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Recensione

80/100

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This House We Built – Get Out Of The Rain – Recensione

21 Dicembre 2025 Comment Giulio Burato

genere: Hard Rock
anno: 2025
etichetta: Indipendente

Tracklist:

1.Rain
2.Addiction
3.Broken Dreams
4.Desires
5.Coming Home To You
6.Crash N’ Burn
7.It’s Only Rock N’ Roll
8.Wheels
9.Better Man
10.One By One
11.Drifter

Formazione:

Scott Wardell - Vocals,Guitars & Percussion
Andy Jackson - Vocals & Guitars
Wayne Dawkes - Bass
Chris Mayes - Drums & Vocals

 

Allo scadere del 2025, sotto la mia penna ecco la band inglese THIS HOUSE WE BUILT, che pesca musicalmente dal filone di band come Hinder, Daughtry e Three Doors Down. “Get out of the rain” è la loro seconda usciata discografica, dopo l’esordio di tre anni fa dall’omonimo titolo, accolto favorevolmente dalla critica, ed è uscita il 21 novembre tramite un’etichetta indipendente.

La band, originaria della contea dello Yorkshire nel Regno Unito, ha condiviso in passato il palco con band come Michael Monroe, Quireboys e Tyketto.
Si inizia con uno scroscio di pioggia che è il perfetto intro del brano “Rain” dal grande appeal melodico. Segue il primo singolo rilasciato, ossia “Addiction”, che ha un groove più nervoso, mentre la successiva “Broken dreams” ha un testo che va ascoltato e un ritornello orecchiale, senza eccessi. Territori a stelle e strisce per “Desires” con quella postura musicale moderna che trova ampio spazio anche nella robusta “Crash ‘n burn”. “Coming home to you” è una ballatona che viaggia tra il dolce ed il ruvido, un confine sottile quanto complesso, che qui trova il suo equilibrio instabile scemando in un bellissimo outro corale e pianistico. Salto (giustamente) alla settima traccia; aprite bene i padiglioni auricolari perche siamo di fronte ad una grande canzone rock ed un vero inno da pogare, esemplificato anche nel titolo; “It’s Only (fuckin’) Rock N’ Roll” oh yeah!
“Wheels” corre veloce sulle ruote di una partitura tosta e ricca di riff pesanti.
In “Better man”, bel lavoro acustico alla base, che poi sfoggia in linee elettriche che sanno di Shinedown.
Intro parlato e poi parti vocali consegnate a Andy Jackson in “One by One” che apporta una variazione interessante all’album.
Si chiude in bellezza con il lento semi acustico “Drifter” che fonde melodia e dolcezza; ottima prova dietro al microfono di Scott Wardell.
Un album da ascoltare con interesse e ricco di spunti moderni.

© 2025, Giulio Burato. All rights reserved.

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