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Recensione

73/100

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Daniel Gazzoli Project – Stranger in My Own Town – Recensione

16 Maggio 2026 1 Commento Denis Abello

genere: Melodic Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Underground Symphony

Tracklist:

1. Prelude
2. The Place Of My Heart
3. Stranger In My Own Town
4. Blackheart
5. Higher Than Stars
6. April
7. On The Run
8. Dawn For A Dreamer
9. I Will Carry On
10. Loud’n’Proud

Formazione:

Daniel Gazzoli - Chitarre, Basso, Batteria, Seconde Voci
Giacomo Rossi - Voce
Massimiliano Sabbadini - Tastiera, Hammond

Contatti:

Facebook https://www.facebook.com/DanielGazzoliProject
Instagram https://www.instagram.com/daniel_gazzoli_project
Underground Symphony https://www.undergroundsymphony.it/

 

Daniel Gazzoli è un musicista italiano che negli anni ha costruito il proprio percorso con determinazione e identità ben definita, muovendosi nell’ambito del melodic rock e dell’hard rock di matrice classica. Polistrumentista e mente del progetto, Gazzoli rappresenta quella figura sempre più rara capace di gestire in autonomia composizione, arrangiamenti e produzione, con la particolarità di non suonare come una “one-man-band” ma di riuscire a restituire l’effetto di una band vera e propria.

Da queste premesse nasce Daniel Gazzoli Project, un contenitore musicale dove confluiscono influenze che spaziano dall’AOR anni ’80 all’hard rock più diretto, con un’attenzione particolare alle melodie e ai ritornelli. Il primo lavoro, Night Hunter (qui la recensione), pur con una produzione non al top, non scendeva a compromessi e portava in scena pezzi di AOR / hard rock melodico classico veramente degni di nota.

Questa nuova fatica sposta l’asticella forse più verso l’hard rock e un suono più diretto, a discapito della componente AOR, perdendo un po’ di armonia e varietà che invece trasparivano dal primo lavoro. Dopo un breve interludio si parte con The Place of My Heart, che richiama brani di Night Hunter. Da Strangers in My Town il sound si fa più grezzo e ruvido, spingendo sulla voce tagliente di Giacomo Rossi (Embrace of Souls), gran cantante di matrice metal che forse però si adatta meno al contesto rispetto a Leonardo F. Guillain che sostituisce. Da segnalare il lento Dawn for a Dreamer, che spezza l’incedere dell’album, e il taglio AOR di I Will Carry On.

Alla fine risulta un lavoro gradevole che vale la pena di ascoltare, ma che, a parere di chi scrive, perde in armonia rispetto al primo album a firma Daniel Gazzoli Project, senza eguagliarne forse la completezza compositiva. La nota dolente rimane una produzione ancora non all’altezza che in alcuni passaggi, le tastiere in particolare, finisce per penalizzare il sound complessivo, probabilmente senza valorizzare in pieno il potenziale delle canzoni; è possibile inoltre che il cambio di voce influisca sulla percezione complessiva, ma a gusto di chi scrive il taglio più duro del nuovo cantante non si amalgama perfettamente con il mood sonoro del disco.

 

 

© 2026, Denis Abello. All rights reserved.

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