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Recensione Gemma Sepolta

Gemma Sepolta

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Fortune – Fortune – Gemma Sepolta

27 Giugno 2026 0 Commenti Yuri Picasso

genere: AOR
anno:
etichetta: Camel/Mca
ristampe:

Tracklist:

01. Thrill of It All
02. Smoke From a Gun
03. Stacy
04. Bad Blood
05. Dearborn Station
06. Lonely Hunter
07. Deep in the Heart of the Night
08. Stormy Love
09. Out On The Streets
10. 98° in the Shade

Ospiti:

Larry Greene: Vocals, Guitar;
Richard Fortune: Guitars;
Roger Scott Craig: Keyboards;
Bob Birch: Bass, Sax;
Mick Fortune: Drums

 

Come spesso accade nel Melodic Rock, il tempo ha saputo rimettere le cose al loro posto, trasformando quello che fu un insuccesso commerciale in uno dei dischi più amati e rispettati dagli appassionati di AOR.

Dietro il nome Fortune si nasconde una storia fatta di talento e occasioni mancate: un nome che, alla luce delle vicissitudini che ne avrebbero segnato il percorso, si sarebbe rivelato quanto mai beffardo. Dopo una prima esperienza discografica alla fine degli anni Settanta, la band trovò la propria identità definitiva con l’arrivo del cantante Larry Greene e del tastierista Roger Scott Craig. Fu l’incontro tra queste personalità a cambiare tutto: da quel momento il gruppo iniziò a costruire un sound elegante e melodico, capace di fondere la raffinatezza delle tastiere con una scrittura che metteva il cuore al centro delle canzoni. Molto affini al sound di Giuffria, non distanti dai Journey, Steve Perry oriented.

Quando l’album vide la luce nel 1985, il panorama musicale era affollato da nomi ben più affermati. Eppure i Fortune avevano tutte le carte in regola per emergere. I problemi con la Camel Records, sublabel della MCA, impedirono però al disco di ricevere il supporto promozionale necessario: la label dichiarò bancarotta e si rifiutò di cedere i master dell’album, e quello che avrebbe potuto rappresentare il grande salto rimase invece un’occasione sfumata.

Ascoltare oggi Fortune significa immergersi in un manifesto autentico dell’AOR americano. Le tastiere di Roger Scott Craig non si limitano ad accompagnare i brani: li illuminano, li avvolgono, donando a ogni canzone un’atmosfera quasi cinematografica. L’opener “Thrill Of It All” è epica e immediata; “Dearborn Station”, la mia preferita, notturna e suggestiva. Le chitarre di Richard Fortune dialogano con naturalezza con gli arrangiamenti, senza mai cercare protagonismi inutili, contribuendo a costruire un equilibrio perfetto tra energia e melodia. È il caso di “Out On The Streets”, col suo incidere sincopato e grintoso. O ancora “Lonely Hunter”, elegante sintesi di ogni singola caratteristica di questa band.

E poi c’è Larry Greene. La sua interpretazione è l’anima stessa del disco. La voce trasmette passione, malinconia, speranza. Non serve sfoggiare virtuosismi quando si possiede una capacità così naturale di entrare in sintonia con l’ascoltatore. Greene canta ogni brano come se stesse raccontando una storia vissuta sulla propria pelle, ed è proprio questa autenticità a rendere l’album ancora oggi così coinvolgente. Citiamo in tal senso “Stacy”, vero omaggio allo Steve Perry solista, radiofonica, pop, delicata e avvolgente grazie a gustosi inserti di sax. E ancora il fascino teatrale di “Stormy Love”. Senza dimenticare l’energia melodica di “Smoke From a Gun” o “Bad Blood”, che con il suo incedere potente avrebbe accompagnato senza difficoltà la risalita di qualsiasi eroe cinematografico di quegli anni.

La vera magia di Fortune risiede nella sua capacità di emozionare senza artifici. Ogni canzone sembra costruita per lasciare un segno, grazie a ritornelli che si imprimono nella memoria e melodie che continuano a riaffiorare anche molto tempo dopo l’ascolto.

Forse è proprio questo il motivo per cui, negli anni, il suo fascino non ha mai smesso di crescere. Mentre tanti album celebrati all’epoca sono stati dimenticati, Fortune ha continuato a essere scoperto da nuove generazioni di appassionati, diventando un piccolo tesoro custodito gelosamente dagli amanti del genere.

La storia della band avrebbe conosciuto una seconda vita molti anni più tardi. Album come II e Level Ground hanno dimostrato che la vena melodica del gruppo era ancora viva, anche se il ricordo di Larry Greene, scomparso nel dicembre 2022, aggiunge inevitabilmente una sfumatura di nostalgia a tutto ciò che riguarda questa formazione.

Riascoltare oggi Fortune significa tornare in un’epoca in cui la melodia era tutto. Un disco che forse non ha cambiato la storia del rock, ma che ha lasciato il segno in chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo.

© 2026, Yuri Picasso. All rights reserved.

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