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Top Ten 2025 By MelodicRock.it

Top Ten 2025 By MelodicRock.it

26 Dicembre 2025 11 Commenti Samuele Mannini

Eccoci dunque alla consueta Top Ten di fine anno, che mai come questa volta ha rischiato di non vedere la luce. Il 2025 è stato infatti un anno difficile, non solo per la redazione ma per la stessa esistenza di MelodicRock.it: tanti i problemi che hanno colpito noi redattori, qualche defezione – fortunatamente compensata anche da nuove forze – e una lunga serie di beghe che non ci hanno sempre consentito di lavorare al meglio. Eppure, anche questa volta, l’abbiamo portata a casa e proveremo a farlo anche l’anno prossimo.

Sì, perché nonostante tutto i numeri di MelodicRock.it sono stati impressionanti e questo non può che riempirci di gioia ed orgoglio. Di tutte le statistiche della nostra testata parleremo però in uno speciale dedicato, in arrivo all’inizio del nuovo anno, per farvi conoscere e comprendere tutto ciò che ruota attorno a una webzine amatoriale che ce la mette tutta per essere il più professionale possibile.

Intanto, gustatevi la Top Ten di fine anno: non una semplice somma dei dischi più apprezzati da ciascun redattore, ma il risultato di confronti, discussioni, spareggi e ribaltamenti dell’ultimo minuto. Questi sono gli album che, secondo noi, hanno maggiormente segnato il 2025 e che in qualche modo lo rappresentano al meglio (naturalmente abbiamo evitato di votare per la compilation che porta anche il nostro nome perché non ci sarebbe sembrato carino).

Ringraziamo di cuore tutti i lettori per il supporto costante e promettiamo il massimo impegno anche per l’anno nuovo.
Keep On Rockin’

La Redazione.

Ecco, dunque, la classifica dei primi dieci dischi con il link alla recensione:

1- Streetlight – NIght Vision

2- H.E.A.T. – Welcome To The Future

3- Harem Scarem – Chasing Euphoria

4- Gotthard – Stereo Crush

5- Steve Emm – Pulsar

6- The Theander Expression – Chaos, Dreams & Love

7- Midnite City – Bite The Bullet

8- The Switch – No Way Out

9- Treat – The Wild Card

10-Double Vision – Double Vision

-Di seguito tutte le classifiche di ogni Redattore-

Samuele Mannini:

Musicalmente parlando, dovendomi dedicare anche ad altri aspetti della gestione del sito e della pagina Facebook, devo ammettere di aver ascoltato meno uscite rispetto al passato. Ho inoltre trovato l’annata complessivamente meno eccitante rispetto agli scorsi anni: non tanto per una carenza di numeri, quanto per una certa sensazione di stanchezza del movimento, con molte produzioni che mi sono sembrate giocare sul sicuro. Sono stato quindi folgorato meno del solito da uscite realmente innovative e creative; ciò nonostante, quanto ho maggiormente gradito lo potete visualizzare qui sotto.

Un plauso va senza dubbio alla scena nostrana, che anche quest’anno ha saputo farsi valere. E come sempre, nella mia classifica troverete qualche titolo un po’ meno ortodosso… ma ormai dovreste sapere che sono lo strambo della redazione! 😄

Denis Abello:

Annata complessa ma che chiarisce, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’AOR made in Italy ormai è di assoluto livello internazionale… Soul Seller per me album dell’anno “senza se e senza ma” anche se ammetto che se la gioca con un bellissimo Night Vision degli Streetlight. A seguire distanziati di poco troviamo una serie di album su cui sventola il tricolore, 4GOT10, le ormai garanzie di successo Steve Emm e Hell in The Club e distanziati di poco Backslash e Wheels of Fire. Il resto se la gioca con qualche nome “sicuro” come i sempre validi Treat o gli H.E.A.T. e la conferma dei particolari Creeper. A stupire ci pensano a questo giro i Gotthard con un album che fa finalmente tornare brillantissima la loro fiamma. Chiudo con un paio di note a margine per i leoni Bryan Adams e Jimmy Barnes in grado dopo tanti anni ancora di far vibrare le note dei nostri cuori da vecchi rocker e menzione finale per due delle più interessanti nuovo uscite di quest’anno, The Switch e Laguna!

Vittorio Mortara:

Un anno ricco di uscite, non c’è che dire. E gran lavoro per la nostra redazione. Quindi bando alle ciance e andiamo di classifica. Tra i “famosi” conferma degli FM, macchine da guerra per i bei dischi, e bei lavori anche per i Perfect plan, per il polistrumentista Theander e per gli HEAT (anche se resto un fan sfegatato di Erik Gronwall) e ottima uscita anche per i Gotthard, ormai affrancati dalla prematura scomparsa di Steve Lee ed indirizzati su nuovi binari dall’andamento fresco ed attuale. Sul fronte delle nuove proposte, gran lavoro di pop rock per i The Switch e di AOR classico per gli Streetlight. Tra le tante uscite dei nostri connazionali, la bravura di Steve Emm è sempre al top. Per quanto, invece, riguarda la falange un po’ più dura, difficile dimenticarsi dello splendido esordio (sotto questo moniker) dei Sign Of The Wolf. Ma sopra tutto e sopra tutti io metto loro: i Midnite City. “In at the deep end” è un disco che non ha una virgola di originale ma, ragazzi, quanto spacca! Sperando che il 26 sia altrettanto prodigo di buona musica auguro a tutti i melodicrockers delle straordinarie feste! Stay Hard!

