Registrati gratuitamente a Melodicrock.it! Potrai commentare le news e le recensioni, metterti in contatto con gli altri utenti del sito e sfruttare tutte le potenzialità della tua area personale.
effettua il Login con il tuo utente e password oppure registrati al sito di Melodic Rock Italia!
04 Dicembre 2025 3 Commenti Giulio Burato
genere: Melodic Rock
anno: 2025
etichetta: Good Time Music
Tracklist:
1.Love Will Bring You Down
2.Strange Kind Of Love
3.I’ll Take The Blame
4.Lookin’ For Somethin ‘
5.Set Me Free
6.For So Long
7.Risky Game
8.Burning
Formazione:
Dario Raviq - Guitars and Vocals
Bruno Barboza - Guitars and Backing Vocals
Charly Giraldo - Bass & Backing Vocals
Mauricio Xnake - Drums
In questa prima recensione di dicembre 2025, il nostro radar sonoro sconfina in sud America, in un paese musicalmente nuovo alla nostra redazione. Con i Mean Street approdiamo, come in una giocata di Risiko, in Perù.
I Mean Street nascono nell’aprile 2016, cambiando in parte la line-up nel febbraio del 2023; oggi, si compongono di Dario Raviq alla voce, Bruno Barboza alle chitarre, Charly Giraldo al basso e Mauricio Xnake alle pelli.
Molto famosi in patria, in un recente passato hanno aperto alcuni concerti degli FM in terra sudamericana.
La tracklist si apre con” Love Will Bring You Down” con delle fantastiche tastiere atmosferiche iniziali, strofe ben costruite, non allineate però con il coro che tende ad essere forzato; buono il lavoro di Barboza agli assoli.
Basso pulsante iniziale per “Strange Kind Of Love” che segue la scia lasciata dalla precedente canzone ma con un refrain maggiormente centrato.
Cenni dei recenti Nitrate per “I’ll Take The Blame” con quel flavour sonoro tranquillo e piacevolmente melodico.
Si spazia poi verso ad un hair metal di ottantiana memoria con “Lookin’ For Somethin”, un mix tra Motley Crue e Tigertailz.
Heavy riffs introducono “Set me free” dove a farla da padrona è la sezione ritmica; buono anche il ritornello condito da tastiere e dai contro cori.
“For So Long” è un altro brano melodico di chiara matrice scandinava dove va rimarcato il bell’assolo; a seguire “Risky Game” laddove il gioco porta a pensare a ‘leppardiane’ strategie; la struttura della canzone attinge da Joe Elliott e soci non arrivando però a scalfire la sapienza melodica della band britannica. Scaletta che si chiude con l’ottava traccia “Burning” dal ritmo incalzante e da una vocalità da rimodulare.
Nel complesso “Never too late”, seppur mancante di un paio di canzoni per completare la tracklist, si fa notare per apprezzabili idee in fase di arrangiamento; personalmente la voce di Dario Raviq, in alcuni tratti, non mi ha entusiasmato, ma la band peruviana merita sicuramente un plauso (di incoraggiamento) per questo album uscito il 31 ottobre tramite Good Time Music.
© 2025, Giulio Burato. All rights reserved.
Devi essere registrato e loggato sul sito per poter leggere o commentare gli Articoli