Registrati gratuitamente a Melodicrock.it! Potrai commentare le news e le recensioni, metterti in contatto con gli altri utenti del sito e sfruttare tutte le potenzialità della tua area personale.
effettua il Login con il tuo utente e password oppure registrati al sito di Melodic Rock Italia!
09 Maggio 2026 1 Commento Samuele Mannini
genere: AOR/Hard Rock
anno: 1989
etichetta: Vertigo
ristampe:
Tracklist:
Ready for the Taking
Party All Over
Keep Your Hands to Yourself
Stay Away
Conspiracy
Mr. Heartache
Gimme One More Night
Get You On the Run
Home is Where Your Heart Is
Fatal Smile
Formazione:
Robert Ernlund - voce
Anders Wikstrom - chitarra, cori
Joe Larson - basso, cori
Jamie Borger - batteria, cori
Patrick Appelgren - tastiere
Oramai tra Gemme Sepolte e Classici sono arrivato a cento ed ho quindi sviscerato in larga parte quelli che secondo i miei gusti (ma spesso la storia lo ha confermato) sono i dischi che bene o male sono il minimo sindacale per fregiarsi del titolo di appassionato del genere. Con questo disco siamo un po’ in una terra di mezzo tra la gemma e il classico, perché i Treat sono ancora molto conosciuti tra gli appassionati: non si tratta di una oscura band che ha avuto un attimo di esplosione per poi scomparire nel nulla. Lo scorso anno The Wild Card è figurato in più di una classifica di gradimento, e Dreamhunter e Coup de Grace sono ancora nella memoria e nelle discografie di moltissimi appassionati. Quello che però distingue Organized Crime è la possibilità sfiorata di giungere al grande pubblico, di fare il passo che gli Europe avevano fatto prima di loro e raggiungere quella platea che trasforma un disco ottimo in un Classico a tutti gli effetti. Una possibilità sfiorata, appunto: troppo importante per essere solo una gemma, commercialmente non così rilevante per essere un classico.
Siamo nel 1989 e in Svezia la lezione degli Europe è stata assimilata e portata a un livello di precisione quasi ingegneristico. Se 1987 degli Whitesnake aveva tracciato il solco del successo planetario tra riff roventi e produzioni scintillanti, perché i Treat con Organized Crime, fondendo le due influenze, non potevano arrivare a tanto? Giunti al quarto album, la band si presenta con Robert Ernlund alla voce, Anders “Gary” Wikström alla chitarra, Patrick “Green” Appelgren alle tastiere, Joakim Larsson al basso e Jamie Borger alla batteria. L’ingresso di Appelgren non fu un ripiego, ma una scelta razionale: la band scelse di sostituire il chitarrista Liljegren con un tastierista dedicato, liberando finalmente Wikström dal doppio incarico di chitarra e tastiere che si portava dietro dai live. Il risultato si sente: Anders, qui vero Deus Ex Machina, disegna trame che devono moltissimo alla lezione di John Sykes, ma le immerge in una produzione “de luxe” ed ancora oggi, mentre lo ascolto sul mio fido giradischi, mi chiedo come sia stato possibile che non abbiano fatto breccia in chi ascoltava Def Leppard, Europe e Snake.
Onestamente i Treat non erano né innovatori né grandi tradizionalisti, ma, e citerò Beppe Riva: “validi assertori di un suono confezionato in maniera impeccabile”. Ed è proprio la combinazione di mordente e melodia, potenza e nitidezza, sostenuta da gusto e tecnica fuori dal comune, a rendere Organized Crime ben più di un semplice esercizio di stile.
L’apertura con Ready For The Taking è un concentrato di energia AOR che farebbe alzare i pugni a chiunque. Party All Over pur strizzando l’occhio al glam rock più easy, si fa notare con un ritornello da tipico party hollywoodiano che si rispetti. Ma il vero match winner è Keep Your Hands To Yourself: un’esplosiva mistura di riff, frammenti blues e quella decisa impronta corale in cui Ernlund e compagni sono maestri. Stay Away rallenta tutto su un tappeto di pianoforte romantico, e i Treat dimostrano di saper fare la power ballad senza scivolare nel melenso, cosa abbastanza fuori dal comune nel 1989. Ed eccoci a Conspiracy, probabilmente il capolavoro del disco: riffone Dokkeniano, linee di tastiera scure e sinuose, ritornello alla Europe e il gioco è fatto, un brano che avrebbe potuto avere una vita radiofonica ben diversa con più supporto dalla label.
Il lato B si apre con Mr. Heartache dall’incedere bluesy alla serpente bianco, prima che Gimme One More Night torni a fare quello che i Treat sanno fare meglio: quel brano spudorato che non puoi fare a meno di cantare a squarciagola, con un dialogo tra chitarra e tastiere nel solo che è la dimostrazione più limpida di quanto Wikström e Appelgren si capissero al volo. Get You On The Run, che molti ricorderanno dal primo album Scratch and Bite del 1985, è qui ripresentata in smoking e papillon, quante volte ho detto che l’arrangiamento è l’80% di una canzone? Home Is Where Your Heart Is porta uno dei ritornelli più cantabili del disco, il tipo di chorus che rimane in testa subito e ti perseguita per giorni. Fatal Smile chiude in bellezza con un brano che potrebbe essere tranquillamente un outtake di The Final Countdown, e per quanto mi riguarda è un pregio non da poco.
Eppure, c’è un retropensiero che mi assale. Oggi i Treat sono una band di successo, seppur nel ristretto ambito del nostro settore, e sono comunque un anello importante dello scandi-rock moderno, ma a mio personalissimo parere si sono un po’ troppo omologati al sound delle nuove leve, gli H.E.A.T o Eclipse tanto per capirsi. Il loro sound è diventato forse troppo moderno ed iper-sintetico, magari privo di difetti sacrificando quel “respiro” analogico e quella dinamica che senti solo in dischi come questo. In Organized Crime c’è ancora l’aria tra gli strumenti, c’è una batteria fatta di pelli e non elettronica, con la voce di Robert Ernlund che fluttua su un tappeto di suoni mai impastati, ma questa è tutta un’altra storia e soprattutto il mio gusto.
Sono dunque qui a dirvi che certi dischi vanno posseduti ad ogni costo. Non solo per nostalgia, ma perché questi lavori meritano di essere scoperti e riscoperti: sia da chi, amante e conoscitore del genere, lo considera già un classico mancato, sia da chi non ha seguito il genere in profondità e potrebbe trovarsi tra le mani una gemma forgiatasi nell’età dell’oro dell’hard rock melodico scandinavo.
© 2026, Samuele Mannini. All rights reserved.
Devi essere registrato e loggato sul sito per poter leggere o commentare gli Articoli