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Erik Grönwall – Bad Bones – Recensione

26 Giugno 2026 5 Commenti Giulio Burato

genere: Melodic Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Greenwall Entertainment

Tracklist:

Born To Break
Bad Bones
Praying For A Miracle
Who’s The Winner
Lost For Life
Twisted Lullaby
Save Me
Hell & Back
How High
Written In The Scars

Formazione:

Erik Grönwall – voce
Jona Tee – tastiere, pianoforte, cori
Philip Näslund – chitarre
Fredrik Thomander – basso, tastiere, cori
Pedro Moyà – batteria
Erik Mårtensson, Dave Dalone, Anders Wikström, Rene Shades – chitarre aggiuntive

 

Frontman degli H.E.A.T. per diversi anni e protagonista di quattro album in studio con la band svedese, oltre che di un disco con il progetto power metal New Horizon e di una parentesi negli iconici Skid Row, Erik Grönwall torna sulle scene con il nuovo lavoro solista Bad Bones, una dichiarazione chiara, matura, ironica e al tempo stesso cruda nei confronti del difficile periodo vissuto negli ultimi anni, segnato dalla leucemia.

Supportato nella scrittura dall’amico Jona Tee e da altri collaboratori, Bad Bones è stato pubblicato il 22 maggio tramite la sua etichetta indipendente, Greenwall Entertainment.

I dieci brani presenti in scaletta richiamano in parte il sound sviluppato durante il lungo percorso negli H.E.A.T. e, in misura minore, alcune sfumature emerse durante la recente esperienza con gli Skid Row, senza però sconfinare eccessivamente nei territori delle due band. Il risultato è un disco personale, sincero e capace di mettere in luce le molteplici sfaccettature artistiche del cantante svedese.

Si parte con la carica dei primi tre singoli estratti: la title track e Born To Break colpiscono per energia e incisività, mentre Praying For A Miracle mostra un lato più intimo e malinconico, sostenuto da un ritornello particolarmente riuscito.

Si passa poi alla pomposa ed elegante Who’s The Winner, una ballad dal forte impatto melodico che fa da ideale compagna alla struggente Written In The Scars, posta in chiusura di scaletta, dove troviamo un Erik Grönwall assoluto protagonista dietro al microfono.

Orecchiabile e fortemente legata alla tradizione melodica della band di Jona Tee, Lost For Life incarna perfettamente quelle sfumature tipiche del moderno AOR svedese.

Cadenzata ed efficace Twisted Lullaby, così come Save Me, brano caratterizzato da un lavoro di batteria che richiama alcune soluzioni degli Hell In The Club, unite all’attitudine più ruvida mostrata da Erik durante la sua esperienza con gli Skid Row.

Concludiamo con le ultime due canzoni della release, entrambe caratterizzate da un ruolo centrale delle chitarre: Hell & Back presenta strutture vicine all’hard & heavy, mentre How High alterna tocchi blueseggianti a passaggi sleaze rock che si fondono con melodie capaci di riportare alla mente i tempi di Tearing Down The Walls degli H.E.A.T.

Ti aspettavamo: bentornato Erik. Bad Bones è un lavoro intriso di voglia di esserci, di guardare avanti e di riaffermare con forza la propria identità artistica.

© 2026, Giulio Burato. All rights reserved.

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