Alberto Rozza:

Tra le uscite più significative dell’anno, questa selezione personale mette in evidenza dischi capaci di distinguersi per solidità, ispirazione ed impatto complessivo. Dagli Inglorious, autori di un lavoro potente e carismatico, passando per l’energia e la personalità di Wildness e Circus Of Fire, fino alle certezze offerte da Barnabas Sky e alle piacevoli sorprese come Ramonda, il quadro restituisce un panorama vario e coerente. Completano la lista album affidabili e ben suonati come quelli di D’OR, Heaven’s Reign, Andy Susemihl, Russ Ballard e Marty And The Bad Punch, tutti accomunati da una qualità che li rende ascolti più che consigliati.

Yuri Picasso:

L’ingresso a gamba tesa dell’intelligenza artificiale nelle nostre cuffie e impianti stereo: cosi verrà ricordato il 2025. Un’ulteriore apertura alla quantità; la possibilità definitiva di far divenire artista chi non lo è: ad Ottobre, Breaking Rust con “Walk my Walk” (100% IA) , sale al primo posto delle classifiche Billboard di musica Country . L’arte diventa sinonimo di qualunquismo. La riuscita di un prodotto si è trasformata in una gara di marketing partendo da tentativi di combinazione di ‘prompt’ funzionali; il passo successivo è l’allungare una mazzetta all’influencer di turno, nel tentativo di diventare virali. C’è la possibilità per tutti, per quanto minima, di diventare qualcuno rimanendo di fatto un nessuno. Analizzato il triste presente, rimango ancorato al mio credo nominando artisti Veri, Esseri in grado di suonare il loro strumento.
10 dischi da avere in formato fisico (CD/LP a vostra discrezione) in ordine randomico, perlustrando il nostro genere a 360°.

Paolo Paganini:

Appuntamento ormai classico con la nostra imperdibile top ten di fine anno. Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad una sempre maggiore invasione di band virtuali generate dall’intelligenza artificiale, capace di creare brani dal forte appeal radiofonico ed estremamente facili da ascoltare. Prodotti usa e getta che comunque fanno riflettere sulla direzione che sta prendendo la musica in generale e la nostra in particolare. Il pensiero che dietro questi riff accattivanti ci sia un nerd da tastiera magari incapace di suonare anche il citofono inquieta e non poco. Per contro, nel mondo reale centinaia di band devono sudare ogni giorno le proverbiali sette camicie per far uscire il loro disco ed è su di loro che continueremo imperterriti a dedicare tutto il nostro tempo di modesti scribacchini. Di seguito i dieci album più meritevoli di questo 2025.

Giulio Burato:

Il 2025, come il 2024, e’ da considerarsi per me un anno molto difficile per motivi familiari che mi hanno tolto molti spazi e energie mentali per ascoltare le innumerevoli uscite dell’anno.
Tra tutte quelle che non sono riuscito ad ascoltare ci sarà sicuramente qualcosa di interessante che mi sono perso. Detto questo la mia top ten evidenzia la mia venerazione per l’ultimo, fantastico album degli Streetlight.
Virtualmente a pari merito per qualità melodiche e di idee gli H.e.a.t. ed il recente the Wild Card dei Treat.
Menzione particolare per la leggenda Bryan Adams, con un album di contenuti, i redivi Gotthard e i sorprendenti indiani Black Jack.
Fuori dalla top ten ma, in crescita, ascolto dopo ascolto, l ultimo album degli Hell in the club con un ottima Tezzi” Persson dietro al microfono.

Francesco Donato:

Anno veloce e ricco di cambiamenti questo 2025, un anno dove la musica ha elargito nella mia vita la solita forza e la sempre più viva convinzione che c’è sempre da imparare da essa, glorificandola ascolto dopo ascolto.
Un anno particolarmente difficile dal punto di vista musicale, un 2025 che ci ha tolto due vere e proprie icone come Ozzy Osbourne ed Ace Frehley.
Proprio quest’ultimo l’anno scorso rientrava nella mia top ten…
Ma “The show must go on”, quindi asciughiamo le lacrime e celebriamo questo 2025 con quelle che a parer mio sono le migliori uscite dell’anno.
La medaglia d’oro va ai The Night Flight Orchestra.
Una conferma della loro classe e del loro stato di grazia.
Medaglia d’argento per gli Streetlight.
Mi avevano già sorpreso positivamente con il loro esordio, ma questo “Night Vision” è davvero un album strepitoso!
Bronzo ai Crazy Lixx.
“Thrill Of The Bite” è un signor disco, uno dei loro migliori ultimi lavori con una canzone pazzesca come “Who Said Rock N’ Roll Is Dead” che per quanto mi riguarda è il vero e proprio inno dell’anno!

© 2025, Samuele Mannini. All rights reserved.

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