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24 Aprile 2026 Comment Paolo Paganini
genere: AOR
anno: 2026
etichetta: Frontiers
Tracklist:
1. One Helluva Ride
2. Holding On To Yesterday
3. Believe
4. Guiding Light
5. My Blood
6. Curtain Calls
7. The Rambler
8. Matter Of The Heart
9. Broken Dreams
10. Promise Me
Formazione:
Robin Eriksson – Basso, Voce
Mats Eriksson - Batteria
Mikael Blanc - Tastiere
Daniel Johansson – Chitarra
Contatti:
https://www.facebook.com/degreedmusic
https://www.instagram.com/degreedmusic/
https://degreedmusic.com/
Ho sempre avuto una grande ammirazione per i Degreed in quanto nel corso della loro ormai quindicinale carriera sono stati capaci di migliorarsi costantemente ad ogni nuova uscita, imponendosi come una delle più valide realtà a livello hard rock internazionale. I punti di forza della band sono tanti ma possiamo principalmente individuarne alcuni che caratterizzano il loro sound. Innanzitutto, un mix letale tra sonorità strabordanti che dopo un’introduzione metal sfociano in celestiali ritornelli AOR, il tutto sapientemente accompagnato da robuste chitarre, una batteria dirompente, una voce graffiante assolutamente distinguibile al primo ascolto e un lavoro tastieristico davvero di prim’ordine. Una produzione potente e cristallina capace di esaltare le capacità tecniche dei vari membri del combo svedese fa il resto. A questo aggiungete una prolificità davvero notevole (8 album da studio più alcuni EP) e capirete il motivo di un sempre maggiore interesse di cui i ragazzi godono ormai in tutto il mondo. L’ultimo album non fa che confermare quanto detto sopra e probabilmente si attesta al vertice della loro produzione. Si parte con lo speed rock di One Helluva Ride il cui coro farà da colonna sonora alle vostre scorribande sulle strade assolate della prossima estate. La carica energetica non si arresta e il singolo Holding On To Yesterday vi trascinerà nella sua irresistibile corsa alla ricerca della melodia perfetta. Risultato raggiunto in pieno grazie alla seguente Believe; AOR della migliore qualità e uno dei brani più azzeccati della loro intera discografia. Di tutt’altro tenore la trascinante Guiding Light che (neanche a dirlo) ci investe col suo mix di chitarre roboanti, drumming tritatutto e l’ennesimo ritornello AOR che metterà d’accordo sia i melomani che i rockettari più intransigenti. Arriva il momento di una pausa e neanche a dirlo arriva la super power ballad My Blood territorio in cui i nostri si muovono con una disinvoltura spiazzante. La title track torna a stordirci con la sua pulsante sezione ritmica mentre atmosfere epiche alla Brevahart ci introducono ad uno delle sorprese del cd. Con The Rambler, infatti, i Degreed dimostrano di saperci fare anche quando si tratta di decelerare e staccare letteralmente la spina confezionando un brano anthemico di grande intensità non lontano dai Dare di Out Of The Silence. Se Matter Of The Hert non ci esalta particolarmente la sontuosa Broken Dreams incarna, in chiave moderna, certe tracce di pomp AOR degli anni 80/90. La ciliegina sulla torta la mette la sognante Promise Me vero è proprio inno per cuori infranti.
Mi tolgo il cappello di fronte a questi ragazzi che ancora una volta dimostrano di saper portare avanti come pochi un progetto musicale ben definito senza nessuna concessione ad inutili sperimentazioni che li porterebbero inevitabilmente e inutilmente fuori strada.
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