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30 Maggio 2026 Comment Alberto Rozza
genere: AOR
anno: 2026
etichetta: Pride & Joy
Tracklist:
1. No Use Running
2. The Longest Time
3. Stand Your Ground,
4. Lies Of A Hundred Years
5. Wait No More 2.0
6. Nothing Else To Do
7. Rainbow Child
8. Stand Up
9. Gypsy Train
10. Standing On The Outside
11. All Of The Time
Formazione:
Peer Johansson – Vocals
Peter Sundell – Vocals
Dagfinn Joensen – Vocals
Tony Mills – Vocals
Torben Enevoldsen - Guitars, bass, keyboards and vocals
Pete Steincke – Bass
Dennis Hansen - Drums
Contatti:
Arriva come un fulmine a ciel sereno il nuovo lavoro degli Acacia Avenue di Torben Enevoldsen, poliedrico musicista, che propone nuovamente in questo “Chapter V” il suo hard rock melodico duro e puro.
Partenza riservata a “No Use Running”, tirata e martellante al punto giusto, non originalissima, ma molto interessante e dalla struttura musicale solida e gradevole. Passiamo alla successiva “The Longest Time”, più dolce e accomodante, dalle atmosfere positive e coinvolgenti. “Stand Your Ground” è pezzo normale, dal sapore un po’ vintage, tutto sommato piacevole, che apre le porte a “Lies Of A Hundred Years”, ben più movimentata e motivante, malinconica al punto giusto, dalle ottime trame e fraseggi strumentali. Passiamo a “Wait No More 2.0”, brano accorato e tenace, vocalmente interessante, dalla ritmica cadenzata e micidiale. “Nothing Else To Do” aumenta i battiti, con una serie di passaggi chitarristici sia solisti che ritmici dall’ottimo gusto, che mettono in luce l’ottima ispirazione di Enevoldsen. Arriviamo alla calda e suadente “Rainbow Child”, lentone che ci sta sempre in un album melodic, così come la dinamica crescente della successiva “Stand Up”, un classico inno hard rock, con tutti i crismi del genere. “Gipsy Train” è un brano divertente, scanzonato, ma dagli spunti musicali non banali, allo stesso modo della sfrenata “Standing On The Outside”, martellante, dall’effetto sensazionale, che, anche se messa in posizione conclusiva, presenta grandissime potenzialità. Finale riservato alla titanica “All Of The Time”, ariosa e solare, punto esclamativo su un buonissimo lavoro, coerente, maturo e ben prodotto. Un disco che non reinventa la ruota ma sa il fatto suo, centrato e privo di cedimenti, capace di intrattenere tanto i profani quanto i più accaniti amanti del genere.
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