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07 Marzo 2026 0 Commenti Samuele Mannini
genere: AOR
anno: 1990
etichetta: Capitol/Emi
ristampe:
Tracklist:
Blinded 4:37
Animal Heart 3:49
Let's Talk 4:18
Where Did Our Love Go 4:27
My Town 4:45
The Rhythm Of Your Love 4:36
Spanish Slumber 1:17
Simple Mission 4:34
Stand Or Fall 3:57
Rescued (By The Arms Of Love) 4:13
One To One 4:27
One Night Alone 4:04
(She Said) Love Me Like A Man 4:06
Formazione:
Alan Frew-Vocals
Al Connelly-Guitar
Sam Reid-Keyboards
Wayne Parker-Bass
La ‘Mission’ dei Glass Tiger alla fine non è stata poi così ‘Simple’: dopo questo disco la band si allontanò dalle scene, riapparendo solo tra il 2018 e il 2020.
I Glass Tiger nascono nei primi anni ’80 a Newmarket, in Ontario, attorno al cantante Alan Frew, al tastierista Sam Reid e al chitarrista Al Connelly, completando la formazione con il bassista Wayne Parker e il batterista Michael Hanson. Dopo alcuni anni di gavetta nei club canadesi, il gruppo firma con EMI Records e nel 1986 pubblica il debutto ‘The Thin Red Line‘, che li lancia immediatamente sulla scena internazionale grazie al singolo ‘Don’t Forget Me (When I’m Gone)‘, impreziosito dai cori di Bryan Adams, e a brani come ‘Someday‘ e ‘Thin Red Line‘. Il disco ottiene il platino in Canada e l’oro negli Stati Uniti. Nel 1988 arriva il secondo album, ‘Diamond Sun‘, più maturo e coerente, con hit come ‘I’m Still Searching‘ e ‘My Song‘, che consolidano la reputazione della band nel pop-rock melodico e nell’AOR. Verso la fine degli anni ’80, il rock melodico di derivazione radiofonica inizia a cambiare: i suoni si induriscono e il pop lascia spazio a un approccio più vicino all’hard rock canonico. Basti pensare al cambio di sonorità tra i primi due album dei Dare, ma la tendenza coinvolge molte band, compresa la scena canadese.
Questo passaggio ha lasciato perplessi alcuni fan di vecchia data, ma per chi, come me, ama l’alternarsi tra chitarre roboanti, melodie strappalacrime e produzioni impeccabili (e in questo caso il tocco di Tom Werman si fa sentire eccome), Simple Mission resta il disco migliore della band, pur avendo avuto risultati commerciali più contenuti e critiche altalenanti anche all’epoca.
Riff di apertura serrato, voce celestiale incontrastata e ritornello AOR in pieno eighties style, ed ecco che ‘Blinded‘ ci mostra quale sarà la rotta di questo viaggio sonoro. ‘Animal Heart‘ è l’apoteosi del Canuck rock, col suo ritornello catchy e le sue rimembranze Loverboy, mentre ‘Let’s Talk‘ è un moderno electric pop che mi ricorda i conterranei Blue Rodeo. ‘Where Did Our Love Go‘ è una intensa ballad, impreziosita da piano, archi ed inserti di sax che sprizzano emozione e buon gusto da tutti i pori, senz’altro uno dei pezzi più belli del disco. Segue ‘My Town‘, singolo di discreto successo anche grazie alla presenza come seconda voce di nientepopodimeno che Rod Stewart, mentre a chiudere il lato A troviamo la bluesy ‘The Rhythm Of Your Love‘.
Il lato B si apre invece con la stravagante ‘Spanish Slumber‘, che ci guida alla funkeggiante title track ‘Simple Mission‘, che nulla aggiunge e nulla toglie al disco. ‘Stand Or Fall‘ è invece ricca di contrasti e con un ritornello vincente, ma il top di Simple Mission è senz’altro la super ballad ‘Rescued (By The Arms Of Love)‘: immaginatevi di ballarla cheek to cheek con chi amate, o su chi volete far colpo; e sarà un successo. A chiudere un tocco di pop rock d’annata con ‘One To One‘, e le più movimentate ‘One Night Alone‘ e ‘(She Said) Love Me Like A Man‘.
La mia missione è dunque compiuta, e se sono riuscito ad incuriosirvi tanto da recuperare questo disco, direi che è stata anche piacevole, perché sarebbe un peccato lasciare sepolto un disco di una band che ha saputo osare pur senza riuscirvi commercialmente.
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