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16 Aprile 2026 3 Commenti Iacopo Mezzano
genere: Melodic Rock / Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Steamhammer
Tracklist:
01 Shout
02 Rise Up
03 It Owns You
04 When You Came Into My Life
05 Mother Love
06 Rise Above No Fear
07 Candy Love
08 I’m Leaning On It
09 Welcome To The Thunder
10 Glow
Formazione:
Johnny Gioeli (vocals)
Alessandro Del Vecchio (keyboards)
Luca Princiotta (guitar)
Anna Portalupi (bass)
Marco Di Salvia (drums)
Forti del passaggio a una nuova casa discografica, la celebre Steamhammer, e dell’ingresso in pianta stabile di un nuovo chitarrista, Luca Princiotta (musicista con all’attivo ben 15 anni nei Doro), gli Hardline tornano sulla scena musicale dopo cinque anni di assenza con il loro nuovo, ottavo e super energico album Shout (nei negozi dal 17 aprile 2026).
Il disco, che è stato composto dal cantante americano Johnny Gioeli (Axel Rudi Pell, Crush 40) assieme al fedele tastierista e amico Alessandro Del Vecchio e al neo-ingresso Princiotta, presenta un sound hard rock melodico se possibile ancora più rafforzato e dinamico rispetto alle ultime produzioni, e che è contemporaneo nella produzione, ma dannatamente ottantiano nello stile. Ogni canzone ci viene letteralmente sparata nelle orecchie attraverso brani adrenalinici, ispirati, suonati a tutta potenza dai musicisti sopracitati, con il contributo essenziale della solita dinamitarda sezione ritmica firmata da Anna Portalupi al basso e Marco Di Salvia alla batteria.
Nasce così un prodotto che ha nella passione dei suoi interpreti, e nel loro personale e vero amore per la musica, la sua vera chiave di volta. Le energie sono vive, sono elettriche, e ce lo dimostra fin da subito l’opener, title-track e singolo Shout, una canzone esplosiva e immediata, cantata di petto e cuore da un Gioeli sempre in grande spolvero, e suonata a tutto volume dal team strumentale italiano, tra riff di chitarra incandescenti, tastiere in primo piano, e un ritmo incalzante, dritto al volto. Analogamente, Rise Up non cala di una virgola le emozioni sotto pelle, forte in particolare di un ritornello che sicuramente farà le fortune del prossimo tour del gruppo per come sa risultare immediatamente orecchiabile, e tutto da cantare sotto il palco.
Con una chitarra in primissimo piano, It Owns You strizza l’occhio, ancora più delle precedenti, agli esordi del gruppo, suonando quasi come una traccia B del magnifico disco d’esordio Double Eclipse. Si apprezzano qui, oltre agli ottimi arrangiamenti di tastiere, i ricchissimi cori, che sono fondamentali alla riuscita melodica di una canzone che, per chi scrive, vale da sola il prezzo d’acquisto di questo platter. Largo poi alla prima power ballad, nonché cover di una meno conosciuta canzone degli Scorpions, When You Came Into My Life, perfettamente riproposta dal gruppo nella loro toccante dedica al cane, il migliore amico dell’uomo, con Mother Love a suonare come un ricercato e ispiratissimo inno rock melodico che ha nel superbo drumming esplosivo di Di Salvia e negli assoli eccezionali di Princiotta la vera marcia in più, con i due liberi di muoversi e osare grazie al collante dato dal ricco tappeto di tastiere di Del Vecchio.
Di rilevo anche Rise Above No Fear, che accarezza alcune trovate vicine all’heavy metal e che permette a Gioeli di spingere forte con la sua ugola, e Candy Love che, dopo una intro tutta synth, tira fuori una grinta hard rock da manuale, figlia di quegli anni’80 che più ci piacciono e proprio di quel sound primitivo a marca Hardline che fece la loro fortuna nell’illustre debutto. Con il piede sempre pigiato sull’acceleratore, I’m Leaning On It ci spinge a tutta velocità sull’autostrada della musica, forte di una chitarra e di una batteria ancora in primissimo piano, che non calano di una virgola la loro potenza anche nella seguente ed esplosiva Welcome To The Thunder, tutta ritmo, forza, e sugli scudi dalla prima all’ultima sua nota.
A chiudere l’album, ecco la power ballad Glow, seconda canzone del disco ad essere dedicata ai nostri amici più sinceri e ai migliori compagni di vita: gli animali domestici. Qui la vena è più triste, visto che il testo si concentra sul tema dell’abbandono e del maltrattamento, oltre che a quello del finale addio, e ne nasce così una canzone intima, piano e voce, in duetto perfetto tra Gioeli e Del Vecchio. I due, stretti assieme nel sincero amore per questa tematica, sfoggiano forse la loro migliore intesa vocale di sempre, dando al finale di questo splendido album un ulteriore acuto, da brividi al cuore.
IN CONCLUSIONE
Forse ancor più che i precedenti, questo Shout è un disco da comprare a scatola chiusa. Ha al suo interno, ve lo garantisco, tutti gli ingredienti magici che sanno rendere poesia le sette note di un pentagramma, ovvero quelle palline tra righe orizzontali che, spostate un po’ qua o un po’ là, un po’ su e un po’ giù, sanno colorare i sogni e vibrare nelle emozioni di noi ascoltatori e appassionati. E’ questo il motivo principale per cui non vi deluderà.
E poi passano gli anni, quelli sì, e cambiano le etichette e talvolta anche parte degli interpreti, ma le produzioni a marchio Hardline restano una garanzia assoluta per gli ascoltatori di hard rock melodico. Perché il motore, quel cuore che sta sotto la carrozzeria e che spinge, e spinge, e spinge, per macinare chilometri, beh, quello loro non lo cambiano proprio mai: ed è l’amore vero per quel mestiere fantastico che è fare la musica. Bravi!
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