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Recensione

86/100

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Mindfeels – 2WO – Recensione

30 Gennaio 2026 3 Commenti Denis Abello

genere: AOR - Westcoast - Prog
anno: 2026
etichetta: Art of Melody Music (Burning Minds Music Group)

Tracklist:

01. OUT OF SPIN
02. WE WILL MAKE IT
03. FADING LIGHTS
04. AGAIN IN THE WIND
05. SOMETHING NEW
06. FLYING AWAY FROM THIS WORLD
07. HERE WITH ME
08. THE OTHER SIDE OF YOU
09. PASSENGERS
10. DREAMLAND
11. YOU CAN'T LET IT GO
12. RUN AWAY
13. THE WAIT

Formazione:

Davide Gilardino: voce
Luca Carlomagno: chitarre, tastiere
Roberto Barazzotto: basso
Italo Graziana: batteria
Michael Kratz: voce “The Other Side Of You”
Kasper Viinberg: cori, tastiere e percussioni in “The Other Side Of You”
Aldo Bulgheroni: synth solo in “Passengers”

 

Dopo l’ottimo esordio rappresentato da XXenty, i Mindfeels tornano con 2WO, un album che non si limita a confermare quanto di buono era stato fatto in precedenza, ma sceglie una strada più intima, curata e consapevole, mostrando una band decisamente più a fuoco sotto il profilo compositivo e arrangiativo.

Restano saldamente ancorati a un sound AOR / Westcoast di chiara matrice americana, con richiami evidenti ai TOTO (quelli più melodici e raffinati), ma in 2WO emerge una personalità più marcata: le canzoni respirano di più, i dettagli sono più cesellati e ogni scelta sembra rispondere a specifiche esigenze espressive e stilistiche.

Si conferma la band del primo lavoro con Davide Gilardino alla voce, interprete sempre più sicuro e convincente, la splendida chitarra di Luca Carlomagno e una delle sezioni ritmiche più eleganti e precise che potete trovare al momento in circolazione con Roberto Barazzotto al basso e Italo Graziana alla batteria. Ad impreziosire il disco troviamo anche ospiti mirati e di “vecchia data” come Michael Kratz e Kasper Viinberg oltre al synth di Aldo Bulgheroni ad impreziosire il pezzo Passengers.

L’album si apre con l’intro Out Of Spin e si sente subito il classico tocco raffinato dei Mindfeels. We Will Make It colpisce per la sua positività e i Mindfeels mostrano quanto abbiano maturato il loro songwriting. Con Fading Lights si cambia registro: più intimo, più sospeso. Piace come la band giochi sulle pause, sulle sfumature, lasciando respirare la melodia e dando spazio all’emozione. Again In The Wind ci trasporta in territori maggiormente Westcoast. Fluido, arioso, con tastiere e chitarre che dialogano tra loro in modo naturale. Something New davvero dà l’idea di voler provare qualcosa di leggermente diverso. Mantiene solide radici AOR, ma ci sono piccole scelte melodiche che dimostrano come la band provi anche a sperimentare, senza mai perdere l’eleganza. Flying Away From This World ha un respiro quasi cinematografico, e le atmosfere si aprono come paesaggi in movimento. Alcuni passaggi richiamano sfumature prog, non invadenti ma intelligenti, che danno al disco un respiro ancora più ampio. Here With Me è semplice, diretto, eppure toccante. La voce di Davide Gilardino convince. The Other Side Of You raggiunge uno dei picchi emotivi dell’album. Michael Kratz aggiunge una voce diversa, un colore speciale che si integra perfettamente con Davide, mentre Kasper Viinberg arricchisce tutto con cori, tastiere e percussioni. La sensazione è quella di ascoltare un brano completo, perfettamente orchestrato, senza sovraccarichi. Passengers è un pezzo che sorprende tra AOR e Prog. Struttura più libera, atmosfere sospese, tastiere che disegnano paesaggi diversi dal resto dell’album. Il synth di Aldo Bulgheroni è davvero il tocco finale. Dreamland è onirico, delicato, costruito su sensazioni più che su impatti immediati. You Can’t Let It Go ritorna all’AOR classico, con un ritornello che ti cattura subito. Run Away è energia e movimento. Chitarre e tastiere dialogano con grande efficacia, e la sezione ritmica tiene tutto insieme senza strafare. Chiudere con The Wait è una scelta azzeccata. È intenso, riflessivo, e lascia quel senso di compiutezza che ti invita a riascoltare il disco dall’inizio. Un finale coerente e maturo, che suggella un album dove ogni pezzo ha una sua funzione e contribuisce a un viaggio sonoro ben costruito.

© 2026, Denis Abello. All rights reserved.

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