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10 Giugno 2026 1 Commento Alberto Rozza
genere: Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Street Symphonies Records & Burning Minds Music Group
Tracklist:
1. Frankfurt Lights
2. Italian Guy
3. True Confessions
4. Romeo (A Loyal Borderline)
5. Soul Staller
6. No More Chances
7. I Need To Know
8. What’s Going On
9. Decadent Man
Formazione:
Max Colliva – Vocals, guitar
Andrea Zanolli – Guitar
Rudy B. – Bass
Luke Cocchieri – Drums
Contatti:
Facebook: https://www.facebook.com/Romeo.theband/
In uscita Deja Vu Letters, album di debutto dei Romeo, compagine italiana formata nel 2024 che propone un buonissimo hard rock di ispirazione ’70 – ’80, interessanti e sicuramente accattivanti.
Un esordio che dimostra personalità e una certa maturità compositiva, non scontata per una band al primo lavoro, pubblicato via Street Symphonies Records e Burning Minds Music Group. Le influenze dichiarate parlano chiaro: Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour, un pantheon di tutto rispetto che la band rielabora con voce propria. Apriamo le danze con “Frankfurt Lights”, suadente, velatamente malinconica, coinvolgente e ben realizzata: buon inizio, che mette subito in chiaro le intenzioni del gruppo. Continuiamo l’ascolto con “Italian Guy”, aperta, ariosa, solare, che riesce a farsi piacere anche a un ascoltatore non purista del genere, grazie a una melodia immediata e a un’esecuzione disinvolta. “True Confessions” è un brano frizzante, dal ritornello catchy, dal buon impatto globale: il tipo di canzone che si ricorda dopo il primo ascolto. Arriviamo quindi a “Romeo (A Loyal Borderline)”, pezzone tosto ed estroso, che nella sua semplicità cattura l’ascoltatore e arriva in profondità, uno dei momenti più riusciti del disco. “Soul Staller” prosegue sull’onda delle tracce precedenti, mettendo bene in mostra le radici e le influenze della band, che attinge a piene mani dall’hard rock/sleaze fine anni ’70 e non solo, così come la cadenzata “No More Chances”, che suscita sensazioni contrastanti, sia a livello testuale che soprattutto musicale, dimostrandosi un brano validissimo e tra i più stratificati della raccolta. “I Need To Know”, cover dei Tom Petty and the Heartbreakers, aumenta i giri, risultando bella tosta e spericolata, con una energia che rimette in moto l’ascolto nel momento giusto; al contrario della successiva “What’s Going On”, che pecca un po’ di originalità e di verve, pur non compromettendo la tenuta complessiva del lavoro. Concludiamo l’ascolto con la struggente “Decadent Man”, arricchita da fiati che ne ampliano il respiro, che chiude un disco ben riuscito, interessante e a tratti nostalgico, che apre buone prospettive per il futuro e che sarà curioso sentire dal vivo!
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