Registrati gratuitamente a Melodicrock.it! Potrai commentare le news e le recensioni, metterti in contatto con gli altri utenti del sito e sfruttare tutte le potenzialità della tua area personale.
effettua il Login con il tuo utente e password oppure registrati al sito di Melodic Rock Italia!
13 Febbraio 2026 1 Commento Yuri Picasso
genere: Hard Rock
anno: 2026
etichetta: Frontiers
Tracklist:
01. Remain Unseen
02. Medusa
03. I Am The Enemy
04. Read Your Mind
05. Get Out Alive
06. Effigy
07. Running Out Of Time
08. All Alone
09. Not This Life
10. The Light
11. Until I See You Again
Formazione:
Austen Starr (Vocals); Joel Hoekstra (Guitars); Chris Collier (Bass, Drums); Steve Ferlazzo (Keyboards);
Di sicuro fascino ed interesse l’opera prima di Austen Starr, americana di Boston; sbuca nel roster di Frontiers senza un vero e proprio background noto (come può essere stato per Cassidy Paris) e si presenta con un look che va a braccetto con la proposta musicale e con una resa fonica ne complessa, ne particolarmente innovativa, ma di certificato piacere. Un desiderio artistico unito a una sensualità dark che ben sposano le 11 di tracce di ‘I Am The Enemy’.
“Remain Unseen”, la prima traccia, determina le coordinate, posizionandosi a metà strada tra un gothic mainstream (Evanescence) e una formula Rock potente e ben prodotta, merito del lavoro di scrittura di Joel Hoekstra. La natura di Austen dilaga nelle foto promozionali cosi come nel video di “Medusa”, secondo singolo. Video bello, molto bello, e pezzo trascinante. Se la title track si posiziona su coordinate meno impegnative e un poco abusate, più attinenti al NewRock che spopolava 20/25 anni fa oltre oceano, “Read Your Mind” è un’ottima semi ballad guidata dall’acustica e interpretata come una veterana dalla Singer. Introspettiva e profonda, arrangiata mirabilmente.
Odore di Within Temptation (quelli di ‘The Unforgiving’) nell’aggressiva ma contenuta “Get Out Alive”.
Profumo che risentiremo nella penultima “The Light”, pop delicato e raffinato.
L’accoppiata “Effigy”+”Running Out Of Time” risulta penalizzata da un arrangiamento eccessivamente moderno e confusionario marcato da linee vocali convenzionali e ripetitive.
Con “All Alone” si cavalca un sentiero maggiormente 80’s nella ricerca dell’hook vincente e di un cantato meno aggressivo.
La Voce di Austen Starr è versatile (molto) e ben si sposa alla resa artistica.
Presenza scenica, look e alcune canzoni sono presenti ed encomiabili; non è poco o scontato per un’artista emergente avere un’identità accurata ed accattivante, vista la giovane età.
Peccato per una seconda parte a conti fatti inferiore in termini di songwriting alla prima, dove qualità, arrangiamenti e songwriting vanno a nozze con l’attitudine della cantante Bostoniana. Promossa!
© 2026, Yuri Picasso. All rights reserved.
Devi essere registrato e loggato sul sito per poter leggere o commentare gli Articoli