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22 Gennaio 2026 3 Commenti Vittorio Mortara
genere: AOR
anno: 2026
etichetta: RN Records
Tracklist:
01. Like A Phoenix
02. Turn Around (And Walk Away)
03. Neon Glow (feat. Robin McAuley)
04. Fire In Your Eyes
05. I Want You Here With Me
06. The Beast In Me (Bonnie Pointer cover)
07. Don't Lose Yourself
08. What's This Life?
09. Be With You
10. Somebody
11. Will You Be There
Formazione:
Therés Enström - Voce
Linnea Waljestål - Batteria & Cori
Daniel Myhr - Tastiere & Cori
Pär Eriksson - Chitarre & Cori
Oliver Lee - Basso & Cori
Aria fresca dalla Scandinavia. Si, sembra un’ovvietà o una frase del Meteo di Giuliacci, lo so. Ma gli Emotional Fire sono proprio questo. In un periodo di standardizzazione del melodic rock nordeuropeo, con generale indurimento dei suoni e produzioni fotocopia, i ragazzi della scuderia di Ron e Nina Dahlgren sono una sorprendente e piacevole eccezione. Partiti come una all female band in stile Vixen, oggi constano sulle corde vocali della bella Therés Enström, sulle bacchette della scatenata Linnea Waljestål (anche produttrice) e sull’innesto di tre maschietti di vichinga provenienza ai restanti strumenti. Il quintetto propone un bell’AOR classico anni ’80, composto come si deve e ben suonato, con quel tocco di pomp rock tastieroso che non guasta mai ed i Journey sempre nel mirino. Proprio come si usava 35/40 anni fa.
Il disco parte timido. “Like a Phoenix” non è il massimo in termini di coinvolgimento, scivolando via un po’ piatta. Ma poi si accelera di brutto: “Turn around and walk away” è un brano diretto e classico sul quale Theres può sciorinare tutta la potenza e la grazia della sua voce e colpire duro con il ritornello. Track n.3 e… Attenzione! Sorpresa delle sorprese, abbiamo un duetto con Robin McAuley! “Neon glow” non è una delle canzoni bruttine e tutte uguali degli ultimi solisti o dei Black Swan. E’ un pezzo alla MSG dei bei tempi. Qui la bionda titolare lascia gran parte della conduzione nelle capaci mani del maestro, e ciò che ne risulta è assolutamente gradevole! Ma, ragazzi, arriva un pezzone: “Fire in your eyes” è prezioso AOR cantato divinamente, ruffiano il giusto, con quelle atmosfere sul dolce e malinconico che tanto sono care a chi vi scrive. “I want you here with me” incede a guisa di marcetta militare pomp che fa il verso, fatte le giuste proporzioni, a “Separate ways” voi sapete di chi. Qualcuno ha voglia di ballare un po’? Sotto con “The beast in me”, cover della misconosciuta (in Italia) cantante soul/disco/funky Bonnie Pointer, farcita da suoni filtrati alla Turborider con Theres sorprendentemente a suo agio anche su queste sonorità. Vogliamo tornare in tema Journey? Ok, beccatevi il semiplagio di “Don’t loose yourself”. Forse troppo simile all’originale, anche nel titolo… ma bella! Come dite? Non sapete a quale canzone strasomiglia? Vergogna! Passiamo oltre e ascoltiamoci “What’s this life?”, in bilico tra Lita e Pat Benatar, e la più graffiante “Be with you”. Che voce ragazzi! Concediamoci ancora un momento sbarazzino con “Somebody”, pop rock allegro ma raffinato, perché è già ora di calare il sipario: il singolo in stile Corrs “Will you be there”, articolato e catchy, posto inspiegabilmente in chiusura…
Non so se si è capito, ma a me questi Emotional Fire mi sono piaciuti. Certo, sono ancora un po’ acerbi. Per esempio le strutture di alcuni brani sono perfettibili, magari legando maggiormente gli esplosivi ritornelli alla strofa, e gli assoli di chitarra potrebbero osare un po’ di più. Però le canzoni, pur non spiccando per originalità, fanno una buona impressione. La produzione, pur non essendo pompata, calza bene. E poi, amici miei, che voce ha Therés Enström?!?! Roba da fare impallidire tutta la concorrenza in un colpo solo! Avanti così!
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