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Recensione Gemma Sepolta

Gemma Sepolta

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Device – 22B3 – Gemma Sepolta

17 Giugno 2026 3 Commenti Iacopo Mezzano

genere: Hi-Tech AOR
anno: 1986
etichetta: Chrysalis
ristampe:

Tracklist:

1. Hanging on a Heart Attack
2. Who Says
3. Pieces on the Ground
4. Tough and Tender
5. When Love Is Good
6. Didn't I Read You Right
7. Fall Apart, Golden Heart
8. I've Got No Room for Your Love
9. Who's on the Line
10. Sand, Stone, Cobwebs and Dust

Formazione:

Paul Engenmann - lead vocals
Holly Knight - keyboards, bass, vocals
Gene Black - guitars

 

Più che una gemma sepolta, un piccolo capolavoro. Non a caso 22B3, l’unico album mai pubblicato dal gruppo statunitense Device, è molto spesso citato dagli appassionati del genere come uno dei più bei dischi di hi-tech AOR della storia, nonostante vanti soltanto modesti piazzamenti nelle classifiche mondiali (#73 nella Billboard 200, con un paio di singoli nella top 100 della Billboard Hot 100).

Risultati in gran parte insoddisfacenti considerato l’ottimo anno di distribuzione, il 1986, la label di spessore (la Chrysalis), ma soprattutto un songwriting magistrale a cura di Mike Chapman e di Holly Knight (qui anche tastierista, bassista e seconda voce). Il primo, autore per The Sweet, Suzi Quatro, Smokie, Mud, Racey e produttore per Blondie e The Knack, la seconda incredibile autrice e produttrice di colonne sonore di film, spettacoli televisivi, dischi pop, rock e jazz, nonché firma di hit come “Rag Doll”, “Hide Your Heart”, “Obsession”, “Love Is a Battlefield”, “The Best”, “Invincible”, “Better Be Good to Me”, “The Warrior”, “Wrap Your Arms Around Me” e “Change”, e dal 2013 nome inserito nella rinomata Songwriters Hall of Fame.

Presupposti dunque tali, specie questi ultimi, da poter garantire almeno piazzamenti da top 10, sia dei singoli che del disco. Ma si sa, la storia è imprevedibile, e se da un lato possiamo gioire pensando si essere qui nel 2026 ancora a parlare di 22B3 con i giusti toni di esaltazione, in fin dei conti ci sentiamo limitati nel catalogarlo nel ruolo di gemma sepolta e non di classico del genere AOR. C’est la vie.

Presentati nel ruolo di terzetto, composto dalla già citata Holly Knight assieme al talentuoso cantante Paul Engenmann e al chitarrista Gene Black, i Device aprono i battenti nel mondo della musica con l’opener, singolo e video musicale Hanging on a Heart Attack, una frizzante e pulsante canzone ricca di sintetizzatori, tastiere, basi, cori e contro-cori, che non a caso si rivelerà il brano di maggiore successo del platter, con l’approdo alla #35 nella classifica Billboard. E’ una canzone dannatamente orecchiabile, ballabile, perfettamente prodotta nei suoni, ma soprattutto uscita a un anno di distanza da un classico a lei in più modi paragonabile come You Spin Me Round (like a Record) dei Dead or Alive, e quindi adatta ai gusti degli ascoltatori di quegli anni.

Analogamente, l’altro singolo e video musicale (anche se di minor successo) Who Says ha ancora dalla sua degli arrangiamenti sopraffini (sentite ad esempio la linea di basso come si inserisce tra chitarre e tastiere!) e un sound cocente, che è qui esaltato dalla vocalità maschia di Paul Engenmann e dalla sensualità femminile di Holly Knight, che lo lanciano a nuovo highlight di questa produzione. Interessantissima anche la seguente Pieces on the Ground, una canzone più lenta ma non meno energica delle precedenti, che esplode in un refrain bellissimo, notturno, colorato al neon, che la rende una delle indimenticabili di questa tracklist.

Le tastiere della Knight aprono magistralmente Tough and Tender, quarto brano in setlist e motivo ancora caldo, sessuale, decisamente catchy, anche se vestito da toni e arrangiamenti più cupi dei precedenti. When Love Is Good è un piccolo capolavoro di pop rock anni’80, capace di ricordare nel gusto delle chitarre di Gene Black alcune grandi produzioni dei Mr.Mister, ed è un brivido emozionale al primo battito del ritornello, valorizzato dall’ennesimo perfetto incontro tra le due voci di Engenmann e Knight.

E’ la chitarra a farla da padrona in Didn’t I Read You Right, con il suo tocco echeggiante e in primissimo piano che spinge le melodie delle strofe e che arricchisce il vasto tappeto di tastiere e sintetizzatori. E’ un nuovo brano notturno, egregiamente cantato e interpretato dal gruppo, che fa da filo conduttore a una Fall Apart, Golden Heart che è cantata in modo quasi sussurrato dai suoi interpreti (tanto da suonare pacata e silenziosa nonostante tutti i suoi strumenti), e che contiene forse uno dei migliori refrain del lotto (merito anche dell’ingresso inatteso della bella voce della Knight, qui in primo piano).

Da brividi, I’ve Got No Room for Your Love è una power ballad super arrangiata, fuori dai soliti canoni (specie per come acquista velocità e ritmo nel ritornello), ma per questo non meno efficace nel trasmettere il suo sentimento. Segue il pop rock puro di Who’s on the Line, traccia ancora una volta sussurrata e silenziosa, cantata nella notte, nascosti, nel filo di un telefono auricolare, in una linea calda e sensuale di due amanti. E a chiudere il platter, Sand, Stone, Cobwebs and Dust regala l’ultimo sussulto ritmico al disco, con chitarre e tastiere nuovamente in primo piano, e una bella energia sprigionata dal fresco ritornello.

IN CONCLUSIONE

Unico e inimitabile, 22B3 degli americani Device è un album che ha ancora la capacità di battere forte nel petto degli ascoltatori a quarant’anni dalla sua prima pubblicazione.

Come dicevamo in apertura, è una registrazione che avrebbe meritato di più nei suoi anni d’oro, e che oggi vale una bella rispolverata da parte di tutti gli appassionati del genere, perché presenta senza mezzi termini alcune delle più belle canzoni mai composte di genere hi-tech AOR.

Arrangiamenti, produzione, songwriting, esecuzione sono tutti a cinque stelle. Una bomba di disco. Notturno, elettronico, pulsante e sexy come pochi, 22B3 è tutto da riascoltare!

© 2026, Iacopo Mezzano. All rights reserved.

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