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27 Febbraio 2026 Comment Yuri Picasso
genere: Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Frontiers
Tracklist:
01. When The Cold Wind Blows
02. Death Of Me
03. Different Kind Of Woman
04. If I Was King
05. Shakedown
06. The Fire And The Flame
07. I'm Ready
08. Paralyzed
09. Carry On
10. Battered And Bruised
11. What The Future Holds
Formazione:
Robin McAuley (lv, bv);
Reb Beach (g, bv);
Jeff Pilson (b, ag, k, bv);
Matt Starr (d, p)
Rimasi entusiasta nel 2020 quando uscì l’esordio dei Black Swan, super band composta da nomi illustri del panorama Hard & Heavy del passato e del presente che univa le esperienze artistiche pregresse riuscendo ad impartire a quell’etere una nuova dimensione, più moderna, dannatamente melodica ed ispirata. Dopo la virata metallica di ‘Generation Mind’ del 2022, eccoci alla terza opera edificata negli Studi di Jeff Pilson a Los Angeles.
L’impressione a livello sonoro è quella di volersi collocare a metà strada tra le tentazioni 80’s del debutto e quelle in maggior misura moderne del successore, rimanendo maggiormente conforme a quest’ultima.
La carta d’identità di Robin McAuley dichiara 1953, eppure dalle prime note di “When The Cold Wind Blows” non si direbbe…eternamente pronto e ponderato dietro al microfono.
“Death Of Me” inala positività, grinta, in un pezzo dall’hook vincente che riporta alla mente i fasti del McAuley Schenker Group. La garanzia Reb Beach sforna riff killer secchi e taglienti nel pezzo “Different Kind Of Woman”, supportato da una sezione ritmica di livello superiore come nell’altrettanto incisive “If I Was King”, dove Reb mostra il talento assoluto come ascia solista, e nella sbarazzina “Shakedown” dove la ritmica Classy Metal tra i Dokken e i Mr Big la fa da padrona. Merito del sodalizio Pilson/Starr.
Non si tira il freno, ne con “The Fire and The Flame”, debitrice degli ultimi Winger, ne con il miglior pezzo del lotto, “I’m Ready”, hard rock easy listening trascinante ed immediato nel suo incidere.
Sul finale prevale la scelta e quindi il conseguente eccesso di regolarità sonora, pur rimanendo al cospetto di brani che non scendono mai al di sotto della sufficienza.
I ritmi monocromatici sincopati e compatti di “Battered and Bruised” e la conclusiva “What The Future Holds” confermano Reb Beach come totem chitarristico dando letteralmente fuoco alla sua 6 corde, un vero protagonista; al di là della riuscita dei pezzi, come si fa a non amarlo artisticamente?
I Difetti opinabili riscontrati dal vostro recensore sono la mancanza di un lento e una produzione metallica estremamente omogenea; alle mie orecchie, lasciandomi in discussione, sarebbe stata più “romantica” una scelta verso lidi sonori più caldi con tastiere e hammond sparsi, come nel debut. Ad ogni modo, i Black Swan si confermano una delle superband, messe insieme nei lustri, meglio riuscite.
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