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Recensione

76/100

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Generation Radio – Take Two – Recensione

24 Aprile 2026 1 Commento Giulio Burato

genere: AOR
anno: 2026
etichetta: Frontiers

Tracklist:

Montana Sky
The Melody
These Days
Maybe Monday
Grass Is Greener
Love History
Last Night’s Whiskey
Here I Go Again
You’re The Inspiration
I’m Alright
For A Soldier
Hate This Heart

Formazione:

Jay DeMarcus (Vocals, keyboards, and bass)
Jason Scheff (Lead vocals and bass)
Chris Rodriguez (Guitars)
Steve Ferrone (Drums)
Tom Yankton (Guitars)

 

Seconda prova discografica per la superband Generation Radio che, dopo l’ottimo esordio, torna con l’album “Take two” in uscita il 17 aprile tramite Frontiers Record. Il gruppo rimane pressoché immutato col solo innesto di Steve Ferrone (ex Tom Petty & The Heartbreakers) alla batteria al posto Deen Castronovo.

Il disco contiene una base di AOR cristallino con influenze pop-country, inserendo molte più tracce lente e ballate rispetto all’esordio.
Il miglior brano in assoluto è il primo singolo “Montana sky”, all’origine scritto per i Chicago, una canzone di gran classe con un piglio e una melodia notevoli. Altri spunti da sottolineare sono il secondo singolo “The melody” con una partitura tra country e soft rock; un soft rock che luccica anche in “These Days” e nel lento “Maybe Monday”. La prima parte ripercorre i binari del primo album e si completa con altre due buone canzoni come “Grass is greener” e, soprattutto, con “Love history”, un potenziale singolo per dare linfa all’appeal di “Take two”.
Da qui in avanti, ossia nella seconda parte dell’album”, poche luci e diversi passaggi che non marcano bene il territorio a partire dalla presenza di ben tre cover “You’re The Inspiration (Chicago)”, “I’m Alright (Kenny Loggins)” e “Hero I go again (Whitesnake)”, quest’ultima, seppur ben interpretata, è lontana dalla magnificenza della canzone originale del serpente bianco che adoro sino al midollo. Cenni di ripresa con l’acustica “For A Soldier”, ben cantata, e la conclusiva “Hate This Heart”, altro lento, dove però ritroviamo la grande coralità che sa esprimere questa band.

“Take two” non arriva ai livelli del primo, bellissimo album ma ci regala comunque degli artisti di grande carisma che sanno fare e suonare musica; in un prossimo album vorrei votare a molte più “Montana sky” e a un po’ meno lenti nell’arco delle frecce musicali targate “Generation Radio”.

© 2026, Giulio Burato. All rights reserved.

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