita convincente che mette immediatamente in mostra uno dei punti di forza dell’album: una sezione ritmica di assoluto livello.
Con “Everything” il tiro si fa ancora più deciso. L’attitudine hard rock si fonde con un gusto melodico moderno, mentre Marco Bucci sfoggia un’interpretazione che richiama certe sonorità alternative rock anni Novanta. Ancora una volta basso e batteria lavorano in perfetta sintonia, creando un tappeto ritmico solido ma mai invadente.
L’album cambia leggermente pelle con “Shame”, probabilmente il brano più rabbioso della tracklist. Le influenze funky emergono con decisione, regalando al pezzo un groove trascinante che si sposa perfettamente con un testo carico di tensione. Anche qui la prova vocale convince pienamente, dimostrando come Bucci sappia passare con naturalezza da momenti più aggressivi a soluzioni decisamente più melodiche.
Uno degli episodi più particolari è sicuramente “The Loser”. Qui i TRIDELI giocano con elementi progressive senza perdere l’immediatezza tipica dell’hard rock. Ancora una volta è l’intesa tra basso e batteria a fare la differenza, costruendo un intreccio ricco di sfumature che rende il brano uno dei più interessanti dell’intero disco.
Con “Push It” si ritorna su territori più aperti e ariosi. Le atmosfere richiamano chiaramente certo alternative rock americano di quella stagione, e il risultato è uno dei pezzi più immediati dell’album, capace di trovare il giusto equilibrio tra energia e melodia.
Se dovessi indicare il vero protagonista di Jackpot, probabilmente sceglierei il basso. “Ginger Doll” ne è l’esempio perfetto. La linea di basso domina letteralmente il brano, sostenuta da una batteria precisa e potente, mentre sullo sfondo si percepiscono piacevoli venature blues che aggiungono ulteriore personalità alla composizione.
Quel gusto per le sonorità di fine secolo torna prepotentemente in “Somehow Someday”, altro episodio convincente che conferma quanto la band abbia saputo assimilare quel linguaggio musicale senza limitarsi a copiarlo. Il risultato è un brano che suona familiare ma mai derivativo.
Con “The Echo” il riferimento più immediato porta inevitabilmente agli Alter Bridge. Non tanto per una questione di imitazione, quanto per quell’equilibrio tra potenza, melodia e intensità emotiva che caratterizza il pezzo. Ancora una volta Marco Bucci offre una prova vocale di assoluto spessore, probabilmente una delle migliori dell’intero album.
La chiusura è affidata a “Let Yourself Go”, e difficilmente si sarebbe potuto immaginare un finale migliore. Una ballata acustica intensa, elegante e profondamente emozionante che dimostra come i TRIDELI sappiano convincere anche quando abbassano i volumi. È il classico brano che, dopo tanta energia, lascia l’ascoltatore con quella piacevole sensazione di aver completato un vero viaggio musicale.
Ciò che rende Jackpot un debutto particolarmente riuscito è la capacità della band di evitare qualsiasi effetto nostalgia. Le influenze sono evidenti, dall’hard rock classico all’alternative di fine anni Ottanta e inizio Novanta, passando per funk, blues e qualche sfumatura progressive, ma vengono sempre rielaborate attraverso una personalità già ben definita.
La produzione è moderna, potente e valorizza perfettamente ogni musicista, ma sono soprattutto il feeling ritmico e la prova vocale a rappresentare i veri punti di forza dell’album. Le chitarre di Daniele Trissati costruiscono riff efficaci senza cercare inutili virtuosismi, lasciando sempre respirare le canzoni. I TRIDELI non stanno cercando di reinventare il rock. Stanno semplicemente suonando la musica che amano con sincerità, competenza e personalità. E oggi, in un panorama spesso dominato da produzioni costruite a tavolino, è già un punto di forza enorme.
Jackpot è un debutto convincente, ricco di idee, ben suonato e prodotto con gusto. Un disco che lascia intravedere un potenziale importante e che fa guardare con curiosità ai prossimi passi della band.
© 2026, Denis Abello. All rights reserved.
Devi essere registrato e loggato sul sito per poter leggere o commentare gli Articoli