LOGIN UTENTE

Ricordami

Registrati a MelodicRock.it

Registrati gratuitamente a Melodicrock.it! Potrai commentare le news e le recensioni, metterti in contatto con gli altri utenti del sito e sfruttare tutte le potenzialità della tua area personale.

effettua il Login con il tuo utente e password oppure registrati al sito di Melodic Rock Italia!

Recensione

80/100

Video

Pubblicità

Alicate – Too Bad To Be Good – Recensione

24 Aprile 2026 1 Commento Vittorio Mortara

genere: AOR
anno: 2026
etichetta: Pride & Joy

Tracklist:

1. Changes
2. Too Bad To Be Good
3. One Shot
4. Save Our Love
5. Right Here Right Now
6. Mysterious
7. For Now
8. High On Livin’
9. Don’t Turn Around
10. Run

Formazione:

Jonas Erixon – Voce e chitarra
Marcus Zerath - Tastiere
Fredrik Ekberg - Basso
Jesper Persson – Batteria

 

Gli Alicate sono una band Finnico/Svedese dalla lunga storia. La bio riferisce che i ragazzi hanno cominciato a lavorare assieme addirittura negli ’80, per poi dare alla luce il primo lavoro nel 2009! Nei lustri successivi si sono succeduti ben altri cinque full lenght ed un Ep. Una carriera di tutto rispetto, quindi. Ed una discografia che mi riprometto di rispolverare, poiché “Too bad to be good” è il loro primo disco che ascolto. Ed è un buon disco! E pensare che mi sono preso la recensione solo perché, da bravo gattaro, sono stato attratto dalla (bellissima) copertina…
Come ultimamente (troppo) spesso accade, la canzone che apre le danze non è il miglior biglietto da visita per invogliare a proseguire l’ascolto… “Changes”, tuttavia, ci fa intuire quello che ci aspetta fra i solchi di questo LP. Hard rock di origine novantiana. Non troppo edulcorato e marginalmente tastieroso. Diciamo che Alliance ed Only Child sono il riferimento da cui partire per farvene un’idea, anche per le similitudini vocali fra Erixon e Sabu. Su questa base si innestano poi le più svariate declinazioni della nostra amata musica. Che vanno dall’hard funk rattoso su “Too bad to be good” alle tentazioni pop di “One shot” all’AOR americano di “Save our love”. Ma possiamo cogliere anche suggestioni springsteeniane sulla bellissima “Right here, right now” ed atmosfere malmsteeniane su “Mysterious”. Fino a sfiorare i seminali Asia con “For now”. Acora AOR di facile assimilazione di qualità su “High on livin’” ed ancora Asia su “Don’t turn around” ed è già il tempo del commiato, affidato alla semiballad american style “Run”.

Come sicuramente avrete intuito, la varietà compositiva è una delle doti migliori di questa release. Ma aggiungetevi pure una buona padronanza degli strumenti. Un cantante mai fuori posto, blues e graffiante quando serve, che, in più, sa pure suonare molto bene la chitarra. Terminate con una produzione senza sbavature e otterrete un risultato più che lusinghiero. Per di più, almeno per me, c’è da tener conto anche dell’effetto sorpresa, in quanto proprio non mi aspettavo un disco così bello. Bene, anzi, benissimo! Avanti ragazzi!

© 2026, Vittorio Mortara. All rights reserved.

Ultime Recensioni

Devi essere registrato e loggato sul sito per poter leggere o commentare gli Articoli

1
0
Would love your thoughts, please comment.x