LOGIN UTENTE

Ricordami

Registrati a MelodicRock.it

Registrati gratuitamente a Melodicrock.it! Potrai commentare le news e le recensioni, metterti in contatto con gli altri utenti del sito e sfruttare tutte le potenzialità della tua area personale.

effettua il Login con il tuo utente e password oppure registrati al sito di Melodic Rock Italia!

Recensione

80/100

Video

Pubblicità

Rozario – Northern Crusaders – Recensione

20 Febbraio 2026 Comment Luca Gatti

genere: Heavy/ Melodic Metal
anno: 2026
etichetta: Pride & Joy

Tracklist:

1. Fire And Ice
2. We Are One
3. Down Low
4. Free Forever
5. Crusader
6. Coming Home
7. Die Like Warriors
8. Until The Gods Are Calling
9. Sleepless
10. The Warning
11. Haunted By The Past
12. Betrayed

Formazione:


David Rosario (vocals)
Stein Hjertholm (guitar)
Taran Lister (guitar)
Anders Halsan Engum (bass)
Per Helge Bruvoll (drums)

Contatti:

Facebook: https://www.facebook.com/rozarioband

 

Ciao amici di MelodicRock.it si parte forte con l’anno nuovo, volgiamo subito lo sguardo a nord e ritroviamo all’orizzonte una recente conoscenza nel panorama Melodic Metal, direttamente dalla Norvegia tra vichinghi, salmone e Welfare ad alti livelli ci imbattiamo nuovamente nei ‘cattivi’ Rozario con il loro secondo album Northern Crusaders che è una chiara dichiarazione di intenti: non lasciatevi ingannare dal nome della band per chi non fosse ancora incappato tra le loro grinfie, nessuna spogliarellista brasiliana, solo puro e duro heavy metal a bollino doc per gli affezionati di Odino e dell’epica norrena.
Per l’appunto la prima traccia ‘Fire And Ice’ (tu guarda) che esce della forgia è la tempra di un modern metal compresso ed incalzante pienamente in linea con la concorrenza delle giovani band che sgomitano qui su Melody Rock, ispirazioni alternative ed una punta di power però senza ossessionare l’ascoltatore, canzone decisamente in continuità con il primo godibilissimo album d’esordio del 2023 ‘To The Gods We Swear’, ritornelli mastodontici in pieno stile AOR che non domandano certo il permesso di farsi piacere.

E’ Con la seconda traccia ‘We Are One’ che la band rompe il ghiaccio (gli indugi…) e trascina la composizione verso un metal intriso di epic e nordiche leggende senza abbandonarsi a troppo facili cliché di genere che hanno sinceramente rotto la spada magica, batteria muscolosa a carro armato in pieno stile Manowar tutta bisunta di riverbero ed autocelebrazione, ritornelli che galoppano con quanto di meglio questo Epic ha da offrire, un po’ Sabaton ed un po’ Five Finger quindi si, “l’effetto pettine” del vento che esce dalle casse è assicurato, Holter Studio si legge dai comunicati stampa coadiuvati in produzione da niente poco di meno che “the amazing” Trond Holter (ricordate Dracula – Swing of Death con Jorn?), beh ringraziate anche lui nel caso vi sconfinferino (piacciano).

Traccia 3 ‘Down Low’ spiccano evidenti le contaminazioni Avenged Sevenfold, il giovane neoassunto chitarrista Taran Lister eccelle per virtuosismo e tocco in un genere che mal tollera gli insicuri, una vera e propria iniezione di testosterone nella sezione strumentale che fa spalle larghe ad una produzione complessa ed articolata. Suona bene? Si. Perché? Perché stupisce anche dalle casse marce del mio Dobló.

Traccia 4 ‘Free Forever’ è il discreto esempio di come una buona canzone hard rock debba suonare, chitarre elettriche che ricordano perché le alte frequenze siano il loro regno a compensare un basso-batteria che sono un tuono dentro un fiordo, nel sandwich sonoro martella i medi la voce del talentuoso Rosario David (no non lo so se sia un lontano parente del nostro Muniz) con il giusto repertorio di controcori ed armonizzazioni, la ciccia vocale soddisfa a pieno i requisiti di questo melodic metal che non se le fa certo mandare a dire da altre band concorrenziali, il bite nelle parti alte ricorda un po’ Twisted Sister e più in generale ricorda un cantante che sa il proprio mestiere.

Traccia 5 ‘Crusader’ è una degli ordigni a orologeria dell’album, tripudio anni 80 da stadio senza però perdere il focus sul fatto di essere parenti con dei vichinghi incazzati, come detto qui il sound ala Hammerfall – modern Manowar è strabordante, temi di chitarra solista del baby chitarrista Lister passato dal biberon alla Mesa Boogie, é il videoclip che in altre ere (ciao Mtv) si sarebbe meritato mezza giornata di riprese su una scogliera, da ascoltare.

Traccia 6 ‘Coming Home’ mantiene alta la qualità e l’epica, riff accattivante ala Linch su cui è cucita l’intera canzone, potente, memorabile, un’altra traccia azzeccata, un po’ più piratesca nel mood ma sempre e comunque gente incazzata con barbe e capelli lunghi pronta a scorrerie per i mari delle onde radiofoniche.

Consapevole che una disamina traccia per traccia romperebbe un pò le spade magiche ma la produzione delle composizioni resta alta, siamo sempre all’arrembaggio (traccia 7 ‘Die Like Warrior’… traccia 10 ‘The Warning’ traccia 11 Haunted By The Past ).
Traccia 12 ‘Betrayed’ insieme a tutto il succulento già descritto trova spazio quasi per gioco un po’ di intenzione hard rock ala Whitesnake, grazie.
Segnalo ad ultimo traccia 9 ‘Sleepless’ ballata rabbiosa di scuola Nightwish che mantiene l’impronta aggressiva della band senza sgonfiarsi in facili sentimentalismi di chitarre troppo mosce; torbida, tormentata, anche un vichingo ogni tanto prova a piangere. Anche se ovviamente non ci riesce.
In conclusione, Rozario mi ha convinto con buon margine, da buoni norvegesi gli si perdona pienamente la stropicciata etichetta di vichingo con la chitarra elettrica, sono il giusto retaggio, il moderno che porta avanti la stirpe, la nobile tradizione dell’epic metal che sempre più con piacere contagia il melodic e l’Aor dei suoi stilemi ma non dei suoi stereotipi.

© 2026, Luca Gatti. All rights reserved.

Ultime Recensioni

Devi essere registrato e loggato sul sito per poter leggere o commentare gli Articoli

0
Would love your thoughts, please comment.x