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Recensione

70/100

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Violet – Silhouettes – Recensione

27 Febbraio 2026 Comment Vittorio Mortara

genere: AOR
anno: 2026
etichetta: Metalopolis Records

Tracklist:

1. Set Me Free

2. Dangerous You

3. Somewhere, Somehow

4. Calling For You

5. Arms Around (Live)

6. Sex In Harmony (Live),

7. Blame It On The Night (Live)

8. Fall In Love (Demo)

Formazione:

Jamie Beckham – Voce

Manuel Heller – Chitarra e Voce

Eric Hart – Basso

Filip Kuzanski – Tastiere

Maurice Probst – Batteria

Ospiti:

Cori (Studio) – Claus-Peter Eberwein

Coro (Live) – Echo8 Choir

Percussioni – Jonas Geiger

Batteria – Frank Dapper

Chitarra – Mikel Vecino Pees

 

I giovani virgulti teutonici Violet tornano sul mercato con un EP di quattro pezzi inediti, tre live e 1 demo, interludio fra l’album del 24 e la prossima uscita full lenght. Dal punto di vista musicale, le quattro canzoni nuove sono in linea con lo stile ascoltato sull’ultimo disco: la fanno da padroni i cori e i passaggi tastierosi, con la voce di Jamie a disegnare linee vocali più simili ad Abba e Roxette che non a Heart e Vixen. Di melodia ce n’è sempre a bizzeffe, anche se, come già osservato su Mysteria, una buona parte della freschezza e dell’immediatezza del debutto sono andate perdute.

“Set me free” è il pezzo un po’ più rockeggiante del lotto con un certo qual sentore di certi Triumph. “Dangerous you” è quello più scorrevole: tutto fluisce in una melodia pop con un bel refrain non complicato da sovrapposizioni corali e un finale pianistico intrigante. Di multi layer choruses, invece, è ricca “Somewhere somehow”, dove è possibile ascoltare un pregevole duetto fra Jamie ed il chitarrista Manuel Heller,il cui timbro soffiato ricorda vagamente Torstein Flakne. Ultimo brano inedito è “Calling for you” sulla quale aleggia lo spirito della mai troppo compianta Marie Fredrikkson. I tre pezzi live, registrati al teatro Scala della loro Ludwigsburg, danno un’idea dell’energia e della professionalità della band sul palco: niente affatto male per una gruppo di giovanissimi! Infine la versione demo di “Fall in love” è utile solo ad apprezzare nuovamente le affinità vocali di Heller con mr. Stage Dolls.

Al netto dell’opinione di chi vi scrive sull’utilità di una operazione strettamente commerciale quale può essere la pubblicazione di un EP, e limitandomi a giudicare i brani nuovi, direi che il livello compositivo ed esecutivo di questo Silhouettes è esattamente lo stesso del disco del 2024. Si è perso un po’ del fattore sorpresa dell’esordio ma i ragazzi restano una realtà più che valida nonché discretamente originale nel panorama contemporaneo. Attendo con ansia il futuro full lenght.

© 2026, Vittorio Mortara. All rights reserved.

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