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02 Giugno 2026 0 Commenti Iacopo Mezzano
genere: AOR / Soft Rock / Westcoast
anno: 1996
etichetta: Windy City Records
ristampe:
Tracklist:
1 . We'll Be Alright
2 . Love Takes A Holiday
3 . Sufferin' You
4 . Walk Through Fire
5 . Water Falls
6 . Take Me Home
7 . Playing In The Fields
8 . More (Get A Life)
9 . No Condition
10 . Wings To Fly (The River)
Formazione:
Jack James - Voce e Chitarra
Ospiti:
Chitarra: Michael Landau, Rob Laufer, Mark Karan
Basso: Lee Sklar, Peter Minshall (traccia 8)
Batteria: Curt Biscara
Tastiere, synth, rrangiamenti: Tim Heintz
Cori: Biff Vincent, Mark Campbell, Rick Seratte, Heidi Rodewald, Eric Rathgeber
Complici molto probabilmente l’anno di uscita (il 1996) e la casa discografica non certo di prim’ordine (la Windy City Records), posso affermare con quasi assoluta certezza che la grande maggioranza degli ascoltatori di rock melodico non si siano mai imbattuti nell’ascolto dell’unico e incompreso disco della carriera del cantante Jack James, a titolo Moment of Truth.
A conferma di questa mia ultima tesi, l’elenco di tutte le difficoltà che ho dovuto superare anche solo per approcciarmi lontanamente all’idea di un articolo professionale su un album di questo tipo. Vi posso dire che in rete non si trova una singola informazione sulla carriera di questo musicista, e che solo un paio di siti citano (e senza particolari informazioni) questo prodotto nei loro database, tanto che persino YouTube non riesce ad andare oltre le due misere tracce caricate online per l’ascolto. Ah e Spotify, con il suo immenso catalogo, vi regala addirittura la possibilità di sentire.. una canzone del disco.
Ma allora – vi chiederete voi – perché diavolo conosci questo album?! Semplicemente perché diversi anni fa stavo spulciando annoiato i dischi di un mercatino dell’usato quando mi sono imbattuto in una copertina che in qualche ha attirato la mia attenzione. C’era un uomo, di spalle, e dei passi nella notte blu. Luci di lampioni appena abbozzate, e la silhouette di un cappotto in pelle. Capelli visivamente lunghi.
Un sesto senso, o una somma di fattori.
Ho preso in mano il booklet, e boom! Michael Landau alle chitarre. Senza indugi sono corso emozionato alla cassa, ho pagato, e ho percorso tutto il tragitto dal negozio al mio stereo immaginando come avrebbe potuto suonare la musica di Jack James. Per poi finalmente varcare la soglia di casa, infilare tremante il Cd nel lettore e.. 50/50, o la va, o la spacca.
Ed è andata. Già le prime sognanti note della traccia di apertura sono ben rappresentative di questo platter. Prima di tutto per lo stile, un rock leggero, melodico e spiccatamente notturno, forte di ottimi arrangiamenti a cura di una maestro indiscusso come Tim Heintz. Poi per gli ottimi suoni di produzione, nati dal palmo dell’abile Biff Vincent, oltre che per le corde magiche di professionisti eccelsi come il già citato Landau, oltre che Rob Laufer e Mark Karan, con un monumento come Lee Sklar al basso (Crosby, Stills, Nash and Young, Toto, The Phil Collins Big Band, e tanti altri). Infine, per la voce di Jack James, roca ma delicata, molto intonata, di discreta estensione, ma soprattutto abilissima nel trasmettere le emozioni di testi d’autore, tanto ispirati da risultare poetici.
We’ll Be Alright suona quindi come una canzone lite AOR di grande impatto, nello stile di una power ballad a cinque stelle che ben combina differenti momenti di soffuse emozioni e di attimi di maggiore energia e coralità. Il suo testo ci parla di come la speranza sia una virtù da coltivare, da tenersi stretta al petto e da non perdere mai, anche di fronte alle peggiori prove che la vita ci può mettere davanti. Love Takes A Holiday bissa tanto la qualità, quanto lo stile compositivo dell’opener, con un avvio piano-voce di grande impatto che ci getta immediatamente nel mood nostalgico di questo brano. Jack James regala anche qui un’ottima interpretazione vocale, in una canzone dal tratto cinematografico, quasi una colonna sonora, ricca di tante immagini ben disegnate dalle liriche poetiche di questa traccia.
