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Recensione

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Kaasin – The Underworld – Recensione

28 Aprile 2026 1 Commento Alberto Rozza

genere: Classic Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Pride & Joy

Tracklist:

1. The Real World
2. Two Hearts
3. We Speed At Night
4. Iron Horse
5. Invisible
6. Over The Mountain
7. Arabian Night
8. The Descent Of Souls
9. The Underworld

Formazione:

Jo Henning Kaasin – guitar
Ståle Kaasin – bass
Jan Thore Grefstad – vocals
Per-Morten Bergseth – drums
Erling Henanger – keyboards

Contatti:

Facebook: https://www.facebook.com/kaasinmusic

 

Nuovo lavoro per i Kaasin, nati dalla mente del chitarrista norvegese Jo Henning Kaasin, che propone un classico hard rock dal sapore vintage. Va detto che si tratta del secondo album della band, seguito del debutto “Fired Up” del 2021, eletto album dell’anno dalla rivista rock norvegese Rockman. Clicchiamo su “The Real World”, prima traccia di questo album, e ci rendiamo subito conto dello stile hard rock tradizionale della band, sia nel sound vero e proprio che nelle atmosfere. Passando alla successiva “Two Hearts”, ci troviamo di fronte a un brano gagliardo e dal sapore antico, ben strutturato e dalla dinamica suadente. “We Speed At Night” coinvolge molto l’ascoltatore, sia per la ritmica cadenzata che per la qualità musicale espressa. Cupa e struggente, “Iron Horse” richiama chiaramente tutta la tradizione dell’hard rock a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80, risultando globalmente un buonissimo pezzo. “Invisible” passa veloce lasciando il suo segno nella mente e nel cuore, con le sue vibrazioni nostalgiche e malinconiche, al contrario della movimentata “Over The Mountain”, cadenzata, dalla prestazione strumentale sublime e variegata. Come giustamente ci ricorda il titolo, “Arabian Night” richiama, nella sua struttura e nelle sue sonorità, ambientazioni e suggestioni esotiche e orientali, rivelandosi un buonissimo ascolto, ricco di spunti interessanti. Dopo il breve strumentale “The Descent Of Souls”, entriamo nella conclusiva title track “The Underworld” (è disponibile una bonus track intitolata “Dead’s Man Hand”), un brano poderoso, riuscito al 100%, che mette in mostra per l’ultima volta (come se ce ne fosse l’esigenza) le enormi qualità e potenzialità dei Kaasin, band matura che consegna un prodotto altrettanto compiuto e convincente, un ascolto piacevolissimo e d’obbligo per gli amanti (e non) dell’hard rock classico e – oserei dire – molto ben fatto.

© 2026, Alberto Rozza. All rights reserved.

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