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29 Maggio 2026 Comment Alberto Rozza
genere: Melodic Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Lions Pride Music
Tracklist:
1. A Place I Called Home
2. Midnight Riot
3. City of Unbroken Dreams
4. Feverish Desires
5. Timeless Reverie
6. My Inner Peace
7. Night & The Glow
8. Ride The Thunder
9. Ain’t That My Paradise
10. We Carry the Legacy
11. Savage Seduction
12. My Star Ain’t Gonna Shine
Formazione:
Marcos Nieva Green – Vocals
Hernán Cattaneo – Guitars
Emmanuel Cavallo – Drums
Contatti:
Facebook: https://www.facebook.com/people/Legacy-AOR/61578857519613/
In uscita per la fine di maggio 2026 la nuova fatica dei L.E.G.A.C.Y. intitolata Midnight Riot, un mix fortunato di sonorità suadenti e hard rock di razza, capace di richiamare fin dal primo ascolto un immaginario potente e ben definito.
Dopo il veloce intro A Place I Called Home, entriamo nel vivo del disco con la title track Midnight Riot, pezzo tosto, corale, ben strutturato, dal sapore vintage e dall’energia contagiosa. Passiamo alla successiva City Of Unbroken Dreams, dalle atmosfere soavi e trasportanti, un piacevole pezzo “da viaggio” che scorre con naturalezza. Feverish Desires cala un po’ per originalità, ma mantiene una buona compattezza sonora e presenta fraseggi strumentali eleganti e godibili, costruiti con cura. Andiamo oltre, aprendo gli orizzonti con la spaziale Timeless Reverie, effettata al punto giusto e dalla trama musicale/vocale molto anni ’80. Giunge il momento di My Inner Dreams, molto sintetica e non particolarmente d’effetto, al contrario della successiva Night & The Glow, che, anche se molto stereotipata, riesce a rapire l’ascoltatore con buonissime coralità e un riff sicuramente compatto e incisivo. Ride The Thunder è un brano leggero, che passa gioiosamente senza intoppi, perfetto per il punto in cui ci troviamo nell’ascolto del disco. Con Ain’t That My Paradise entriamo nel lato oscuro dei L.E.G.A.C.Y.: tenebrosa e misteriosa, il giusto mix di profondità sonora e di atmosfere crudeli, costruite con una certa raffinatezza. We Carry The Legacy si apre con un bel riffone tagliente che piace sempre, a scatenare nuovamente la potenza della band, per l’ultimo godibilissimo atto hard rock (da ascoltare e riascoltare), così come la più introversa ma altrettanto poderosa Savage Seduction. Chiudiamo l’ascolto con My Star Ain’t Gonna Shine, ottima conclusione per un lavoro egregio, che sa bilanciare gusto vintage a sonorità anche contemporanee, un lavoro piacevolissimo all’ascolto e che incuriosisce molto per la possibile resa live, lasciando una sensazione di compiutezza davvero apprezzabile.
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