Sufferin’ You alza invece il ritmo, ponendo in immediato rilievo le chitarre e il basso di Sklar, e accendendo gli ampi cori a cura di Biff Vincent, Mark Campbell, Rick Seratte, Heidi Rodewald ed Eric Rathgeber. Nasce così una traccia tirata, ritmata ed energica, decisamente americana nel sound, che dimostra tutte le qualità vocali e compositive di James anche in canzoni più potenti e marcatamente rock.
Walk Through Fire, uno dei massimi highlights di questo lotto, riporta la registrazione nei canzoni delle power ballads, con un testo super romantico che tenta di aggiustare le cose e di riaccendere il fuoco nella dolorosa separazione di due amanti (I’ll walk through fire, I’ll bring you roses in the rain..). E’ un’opera meravigliosa, per il livello del suo songwriting e per la sua interpretazione, che ci lascia letteralmente incollati alle casse dello stereo lungo tutti i suoi oltre quattro minuti di intensissima durata. Da pelle d’oca.
Il rock polveroso, maschio, americano di Water Falls ci racconta invece di Annie, una ragazza incantevole, una sorta di sirena per i navigatori. Questa donna ha rapito la mente e il corpo del cantante, diventando la sua malattia e la sua medicina, il suo miraggio nel deserto, la sua cascata in cui tuffarsi per placare la sete. E’ un brano avanzante, caldo che scotta, cantato con la giusta enfasi dal frontman e ben suonato dalla band, tra polvere e sudore.
Take Me Home è forse la canzone più spensierata e rock melodica del disco, con le sue melodie ariose che, specie nel ritornello, giocano bene tra tastiere e cori, tra chitarre leggere e un bel ritmo di batteria. Playing In The Fields è delicata, soft e intensa, ben interpretata da tutti i musicisti. Ci racconta di un uomo che trova l’unico sollievo dalle insoddisfazioni della sua vita adulta separandosi sporadicamente dal mondo e riportando la sua mente alla spensieratezza degli anni giovanili, dove poteva giocare per ore nei campi assieme ai suoi amici.
Riecco il rock più sanguigno e puro con More (Get A Life), una traccia dal ritmo frizzante, con una bella chitarra e un ottimo basso carico di groove, che lascia spazio a una No Condition che è puro AOR anni ’80, notturno e pieno di echi, dove tastiere e chitarre si incontrano e intrecciano con maestria in un ritornello tutto da cantare, sicuramente il più catchy e easy-listening del lotto.
Cala il sipario, l’ultima ballad Wings To Fly (The River). E’ una canzone che avrebbe potuto nuovamente fare da colonna sonora a qualche film romantico degli anni’90, in primis per come è ben scritta e suonata, e poi per come sa trasmettere le sue emozioni con le sue intense melodie e parti vocali. E’ triste, tristissima, piena di nostalgie di un amore finito troppo presto. La ragazza a cui è dedicata, l’amore di una vita, è morta improvvisamente, e il tema centrale del testo è la scioccante immagine del suo compagno rimasto ad aspettarla vicino al fiume dove si erano dati appuntamento, esattamente come adesso è un fiume quello che gli scende dagli occhi mentre guarda ancora una volta le vecchie fotografie di lei. Lacerante, ma magnifica.
IN CONCLUSIONE
Lo ammetto. Sono qui a scrivere queste righe con la supponenza di pensare di poter finalmente regalare un po’ di notorietà a questo Moment of Truth. Una registrazione che mi ha sempre dato tanto, e che a mio modesto parere non merita di essere sepolta sotto così tanti strati di polvere, e in coltri così vaste di nebbia.
Ok l’anno infelice, ok la label di serie B, ma non mi so davvero spiegare perché un album così ben suonato, con così tanti interpreti anche famosi, e con un frontman così bravo a dare emozioni all’ascoltatore, non sia mai stato annoverato tra le gemme sepolte della nostra discografia.
Intimo e riflessivo, soffuso e notturno, rock e deciso quando si necessita, l’unico disco di Jack James è un viaggio musicale che merita di essere percorso almeno una volta nella vita. Voglio sentire il vostro parere, davvero, sono curioso di capire se a voi questo disco piace. E voglio sognare, lanciando un messaggio: ehi Jack James, se ci sei da qualche parte nel mondo, batti un colpo. C’è un fan che vorrebbe sapere qualcosa su di te!
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